mercoledì, Settembre 9, 2026
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Aziende, il punto di  Apo Conerpo sulla campagna pericola 2026

(Sesto Potere) – Villanova di Castenaso (Bo) – 9 settembre 2026  “Accogliamo con grande favore l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna e vogliamo ringraziare il presidente Michele de Pascale, l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi e tutta la Giunta per l’attenzione che continuano a riservare a una produzione che rappresenta un patrimonio storico e strategico per il nostro territorio”.

Così Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, commenta il nuovo intervento regionale dedicato alla Pera dell’Emilia-Romagna IGP, che mette complessivamente a disposizione 1,3 milioni di euro attraverso due misure complementari: 600mila euro destinati alle aziende agricole aderenti al regime di qualità e un nuovo bando da 700mila euro per attività di promozione e valorizzazione in Italia e all’estero.

“La pericoltura emiliano-romagnola – prosegue Vernocchi – viene da anni estremamente complessi. Il cambiamento climatico, la cimice asiatica, il ritorno e la diffusione di fitopatie, insieme a gelate, grandinate, siccità e altri eventi estremi, hanno messo duramente alla prova le aziende e ridotto in modo significativo il potenziale produttivo di un comparto che per decenni ha rappresentato uno dei punti di forza della frutticoltura regionale. In questo percorso, però, c’è un elemento che considero fondamentale: né i produttori né la Regione hanno smesso di credere nelle pere. Le imprese hanno continuato a investire, a innovare e a cercare soluzioni; le istituzioni regionali hanno mantenuto aperto un confronto costante con la filiera e messo in campo strumenti concreti di sostegno”.

Per Apo Conerpo, sottolinea Vernocchi, difendere la pericoltura significa tutelare molto più di una singola coltura: “La pera in Emilia-Romagna è storia, competenza, tradizione ed esperienza accumulata nel corso di generazioni. Ma è anche lavoro, reddito per le imprese agricole, occupazione lungo tutta la filiera e presidio del territorio. Come Organizzazione di produttori siamo impegnati ogni giorno per tutelare e valorizzare questa produzione, accompagnando i nostri soci nell’innovazione tecnica e varietale, sostenendoli nell’installazione di sistemi di difesa attiva, e lavorando perché il valore del prodotto venga riconosciuto dal mercato. Per questo riteniamo particolarmente importante che l’intervento regionale agisca contemporaneamente sulla produzione e sulla promozione: abbiamo bisogno di consolidare la base produttiva, ma anche di raccontare meglio ai consumatori il valore, l’origine e la qualità delle nostre pere”.

L’iniziativa arriva nel pieno della campagna 2026 delle pere dell’Emilia-Romagna, guardata dalla filiera con attesa e con una prudente fiducia: “Ci affacciamo a questa campagna con la speranza che possa rappresentare un ulteriore passo nel percorso di rilancio della pericoltura regionale – sottolinea Adriano Aldrovandi, vicepresidente di Apo Conerpo, presidente del Consorzio Opera e presidente di Unapera –. Il quadro non è uniforme: in alcuni areali le prospettive produttive sono più incoraggianti che nelle annate più recenti e ci sono condizioni che fanno ben sperare sia sotto il profilo dei volumi sia per quanto riguarda la qualità. In altre zone, invece, l’andamento climatico è stato più severo e ritroviamo alcune di quelle difficoltà con cui abbiamo dovuto fare i conti negli ultimi anni”.

Una situazione che, secondo Aldrovandi, conferma quanto sia ancora necessario accompagnare la ripartenza del comparto: “Abbiamo alle spalle stagioni nelle quali la pericoltura emiliano-romagnola ha dovuto affrontare problemi che nessuna azienda avrebbe potuto governare da sola. Per difendere e sostenere il potenziale produttivo dei nostri soci occorrono tempo, investimenti, ricerca, organizzazione e soprattutto una visione di filiera. Il sostegno della Regione assume quindi ancora maggiore importanza proprio adesso, mentre è nel pieno svolgimento una nuova campagna e continuiamo a lavorare per dare prospettiva a questa coltura”.

“La sfida – conclude Aldrovandi – non è semplicemente conservare ciò che abbiamo avuto in passato, ma mettere la grande esperienza della pericoltura emiliano-romagnola nelle condizioni di affrontare un contesto profondamente cambiato. Abbiamo competenze, strutture, organizzazioni e produttori che continuano a credere in questa coltura. Gli strumenti messi in campo dalla Regione aiutano a trasformare questa volontà in una prospettiva concreta e rafforzano un messaggio importante: la pera dell’Emilia-Romagna resiste, deve avere un futuro e merita di essere sostenuta, prodotta e valorizzata”.