(Sesto Potere) – Modena – 28 settembre 2026 – S’è svolta sabato, in piazza Roma, nel centro storico di Modena, la seconda edizione del Festival regionale del Terzo settore, promosso dalla Regione Emilia-Romagna insieme ad Anci Emilia-Romagna, Confederazione regionale dei Centri di servizio per il volontariato dell’Emilia-Romagna e Forum regionale del Terzo settore.
Ben 150 gli enti e le associazioni provenienti da tutto il territorio regionale che hanno partecipato all’iniziativa, portando nel cuore di Modena, Capitale italiana del volontariato 2026, attività, laboratori, incontri ed esperienze per raccontare il valore del volontariato e dell’impegno civico.
La giornata si è aperta con l’Assemblea regionale del Terzo settore, occasione per presentare il secondo Rapporto regionale dedicato al comparto, che in Emilia-Romagna conta 27.500 istituzioni non profit nelle quali lavorano oltre 89mila persone (terza Regione in Italia per occupazione in questo ambito), con il coinvolgimento di quasi 300mila volontari e l’aumento in un anno del 7,2% degli Enti con sede sul territorio regionale iscritti, a giugno 2026, al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore).
Nel 2025, il sistema regionale ha erogato 47,1 milioni di euro a 1.012 Ets e con il bando regionale 2026 per progetti locali del Terzo settore ne sono stati finanziati 131, per un ammontare di oltre 2,6 milioni di euro.
Nel pomeriggio, in piazza Sant’Agostino, è andato in scena il dialogo “Connettere persone. Avere cura”, tra l’assessora Conti e la presidente di Food for Soul e fondatrice del Tortellante, Lara Gilmore, moderato dalla giornalista Laura Solieri.
Ad accompagnare l’incontro, uno show-cooking con le ragazze e i ragazzi del Tortellante, insieme a volontarie, volontari ed educatori.
“Abbiamo visto una partecipazione straordinaria e tanto entusiasmo attorno a un patrimonio prezioso per la nostra regione- afferma l’assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti-. Il Terzo settore sa connettere persone, generazioni e territori, produce la connessione più bella, intercetta bisogni, anche nuovi, crea occasioni di partecipazione e spesso arriva dove da sole le istituzioni farebbero più fatica ad arrivare”.
E il Festival non si ferma.
“Dopo la prima edizione a Bologna, la seconda a Modena, proseguirà come appuntamento annuale nelle altre province del territorio regionale– conclude Conti– per continuare a portare nelle piazze questa energia frutto dell’incontro di tante persone capaci di guardare ai bisogni degli altri e insieme di costruire risposte di vicinanza, di cura e di grande generosità. In particolare, un messaggio di sincera gratitudine ai volontari e alle volontarie che scelgono di dedicare parte del loro tempo al bene delle nostre comunità”.

