(Sesto Potere) – Piacenza – 15 ottobre 2026 – La cucina italiana è un tempio di saperi, gusti e tradizioni. Condire è il suo rito sacro: 8 italiani su 10 (81%) lo fanno ogni giorno e, per quasi altrettanti (77,7%), il condimento è essenziale per la riuscita di un piatto. Un rito che oggi si accompagna anche all’attenzione al consumo di sale: più di 1 italiano su 2 (56,8%) lo ha già ridotto o sta cercando di farlo e, tra questi, oltre 2 su 10 (25,8%) utilizzano il succo di limone per dare sapore ai piatti. E quando si parla del condimento simbolo della freschezza, gli italiani non hanno dubbi: per quasi la metà (47,5%) è il limone, per 2 su 10 (21,3%) è una prerogativa dell’agrume giallo non paragonabile ad altri condimenti.
È la fotografia scattata da “Che condimento sei? L’Italia che condisce”, la ricerca realizzata da AstraRicerche per Gruppo Polenghi, realtà piacentina tra i principali produttori italiani di succo di limone che celebra 50 anni di attività, sulle abitudini degli italiani a tavola in materia di condimenti.
Se è vero che il condimento conta nella riuscita di un piatto, anche la sua scelta segue criteri precisi: prima di tutto la naturalità (41,3%), poi il gusto intenso (38,5%) e la freschezza (35%).
“Da 50 anni il limone è al centro della nostra storia. In questo tempo sono cambiate le abitudini alimentari, le esigenze dei consumatori e il modo di utilizzare un ingrediente profondamente radicato nella tradizione italiana. La ricerca ci restituisce un quadro interessante: cresce l’attenzione alla naturalità, alla provenienza delle materie prime e alla praticità, mentre si aprono nuove occasioni di consumo. Per noi questi risultati sono un punto di partenza per sviluppare prodotti che rispondano alle aspettative del mercato e, soprattutto, per dare al succo di limone il valore che merita. In Europa, secondo le nostre stime, il prodotto confezionato raggiunge una penetrazione media del 25%, contro oltre il 70% del frutto fresco: un divario che racconta quanto ci sia ancora da fare per far crescere la categoria. È su questa prospettiva che abbiamo costruito il nostro sviluppo, investendo in innovazione, filiera e mercati internazionali. Nel 2025 Gruppo Polenghi ha raggiunto 110 milioni di euro di fatturato, in crescita del 12% sull’anno precedente e del 50% negli ultimi cinque anni, con il 90% dei ricavi realizzato all’estero e un volume di succo commercializzato equivalente a 950 milioni di limoni.Numeri che riflettono un percorso di espansione commerciale e acquisizioni e che ci spingono a continuare a investire nella qualità del prodotto e nella valorizzazione del limone italiano”, commenta Filippo Scandellari, (nella foto in alto) Amministratore Delegato di Gruppo Polenghi.
IL CONDIMENTO FIRMA LA TAVOLA DEGLI ITALIANI, OLTRE LA METÀ CONDISCE A OGNI PASTO
Più di 1 italiano su 2 (52,4%) condisce più volte al giorno, a ogni pasto o quasi. Nelle abitudini quotidiane dominano l’olio extravergine d’oliva (78,7%) e il sale (65,6%), seguiti da pepe e spezie (40,6%), erbe aromatiche fresche e aglio (33,6%), salse pronte (18,5%), aceto (18,3%) e succo di limone, fresco o già pronto (15,6%). La frequenza d’uso racconta però solo una parte del rapporto con il limone. Quando gli italiani sono interrogati sul condimento simbolo della freschezza, il succo di limone (47,5%) batte l’olio extravergine d’oliva (39,6%), con oltre 2 italiani su 10 (21,3%) che indicano la freschezza come una prerogativa unica del limone (e del suo succo).
MENO SALE NEL PIATTO, LE NUOVE VIE DEL GUSTO: SUCCO DI LIMONE, SPEZIE ED ERBE AROMATICHE

Dall’indagine emerge una diffusa attenzione al consumo di sale. Più di 1 italiano su 2 (56,8%) lo ha già ridotto stabilmente o sta cercando di farlo; un altro 27,5% dichiara di averci pensato. Nel complesso, oltre 8 italiani su 10 (84,3%) hanno già agito, stanno cercando di farlo o hanno preso in considerazione la possibilità. Tra chi ha già ridotto il sale o sta cercando di farlo, quasi 1 su 2 utilizza spezie (48,8%) ed erbe aromatiche (46,7%), aglio, cipolla e peperoncino (39,5%) e il succo di limone, fresco o già pronto (25,8%). Seguono altri condimenti o salse (14,5%) e l’aceto (11,6%).
Un’attenzione che trova riscontro nelle indicazioni per la salute: l’OMS raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno, mentre un consumo eccessivo è associato all’aumento della pressione arteriosa e del rischio di patologie cardiovascolari correlate.
Ma come ridurre il sale, allora, senza rinunciare al gusto? “Una parte del sale che assumiamo è già presente negli alimenti, pensiamo ai salumi o ai formaggi stagionati. Quello su cui possiamo intervenire più facilmente è il cosiddetto ‘sale discrezionale‘, cioè quello che aggiungiamo mentre cuciniamo o direttamente nel piatto. Ridurlo non significa rassegnarsi a mangiare senza gusto: significa abituare gradualmente il palato ai sapori degli alimenti e imparare a esaltarli in altri modi. Il succo di limone, grazie al suo sapore acidulo, può dare carattere anche a un piatto semplice, dalle verdure alla carne o al pesce, e offre allo stesso tempo qualcosa in più sul piano nutrizionale. Pensiamo alla vitamina C: oltre alla sua azione antiossidante, favorisce l’assorbimento del ferro, ed è proprio per questo che aggiungere succo di limone alla carne o al pesce può avere un senso che va oltre il gusto. Ci sono poi l’acido citrico, i polifenoli e i flavonoidi, sostanze bioattive studiate per il loro ruolo nell’ambito della salute cardiovascolare e della protezione da alcune patologie cronico-degenerative. Ecco perché sostituire almeno una parte del sale che aggiungiamo a tavola con il succo di limone può essere un piccolo gesto quotidiano capace di tenere insieme gusto e salute”, spiega il Prof. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, autore dell’approfondimento scientifico dedicato al rapporto tra consumo di sale, limone e salute disponibile nella cartella stampa.
LA SPERIMENTAZIONE ENTRA NEL PIATTO: LIMONE E IL SUO SUCCO CON OSTRICHE, CAVIALE, CAFFÈ E GELATO
Quasi 8 italiani su 10 (75,8%) sperimentano con i condimenti e quasi 1 su 2 (47,8%) lo fa anche sui piatti della tradizione. Con il limone, la curiosità si spinge verso accostamenti meno consueti. Il 73,3% degli italiani ha già provato o vorrebbe provare la frutta fresca con sale e limone, il 70,5% caviale o ostriche con succo di limone e il 60,7% il gelato al limone con sale e olio extravergine d’oliva. Più divisivo il caffè con limone, già sperimentato o da provare per il 37,2%. La curiosità, però, corre più veloce della prova: il 39% degli italiani ha sperimentato al massimo uno degli abbinamenti proposti, ma vorrebbe provarne almeno due. Sono soprattutto i più giovani a mostrare maggiore apertura verso gli accostamenti più insoliti (48% tra i 18-29enni, contro il 31% tra i 50-65enni)
IL SUCCO DI LIMONE IDEALE: 100% ITALIANO, PURO E SENZA CONSERVANTI
Quando si parla di succo di limone confezionato, gli italiani hanno le idee chiare su cosa cercano. Quasi 9 su 10 (85,9%) indicano l’origine 100% italiana tra le caratteristiche che favoriscono l’acquisto, seguono la purezza del succo senza acqua aggiunta (82,9%) e l’assenza di conservanti (82,3%). Fresco e confezionato? Più di 1 italiano su 2 (54,2%) alterna le due soluzioni. Tra chi acquista il confezionato contano soprattutto la possibilità di conservarlo più a lungo e di ridurre gli sprechi (46,1%), la praticità nel dosaggio e il risparmio di tempo (39,9%) e la comodità di averlo sempre disponibile in casa (37%).
L’assenza di conservanti è tra le caratteristiche più ricercate, ma proprio su ciò che contiene il succo di limone confezionato restano dubbi e convinzioni diffuse. Più di 5 italiani su 10 (54,3%) pensano che contenga conservanti o additivi, 4 su 10 (39,3%) che non si tratti di vero succo e 6 su 10 (61,2%) gli attribuiscono un gusto diverso da quello spremuto. Eppure, anche il succo appena spremuto cambia con il passare del tempo: uno studio mostra che già nell’arco di 24 ore, tempo e temperatura di conservazione incidono sul contenuto di vitamina C.
“Questi dati ci dicono soprattutto quanto sia importante raccontare cosa c’è davvero dentro una confezione. Nel nostro caso la risposta è semplice: le Caraffine contengono succhi 100% puri, naturali e senza conservanti. Spinagallo ne è l’espressione più alta: un succo biologico e biodinamico ottenuto esclusivamente da limoni Femminello Siracusano IGP. Purezza, origine e assenza di conservanti sono proprio le caratteristiche che la ricerca indica tra quelle a cui gli italiani prestano maggiore attenzione al momento dell’acquisto”, spiega Filippo Scandellari, Amministratore Delegato di Gruppo Polengh
DAL LIMONE ALL’INNOVAZIONE, 50 ANNI DI GRUPPO POLENGHI
Il limone accompagna Gruppo Polenghi fin dalle origini, dalla selezione della materia prima allo sviluppo di nuove proposte di consumo. Spinagallo, uno dei prodotti premium di Gruppo Polenghi, nasce dal legame con il territorio siciliano: un succo biologico e biodinamico ottenuto esclusivamente da limoni Femminello siracusano IGP, provenienti dal Fondo Spinagallo di Siracusa e spremuti a freddo con metodi tradizionali per preservarne le caratteristiche organolettiche. L’innovazione di prodotto passa invece da Acti Lemon, la linea funzionale monodose di succo di limone biologico e zenzero che si è da poco arricchita con la nuova variante limone e mirtillo con collagene. Il prodotto è confezionato in flowpack 100% carta FSC ed è plastic circular grazie alla collaborazione con Ogyre, che prevede la raccolta dai fondali marini di una quantità di plastica pari a quella impiegata per il prodotto.
INFO AZIENDALE
Gruppo Polenghi è uno dei maggiori produttori italiani di succo di limone di alta qualità in Europa. Family company nata nel 1976 da un’intuizione del fondatore Giancarlo Polenghi, nel 2026 celebra 50 anni di attività. Il Gruppo esporta in oltre 90 Paesi e serve i primi 20 retailer internazionali, con un’ampia gamma di prodotti a base di limone e un percorso di sviluppo incentrato su innovazione, sostenibilità e filiera.

