(Sesto Potere) – Cesena – 10 settembre 2026 – L’economia tiene, ma la ripresa resta fragile. PIL e occupazione confermano segnali positivi, mentre caro energia, costo del credito e instabilità geopolitica continuano a pesare sulle decisioni di famiglie e imprese.
È la fotografia tracciata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che affianca alla lettura nazionale un’analisi delle dinamiche regionali e provinciali, tra cui la provincia di Forlì-Cesena e il Cesenate, inseriti nel più ampio sistema economico romagnolo.
Nel secondo trimestre del 2026 il PIL italiano è cresciuto dello 0,2% sul trimestre precedente, portando la crescita acquisita dell’anno allo 0,8%. Un risultato che conferma la resilienza del sistema produttivo, ma che non cancella le difficoltà. Gli investimenti nelle costruzioni crescono anche grazie alla spinta del PNRR, mentre quelli in macchinari rallentano, penalizzati dall’elevato costo del denaro e dall’incertezza internazionale.
Sul fronte energetico arrivano i segnali più preoccupanti. Ad agosto il prezzo del gas è aumentato del 13,5% e quello dell’energia elettrica all’ingrosso del 14,6% rispetto a luglio. L’inflazione energetica italiana è salita al 17%, sopra la media dell’Eurozona. Per le piccole imprese, che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo nazionale e territoriale, questi aumenti significano maggiore pressione sui margini e sulla competitività.
Positivo, invece, il mercato del lavoro: a luglio gli occupati sono cresciuti dell’1,3% su base annua, con un aumento particolarmente significativo dei dipendenti permanenti. Resta però il nodo delle competenze: il 42,6% delle entrate programmate dalle imprese è di difficile reperimento. Una carenza che rischia di rallentare anche gli investimenti in digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione green.
La lettura territoriale dell’Ufficio Studi è particolarmente importante per il Cesenate e per la Romagna, dove una rete capillare di micro e piccole imprese opera nei settori manifatturiero, agroalimentare, turistico, commerciale, dei servizi e delle costruzioni. Sono imprese che continuano a dimostrare capacità di adattamento, ma che hanno bisogno di condizioni favorevoli per programmare e investire.
Per il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto), “il dato più importante che emerge dall’analisi è proprio questo: la tenuta dell’economia nazionale passa dalla tenuta dei territori. Non basta che il PIL cresca: occorre che la crescita si trasformi in investimenti, occupazione, competitività e valore per le comunità locali”.
Per Confartigianato “la sfida dei prossimi mesi sarà quindi accompagnare la resilienza delle imprese con politiche concrete: energia a costi sostenibili, credito accessibile, infrastrutture efficienti, formazione e nuove competenze. Nel Cesenate, nella provincia di Forlì-Cesena e nella Romagna esiste un patrimonio imprenditoriale capace di affrontare le trasformazioni, ma deve essere messo nelle condizioni di farlo. È da questa capacità di coniugare forza dei territori e politiche nazionali che potrà nascere una crescita più solida, diffusa e duratura”.

