(Sesto Potere) – Bologna – 23 settembre 2026 – Proseguono gli interventi strutturali per ridurre il rischio idraulico nei bacini dei torrenti Ghironda, Samoggia e Lavino, nel Bolognese. Terminato il primo lotto della cassa di espansione del Ghironda, a Ponte Ronca, è in via d’aggiudicazione il secondo. A ottobre, intanto, è in programma l’avvio del sesto e ultimo lotto della cassa del Samoggia all’altezza delle Budrie, frazione di San Giovanni in Persiceto. Infine, per il primo lotto di quella sul torrente Lavino (cassa in destra idraulica), sono stati reperiti i 4,4 milioni mancanti: attualmente l’opera è in fase di progettazione.
Il punto sui lavori, per un investimento di circa 32,6 milioni di euro tra quelli già realizzati e quelli in programma, è stato fatto dalla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, nel corso di un incontro pubblico ad Anzola dell’Emilia (Bo), al centro ricreativo ‘Le Notti di Cabiria’. Presenti anche il sindaco, Paolo Iovino, e i tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e del Consorzio della Bonifica Renana.
Il territorio di Anzola era stato duramente colpito dall’eccezionale piena dell’ottobre 2024, quando le acque del Lavino e del Ghironda avevano provocato allagamenti in diverse aree. Nell’immediato, l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile era intervenuta con cantieri di somma urgenza per ripristinare gli argini dei due torrenti. Ora, accanto a questi interventi, prosegue il lavoro sulle opere strutturali per ridurre il rischio idraulico.
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“Siamo consapevoli della fragilità di questo territorio e delle criticità legate al Lavino e al Ghironda, dove centri abitati, attività produttive e infrastrutture sono esposti agli effetti delle piene- spiega la sottosegretaria Rontini-. Dopo gli interventi di somma urgenza realizzati in seguito all’alluvione dell’ottobre 2024, abbiamo dato impulso alle opere strutturali: le casse di espansione del Ghironda e del Lavino, nel territorio di Zola Predosa, e quella del Samoggia alle Budrie, che porterà benefici anche ad Anzola. Ricostruire significa intervenire sui danni e, allo stesso tempo, guardare al futuro, agendo sulle vulnerabilità che conosciamo e mettendo in campo interventi capaci di ridurre il rischio. È la direzione che abbiamo scelto e che continueremo a seguire- conclude la sottosegretaria-, con risorse e programmazione, al fianco degli enti locali e delle comunità: la tutela delle persone e dei territori è, e continuerà a essere, una nostra priorità”.

“Gli eventi alluvionali del 2023 e soprattutto del 2024 hanno reso evidente a tutti la fragilità del territorio- sottolinea Iovino-. L’attenzione in questi nostri due anni di mandato è stata altissima: abbiamo incontrato più volte i tecnici della Regione, la struttura commissariale e il Consorzio della Bonifica Renana rafforzando un rapporto di collaborazione che ha portato al finanziamento di alcune opere che interessano direttamente il nostro Comune. La realizzazione delle opere deve avvenire nei tempi strettamente necessari per consentire la mitigazione del rischio idraulico. Continueremo con tutte le energie disponibili a lavorare per la salvaguardia dei residenti e delle imprese del territorio”.
La cassa sul torrente Ghironda
Per quanto riguarda il primo lotto (da 800mila euro), i lavori sono conclusi. Il secondo lotto (da 4,5 milioni di euro) è in fase di aggiudicazione; i lavori dureranno, da previsione contrattuale, circa 380 giorni. Durante la gara per l’aggiudicazione sono stati eseguiti parallelamente i lavori per la bonifica da ordigni bellici inesplosi. Basilare, per il funzionamento del secondo lotto della cassa, il rifacimento dei ponti della zona Molinetti: il Comune di Anzola ha già appaltato i lavori.
La cassa sul torrente Samoggia alle Budrie (frazione di San Giovanni in Persiceto)
Il sesto e ultimo lotto della cassa – da 5 milioni di euro – è stato aggiudicato a inizio estate; l’effettivo inizio dei lavori è programmato per ottobre 2026. Tempo stimato per la realizzazione dell’opera: 2 anni. Il finanziamento complessivo dei 6 lotti (gli altri cinque sono già stati terminati) ammonta a 17,3 milioni di euro.
La cassa sul torrente Lavino tra il Ponte di Rivabella e Zola Predosa – primo lotto (cassa in destra idraulica)
La progettazione esecutiva del primo lotto (cassa in destra idraulica) ha richiesto una revisione complessiva a causa di diversi fattori intervenuti nel tempo. Da un lato, il forte aumento dei prezzi delle materie prime, iniziato durante la pandemia e proseguito con la crisi dell’acciaio, anche a seguito dei conflitti internazionali; dall’altro, le alluvioni del 2023 e 2024, che hanno modificato l’assetto e le dimensioni del corso d’acqua rendendo necessarie importanti modifiche strutturali al progetto. A questo si aggiunge la nuova pianificazione introdotta dalla variante al PaiPo, che ha modificato il quadro di riferimento e previsto un diverso assetto delle opere per la mitigazione del rischio.
La revisione del progetto ha comportato anche un aumento dei costi del primo lotto, passati da 5,6 a 10 milioni di euro. I 4,4 milioni aggiuntivi sono già finanziati.
È attualmente in corso la progettazione esecutiva dell’intervento, che dovrà essere approvata insieme all’acquisizione delle necessarie autorizzazioni ambientali. Prima dell’avvio complessivo dell’opera potranno però partire i lavori sui rilevati arginali, per i quali è già stata espletata la procedura di affidamento: una volta approvato il progetto esecutivo, potranno iniziare nel giro di pochi mesi. Per la loro realizzazione sarà riutilizzato il materiale proveniente dagli scavi della cassa del Ghironda.
Durante l’estate è stato inoltre svuotato il lago della cassa destra. L’avvio complessivo dei lavori del primo lotto è previsto nel 2027. Una volta completata, la cassa in destra idraulica consentirà di limitare a 170 metri cubi al secondo la portata del Lavino nel centro di Zola Predosa.
Gli interventi di somma urgenza
L’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, con quattro interventi di somma urgenza – tre sul Lavino per 880mila complessivi, uno sul Ghironda da 350mila euro –, ha ripristinato le condizioni degli argini su entrambi i corsi d’acqua.

