venerdì, Settembre 18, 2026
HomeEmilia-RomagnaPlauso di Italia Viva di Forlì e Ravenna al protocollo di intesa...

Plauso di Italia Viva di Forlì e Ravenna al protocollo di intesa sul Ridolfi

(Sesto Potere) – Forlì/Ravenna – 18 settembre 2026 – Italia Viva Forlì e Italia Viva Ravenna accolgono con grande favore la firma del protocollo d’intesa tra i Comuni di Forlì e Ravenna e Forlì Airport, che introduce la denominazione promozionale “Aeroporto Luigi Ridolfi Forlì-Ravenna” e, soprattutto, pone le basi per una collaborazione strutturale tra i due territori.

Un’intesa che va ben oltre il cambio di denominazione dello scalo e che può rappresentare un passaggio di portata storica nelle relazioni territoriali tra Forlì e Ravenna. Due città vicine, legate da infrastrutture, imprese, servizi e interessi comuni, scelgono infatti di mettere a sistema le rispettive potenzialità e di presentarsi insieme su alcune delle principali sfide strategiche dei prossimi anni.

Il protocollo prevede la valorizzazione della domanda proveniente dal territorio ravennate nello sviluppo delle rotte del Ridolfi, una collaborazione nella promozione turistica e nell’attrazione degli investimenti e l’impegno di Ravenna a promuovere lo scalo forlivese come aeroporto di riferimento della città.

“Quello firmato oggi non è semplicemente un accordo sull’aeroporto: può segnare un cambio di paradigma nei rapporti tra Forlì e Ravenna – dichiara Leonardo Gallozzi, (nella foto), presidente territoriale di Italia Viva Forlì. Per troppo tempo in Romagna abbiamo ragionato dentro i confini dei singoli territori. Oggi Forlì e Ravenna scelgono invece di mettere insieme ciò che ciascuna può offrire all’altra. Il Ridolfi può diventare la porta sul mondo di un’area molto più vasta della sola città di Forlì, mentre Ravenna, con il porto, il turismo, la cultura e il sistema crocieristico, può contribuire in maniera decisiva alla crescita dello scalo. È una scelta che guarda avanti e che può aprire una stagione nuova nelle relazioni tra le nostre città”.

“Per Ravenna questa intesa significa rafforzare concretamente la propria accessibilità e costruire nuove opportunità per il turismo, per le imprese e per tutto il territorio – aggiunge Roberto Fagnani, presidente di Italia Viva Ravenna –. La vicinanza con il Ridolfi è un’opportunità che dobbiamo essere capaci di sfruttare pienamente, collegando sempre meglio aeroporto, città, porto e sistema ferroviario. La sfida adesso è trasformare gli impegni contenuti nel protocollo in infrastrutture, collegamenti e servizi concreti”.

“Questo accordo deve essere soltanto il primo passo verso una collaborazione e un’interconnessione sempre più forti tra Forlì e Ravenna – proseguono Gallozzi e Fagnani –. Parliamo di due territori che hanno tutto l’interesse a lavorare in simbiosi, mettendo a sistema le rispettive infrastrutture e potenzialità. Significa migliorare finalmente la Ravegnana, costruire collegamenti efficienti tra le due città e pensare in maniera integrata al porto di Ravenna, all’aeroporto di Forlì e alle due stazioni ferroviarie. Non infrastrutture che procedono separatamente, ma nodi di un unico sistema capace di collegare persone, merci, turismo e imprese. La firma di oggi non può quindi essere un punto d’arrivo: deve essere l’inizio di un percorso molto più ambizioso”.

Per Italia Viva è inoltre particolarmente importante la possibilità prevista dall’accordo di costituire un tavolo tecnico di coordinamento, chiamato a monitorare gli effetti dell’intesa e a predisporre annualmente un programma di iniziative comuni, così come la possibilità di coinvolgere progressivamente altri attori strategici del territorio: enti locali, Camera di Commercio della Romagna, Autorità di Sistema Portuale, APT Servizi, associazioni di categoria e imprese.

“È proprio qui che può esserci la portata storica di questo accordo a concludono Gallozzi e Fagnani – non nell’aggiungere il nome di Ravenna a quello dell’aeroporto, ma nel cominciare a ragionare come un territorio integrato. Forlì e Ravenna non devono limitarsi a essere città confinanti: possono diventare città alleate. L’aeroporto è il primo banco di prova, ma da qui può nascere una collaborazione più ampia su infrastrutture, mobilità, turismo, università, sviluppo economico e servizi. Abbattere i campanili non significa cancellare le identità delle nostre città, ma renderle più forti mettendole in rete”.