(Sesto Potere) – Forlimpopoli – 16 ottobre 2026 – Prenderanno il via nelle prossime settimane una serie di interventi dedicati alla manutenzione, alla cura e alla sicurezza del verde pubblico di Forlimpopoli. Il programma interesserà diverse aree verdi della città, con lavori di ripristino delle strutture, manutenzione delle alberature e interventi mirati sulle situazioni che presentano criticità.
Tra le prime attività è previsto un intervento sulle staccionate deteriorate dal tempo e dagli agenti atmosferici, in particolare al Parco urbano lungo via Pertini, ai giardini Ugo La Malfa, al Parco Dalla Chiesa in via Giardino e nell’area verde comunale di via Montanara.
L’obiettivo è restituire piena funzionalità alle strutture, migliorare il decoro degli spazi pubblici e garantire maggiore sicurezza a chi frequenta parchi e giardini.
Nel corso dell’autunno e dell’inverno, in contemporanea con il periodo di riposo vegetativo e nel rispetto delle esigenze legate alla nidificazione degli uccelli, saranno inoltre effettuati interventi di potatura e innalzamento delle chiome su diversi alberi. Le attività comprenderanno anche alcuni abbattimenti puntuali, dove sussistono rischi incompatibili con la sicurezza delle persone e degli spazi circostanti.
L’Amministrazione comunale renderà noto a breve il dettaglio del piano delle potature, con l’obiettivo di definire la programmazione entro l’inizio di novembre.
“La cura del verde pubblico richiede attenzione costante, programmazione e capacità di intervenire in modo responsabile. Il nostro obiettivo è preservare e, dove possibile, ampliare il patrimonio arboreo della città, mantenendo parchi e giardini accoglienti e fruibili. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini: ogni intervento sulle alberature viene valutato con attenzione, soprattutto quando le condizioni di una pianta presentano rischi significativi”, dichiara l’assessore all’Ambiente, Liverani.
In questo quadro si inserisce l’intervento sulla grande quercia del Parco urbano, una farnia (Quercus robur) che nel tempo è diventata un simbolo riconoscibile del parco e un elemento profondamente legato alla memoria della comunità. “La decisione di procedere al suo abbattimento è stata attentamente ponderata, anche per il valore storico e affettivo che l’albero rappresenta”, prosegue Liverani. “La pianta presenta da diversi anni condizioni strutturali fortemente compromesse ed è stata classificata in classe D, corrispondente alla categoria di rischio più elevata per i cedimenti”. Carie, fessurazioni, spaccature e seccume diffuso compromettono la stabilità dell’albero, con il rischio di distacchi di rami anche di grandi dimensioni. Recenti episodi di questo tipo hanno ulteriormente evidenziato la criticità della situazione. L’impossibilità di garantire adeguate condizioni di sicurezza nell’area circostante rende pertanto necessario procedere all’abbattimento in tempi rapidi, come illustrato e condiviso con la Consulta Ambiente.
Accanto alla grande quercia è già stata piantata una nuova farnia, discendente della pianta originaria, con l’intento di dare continuità al patrimonio arboreo del parco e mantenere vivo il legame con l’albero che per tanti anni ne ha caratterizzato il paesaggio. L’Amministrazione comunale sta inoltre organizzando iniziative di valorizzazione della storia e del significato della quercia, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni.
“Stiamo già lavorando a possibili attività che vadano a ripercorrere la storia dell’albero, attraverso una raccolta di testimonianze della comunità con il coinvolgimento del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi. Pensiamo inoltre ad iniziative creative, come concorsi con opere o foto dedicate al Parco urbano e al verde cittadino. La quercia fa parte della memoria collettiva della nostra comunità e vogliamo che la sua storia continui a essere raccontata anche alle nuove generazioni. Valuteremo inoltre la possibilità di conservare una parte della pianta, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e la fattibilità tecnica, affinché possa diventare uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione sul valore degli alberi e degli ecosistemi”, conclude Liverani.

