(Sesto Potere) – Bologna – 16 settembre 2026 – Bologna – C’è chi deve difendersi dall’acqua che arriva improvvisa, invade città e campagne e mette a rischio comunità, infrastrutture e attività economiche. E chi deve fare i conti con la sua mancanza, con siccità prolungate, falde e fiumi sotto pressione e risorse idriche sempre più difficili da preservare. Sono due facce della stessa crisi climatica e attraversano ormai l’intero continente europeo.
Una sfida a cui l’Emilia-Romagna ha scelto di rispondere chiamando i territori europei a costruire insieme una strategia comune. È nata così, lo scorso marzo a Bruxelles, l’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici: una piattaforma stabile di collaborazione politica e tecnica tra i territori, per condividere esperienze e soluzioni e rafforzare il ruolo delle Regioni nelle politiche Ue sull’acqua, sulla prevenzione dei rischi e sull’adattamento al cambiamento climatico. Partita appena sei mesi fa con 18 territori di nove Paesi Ue, oggi l’Alleanza ne riunisce 29, appartenenti a 10 Paesi europei, e porta al Dama Tecnopolo di Bologna la sua prima Conferenza internazionale, che apre una due giorni di lavori, il 16 e 17 settembre, con momenti di confronto politico e tecnico tra i territori aderenti.
Una proposta avanzata dal presidente della Regione, Michele de Pascale, già alla nascita della rete, quando aveva indicato proprio l’Emilia-Romagna come sede della prima riunione politica e tecnica della piattaforma, per poi avviare una rotazione degli incontri tra i territori aderenti. Un’idea che oggi prende forma sotto le Due Torri, negli edifici che ospitano uno dei principali hub europei per i big data e il climate computing, con la Conferenza “Water Resilience in a Changing Climate”. L’appuntamento inaugura il primo incontro annuale dell’Alleanza e mette a confronto rappresentanti delle istituzioni europee, autorità regionali e locali, decisori politici e ricercatori sull’attuazione della Strategia europea per la resilienza idrica e sul ruolo delle Regioni nell’adattamento climatico e nella sicurezza dei territori.
Una questione che ha dimensioni economiche e sociali oltre che ambientali. Negli ultimi quattro anni più di venti Regioni europee sono state colpite da gravi alluvioni, con danni stimati in oltre 63 miliardi di euro; entro il 2030, metà dei bacini fluviali europei potrebbe essere interessata da eventi meteorologici estremi e siccità.
Una sfida nella quale le Regioni rivendicano un ruolo da protagoniste. Secondo lo State of Regions and Cities 2024 del Comitato europeo delle Regioni, le amministrazioni regionali e locali sono responsabili dell’attuazione del 70% delle misure di mitigazione climatica e del 90% delle azioni di adattamento, mentre a livello locale viene realizzato l’80% degli investimenti.

Da qui la richiesta dell’Alleanza di costruire una governance europea capace di tenere insieme strategie comuni e soluzioni calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori, aumentando gli investimenti in prevenzione e adattamento e mettendo in rete conoscenze, ricerca, tecnologie e capacità amministrative.
Ad aprire i lavori della “Water Resilience in a Changing Climate”, oggi al Dama Tecnopolo di Bologna, il presidente de Pascale, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e, in videocollegamento, la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tüttő.
In apertura i videomessaggi del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, della commissaria europea all’Ambiente, alla resilienza idrica e a un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall, e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Presente anche la sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini.
In programma anche la lectio magistralis “Resilienza idrica e crescita economica” dello scienziato e scrittore Giulio Boccaletti,e gli interventi di Veronica Manfredi della Commissione europea, Alberto Pistocchi del Jrc e Martin Palkovič dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Ecmwf) sui fattori chiave per la resilienza idrica.Di Francesca Greco, esperta di politiche idriche internazionali e ricercatrice del Water Center del King’s College London,l’approfondimento sulla geopolitica dell’acqua.
Nel pomeriggio i lavori proseguono con il Political Board dell’Alleanza, aperto dal presidente de Pascale e riservato ai membri della rete. Dopo la tavola rotonda con i rappresentanti politici dei territori aderenti, in programma la discussione e il voto sui Terms of Reference e sul Piano di attività 2026-2027 dell’Alleanza. Alla tavola rotonda partecipano Christodoulos Topsidis, governatore della Macedonia Orientale e Tracia (Grecia); Matija Posavec, prefetto della contea di Međimurje (Croazia); Maximilian Hiegelsberger, presidente del Parlamento dell’Alta Austria (Austria); Jan Zámečník, vicegovernatore della Moravia Meridionale (Repubblica Ceca); María Luisa López Cánovas, segretaria generale per l’Acqua del Governo regionale dell’Andalusia (Spagna); Emmanuel Ferrand, consigliere regionale dell’Alvernia-Rodano-Alpi con delega ai Fondi agricoli europei (Francia); Laura Mongiello, assessora all’Ambiente e alla Transizione energetica della Basilicata (Italia); Jorge Llorente Cachorro, viceministro per l’Ambiente e l’Energia della Castiglia e León (Spagna); Dries Willems, rappresentante generale delle Fiandre in Italia (Belgio); Michael Ruhl, segretario di Stato al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente dell’Assia (Germania); Natalia Gołąb, componente della Giunta della Bassa Slesia (Polonia); Mathieu Labrousse, consigliere regionale della Nuova Aquitania (Francia); e Raffaele Piemontese, assessore alle Infrastrutture, Risorse idriche ed Enti idrici della Puglia (Italia).
Domani, giovedì 17 settembre, il primo incontro annuale dell’Alleanza si sposterà nella sede della Regione Emilia-Romagna con la riunione tecnica, aperta dal presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri. Al centro i piani di attuazione delle tre task force dedicate ai regolamenti e ai piani Ue, allo scambio di esperienze, competenze e formazione e al tema dei finanziamenti, coordinate rispettivamente dalle Regioni di Murcia e Valencia e dall’Emilia-Romagna, oltre ai prossimi passi dell’Alleanza. A seguire, nel pomeriggio, è prevista poi una visita all’Opificio delle Acque e al sistema dei canali di Bologna.
“L’acqua è una delle grandi questioni strategiche del nostro tempo- afferma il presidente de Pascale-. Per troppo tempo in Europa l’abbiamo considerata una risorsa disponibile, quasi scontata. Oggi sappiamo che non è più così. Alluvioni, siccità, scarsità idrica, eventi meteorologici estremi stanno già cambiando le condizioni di vita delle nostre comunità e incidono sulla sicurezza dei territori, sull’agricoltura, sulla produzione industriale, sugli ecosistemi e sulla competitività delle nostre economie. Per questo la sicurezza idrica non è una questione esclusivamente ambientale e non può essere affrontata soltanto quando si trasforma in emergenza. È su una grande politica europea di prevenzione, adattamento e sviluppo che dobbiamo investire adesso. L’Emilia-Romagna ne ha drammatica esperienza- prosegue de Pascale-: le alluvioni del 2023 e del 2024 hanno provocato oltre 8,5 miliardi di euro di danni e lasciato ferite profonde nelle nostre comunità. In molte Regioni europee la stessa crisi assume anche il volto della siccità, della desertificazione o della scarsità d’acqua. Le condizioni sono diverse, ma nessun territorio può pensare di affrontare da solo una trasformazione di questa portata. È da questa consapevolezza che sei mesi fa abbiamo promosso a Bruxelles l’Alleanza. Eravamo 18 territori di nove Paesi, oggi siamo 29 di dieci Paesi: una crescita che dimostra quanto sia forte, in tutta Europa, la necessità di costruire una risposta comune”.
“Le Regioni chiedono di essere riconosciute come partner strategici nella costruzione delle politiche europee- sottolinea il presidente-, perché siamo il livello istituzionale che conosce le fragilità dei territori e che ogni giorno deve trasformare strategie e obiettivi in opere, interventi e servizi per le persone. Abbiamo bisogno di una politica europea che investa molto di più sulla prevenzione, che renda più facilmente accessibili le risorse per l’adattamento, sostenga ricerca e innovazione e sappia mettere insieme la forza delle istituzioni europee con la conoscenza concreta dei territori. La sfida è passare da un sistema emergenziale a uno capace di investire preventivamente, per ridurre i rischi e proteggere comunità, imprese e infrastrutture. Portare oggi a Bologna la prima Conferenza dell’Alleanza significa trasformare quella proposta in un percorso concreto- conclude de Pascale-. Il cambiamento climatico non è una prospettiva futura: è già qui e non conosce confini amministrativi o nazionali. Possiamo continuare a inseguirne le conseguenze, oppure costruire insieme gli strumenti per governarle. Questa Alleanza nasce dalla scelta di percorrere la seconda strada”.

“Bologna parla oggi di sicurezza idrica partendo da un’esperienza che abbiamo vissuto sulla nostra pelle- sottolinea il sindaco Lepore-. La nostra città è stata colpita duramente dall’alluvione del 2023 e ancora più pesantemente dall’evento dell’ottobre 2024. A seguito di quegli eventi, insieme al presidente de Pascale ci siamo impegnati a livello europeo per radunare le migliori competenze e anche per spronare le istituzioni nazionali ed europee a intervenire. Serviva e serve una nuova agenda europea sui disastri climatici e la crisi idrica dei nostri paesi. Ogni anno tra disastri climatici, tra i quali alluvioni e siccità, le nostre città e regioni subiscono 45 miliardi di danni. L’Emilia-Romagna e Bologna sono terre d’acqua. Dobbiamo abituarci a questa realtà che, soprattutto nelle città, ci appariva un retaggio storico, invece il valore delle reti idriche per la vita sociale ed economica è fondamentale. Questa rete europea ci aiuterà a lavorare meglio e a essere all’avanguardia, cioè a investire per risolvere i problemi con una visione lunga e concreta. I nostri piani post alluvione sono una prima dimostrazione”.
L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici
L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici nasce il 4 marzo 2026 a Bruxelles, su iniziativa dell’Emilia-Romagna, e viene presentata alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, alla commissaria europea Jessika Roswall e alla presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tüttő.
L’obiettivo è costruire una piattaforma stabile attraverso la quale le Regioni possano cooperare e contribuire direttamente alla definizione delle politiche europee per la sicurezza idrica, la preparazione e l’adattamento climatico. L’Alleanza punta in particolare a rafforzare gli investimenti nella prevenzione di alluvioni, siccità, precipitazioni estreme, mareggiate e scarsità d’acqua; migliorare l’accesso dei territori ai finanziamenti europei; promuovere infrastrutture verdi e blu, rinaturalizzazione e modernizzazione delle reti idriche; accelerare ricerca e innovazione anche attraverso Big Data, supercalcolo e tecnologie avanzate; e condividere modelli di governance, sistemi di allerta e buone pratiche per la gestione delle emergenze e la ricostruzione secondo il principio del “build back better”.
Tra gli obiettivi dell’Alleanza c’è anche quello di favorire soluzioni adatte alle specificità dei diversi territori, tenendo conto delle differenze geografiche, climatiche, idrologiche, economiche e sociali delle Regioni europee.

