domenica, Settembre 20, 2026
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Casa, le proposte di Legacoop Romagna che incontrerà gli amministratori locali, i presidenti Acer e prefetti

(Sesto Potere) – Forlì – 20 settembre 2026 – La direzione di Legacoop Romagna è convinta che: “attorno al tema casa si giochi una parte importante del futuro del nostro territorio”.

“Il problema non conosce confini, tocca i giovani e le famiglie, quelle fragili e quelle che hanno un reddito da lavoro dipendente garantito. La difficoltà a reperire nuovi lavoratori, che è propria ormai di ogni settore economico, sconta anche queste carenze: le donne e gli uomini che potrebbero scegliere le imprese romagnole non riescono a trovare una casa in cui vivere. In Romagna, dove la rete di servizi, socialità e sicurezza è ancora invidiata da molti, l’offerta immobiliare non è all’altezza. Questo rende meno attrattivo – e quindi anche meno competitivo – il nostro sistema economico”: scrivono in una nota congiunta: Paolo Lucchi, Presidente di Legacoop Romagna; Romina Maresi, vice Presidente di Legacoop Romagna: e Valerio Brighi, vice Presidente di Legacoop Romagna.

Per questi motivi Legacoop ha deciso di “accendere un faro” sulla questione, partendo dalla presentazione del tema ai principali interlocutori pubblici della Romagna che incontrerà nei prossimi giorni: i Presidenti delle Province, i Sindaci, i Presidenti delle Acer, e i Prefetti. 

“Siamo certi che anche loro abbiano ben presente la situazione di emergenza e di come serva un deciso salto in avanti, da parte di tutti, fatto di consapevolezza e di nuovo protagonismo collettivo. Lo stesso che le cooperative aderenti a Legacoop Romagna intendono garantire, con azioni concrete in grado di affrontare il disagio abitativo”: aggiungono Paolo Lucchi, Romina Maresi, e Valerio Brighi.

Legacoop Romagna annuncia che porterà nelle sedi istituzionali proposte che riguardano tutte le sue sfaccettature: !quelle normative, a partire da un quadro legislativo nazionale e regionale che va evidentemente adeguato all’emergenza casa; quelle di rafforzamento del patrimonio di edilizia pubblica, del quale la Romagna è dotata, ma rispetto al quale va elaborato da subito un salto di qualità; quelle di impegno cooperativo, declinabile (non solo per Legacoop) con un diverso utilizzo di una parte del patrimonio immobiliare delle Case del Popolo presenti in tutto il nostro territorio ed attraverso foresterie al servizio dei dipendenti delle nostre imprese”. 

“L’ultimo piano nazionale di edilizia residenziale pubblica fu quello attivo dal 1949 al 1963 che prese il nome da Amintore Fanfani. Oggi siamo orfani di quella visione unitaria. Il Paese e il territorio sono caratterizzati da limiti evidenti di equilibrio sociale, opportunità e competitività che si potrebbero superare solo costruendo interventi su più versanti. Una nuova programmazione sull’abitare, d’altra parte, è essenziale anche se vogliamo davvero riqualificare le nostre città e i nostri centri storici. Il comparto delle costruzioni, finite le risorse del Pnrr, attende che si dia concretezza a questo obiettivo, per non correre il serio rischio di ripiombare in una crisi profonda.  “Una casa per tutti, nell’arco di una vita di lavoro”: i cooperatori vogliono che quella prospettiva che ha caratterizzato la Romagna torni ad essere vera per tutti”: conclude la nota dei dirigenti di Legacoop Romagna.

LE PROPOSTE DI LEGACOOP ROMAGNA SULLA CASA IN SINTESI

Nel documento che presenta alle Istituzioni, Legacoop Romagna auspica una serie di interventi urgenti, che vanno dal contenimento degli affitti brevi a una fiscalità agevolata per chi mette a disposizione immobili inutilizzati, dal sostegno alla rigenerazione dei patrimoni ereditati fino a percorsi che stimolino il superamento del sommerso e incentivino la legalità.

A livello locale, posto che l’assenza di una politica nazionale è il vero fattore limitante”, Legacoop Romagna propone “prima di tutto un intervento concertato sul sistema di regole che normano l’abitazione e sul grande patrimonio pubblico delle ACER (55mila alloggi, di cui quasi 12mila in Romagna), che va sottoposto un progetto di recupero e revisione complessiva.”

Sul tema delle “foresterie” per i lavoratori, Legacoop propone di: “collegare le variazioni di destinazione d’uso degli immobili oggi abbandonati o sottoutilizzati ai progetti di sviluppo delle aziende”.

Legacoop Romagna informa di offrire: “la disponibilità a progettare la riconversione di parte delle oltre 500 case del popolo della Romagna in alloggi per famiglie, lavoratori e studenti, in accordo con i Comuni. La cooperazione di abitanti – molto diffusa in Emilia – è una possibilità concreta da tenere presente anche in Romagna, dove si muovono nuove esperienze rivolte alla riqualificazione e rigenerazione urbana, finalizzata all’abitare.”