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Legge urbanistica, Zanni (Upi E-R): resta aperto il tema delle complessità burocratiche e dei maggiori costi

(Sesto Potere) – Bologna – 25 settembre 2026 – Strumenti urbanistici capaci di accompagnare territori che cambiano ed evolvono sempre più rapidamente; attenzione e supporto ai Comuni medio-piccoli rispetto alle competenze necessarie per leggere e governare queste trasformazioni; risorse e strumenti normativi che rendano più attrattivi e convenienti gli interventi di rigenerazione urbana; strumenti capaci di tutelare i centri storici e le zone rurali e, al contempo, di dare risposte concrete alle esigenze abitative e agli investimenti economici e infrastrutturali; un nuovo patto istituzionale tra Regione, Province e Comuni.

Sono i principali temi affrontati da Giorgio Zanni, presidente di UPI Emilia-Romagna (nella foto), intervenuto ieri all’Opificio Golinelli di Bologna nell’ambito di “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica”, la giornata promossa dalla Regione Emilia-Romagna per avviare il percorso di aggiornamento della legge regionale 24 del 2017.

Partendo dall’esperienza maturata nei territori, Zanni ha richiamato innanzitutto la distanza tra la velocità delle trasformazioni economiche e sociali e i tempi dettati dagli strumenti di pianificazione.

Dal PRG al PSC fino al PUG, ha osservato, sono cambiati modelli e modalità di governo del territorio, ma resta la necessità di evitare che gli strumenti pensati per accompagnare lo sviluppo territoriale negli anni diventino rapidamente inadatti a dare risposta alle esigenze delle comunità e del sistema produttivo.

Accanto agli strumenti, secondo il presidente di UPI Emilia-Romagna, c’è poi una questione altrettanto rilevante: la conoscenza e la cultura tecnica necessarie per utilizzarli al meglio.

Un tema particolarmente evidente nei Comuni più piccoli, dove la carenza di personale specializzato può rendere più difficile affrontare procedimenti urbanistici sempre più complessi.

Una fragilità che chiama in causa anche il ruolo degli enti di area vasta e il patrimonio professionale e tecnico ancora presente nelle Province emiliano-romagnole.

Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato la convenienza della rigenerazione urbana.

Zanni ha riconosciuto alla legge regionale 24 e ai finanziamenti pubblici regionali e nazionali di avere contribuito ad alzare l’attenzione verso il recupero dell’esistente, sottolineando però come resti ancora aperto il tema delle maggiori complessità burocratiche e dei maggiori costi che possono rendere questa strada antieconomica, se non addirittura non percorribile, e che richiedono dunque strumenti tecnici e incentivi economici diversi da quelli ordinari.

ha indicato proprio la rigenerazione e il contrasto al consumo di suolo tra i principi che resteranno alla base dell’aggiornamento della legge.

Zanni si è soffermato anche sugli strumenti previsti dalla normativa per accompagnare con maggiore rapidità investimenti e trasformazioni, citando in particolare gli accordi operativi e l’articolo 53.

Quando strumenti pensati come straordinari tendono a diventare ordinari, ha osservato, occorre interrogarsi non solo sulla loro corretta gestione, ma anche sull’adeguatezza degli strumenti ordinari con cui siamo chiamati a dare risposta alle mutevoli esigenze dei nostri territori.

Nel suo intervento il presidente di UPI Emilia-Romagna ha quindi richiamato alcune delle trasformazioni che pongono oggi nuove questioni alla pianificazione territoriale – dalla logistica ai data center fino agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili – sottolineando la necessità di mantenere una capacità pubblica di governo di tali trasformazioni e di costruire nuovi equilibri territoriali, anche attraverso un rapporto più efficace tra i diversi livelli istituzionali.

Zanni ha inoltre richiamato la necessità di evitare che vengano limitati dall’alto i poteri pianificatori dei Comuni, portando l’esempio degli impianti fotovoltaici a terra e sottolineando come, a suo giudizio, le amministrazioni e le comunità locali debbano poter governare queste trasformazioni e non limitarsi a subirle.

Il presidente di UPI Emilia-Romagna ha poi sottolineato il positivo percorso in atto tra Regione Emilia-Romagna, UPI, ANCI e UNCEM per ridisegnare insieme tempi, funzioni e responsabilità reciproche degli enti locali, mettendo in relazione la revisione della legge urbanistica 24/2017 con il percorso di riordino istituzionale.

Da qui il passaggio dedicato alle Province. Zanni ha ricordato l’evoluzione dal PTCP, caratterizzato da una pianificazione territoriale certamente più cogente, al PTAV, orientato maggiormente alla dimensione della pianificazione strategica.

L’obiettivo, ha spiegato, non può e non deve essere quello di ripristinare il modello di Provincia del passato, ma di ridisegnare insieme un nuovo ruolo che guardi di più e meglio alla pianificazione strategica di area vasta, alla governance del territorio, alla cooperazione e non alla competizione nelle scelte sovracomunali, valorizzando le Province come luoghi di lettura e programmazione di area vasta, coordinamento e supporto, in particolare nei confronti degli enti locali più piccoli.

Una prospettiva che, nelle parole di Zanni, deve riuscire a tenere insieme la tutela del suolo, dei centri storici e delle zone rurali, delle aree più fragili sotto il profilo idraulico, idrogeologico e sismico, con la capacità di accompagnare gli investimenti abitativi, economici e infrastrutturali necessari allo sviluppo delle nostre comunità.

«Vogliamo essere protagonisti attivi di questo percorso condiviso», ha concluso Zanni, ringraziando per l’avvio di un confronto che nei prossimi mesi tornerà a coinvolgere i territori.

Il percorso avviato dalla Regione prevede infatti una prima fase di ascolto e co-progettazione, con incontri nelle province per raccogliere esigenze, proposte e osservazioni, prima della definizione della proposta di aggiornamento della legge e del successivo iter istituzionale.