martedì, Settembre 8, 2026
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Patto per il Lavoro, Confcooperative Emilia Romagna: Passaggio importante

(Sesto Potere) – Bologna, 8 settembre 2026 – “Accogliamo con grande soddisfazione la sottoscrizione del nuovo Patto. In una fase particolarmente complessa per le imprese, tra costi energetici legati alle tensioni internazionali e una rivoluzione tecnologica che sta trasformando il modo di produrre e lavorare, è fondamentale saper guidare i cambiamenti. Una responsabilità che spetta prima di tutto alla politica, attraverso il confronto con le rappresentanze economiche e sociali”.

Lo afferma Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, commentando la firma del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, avvenuta questa mattina nella Sala Guido Fanti dell’Assemblea legislativa regionale a Bologna, al termine di mesi di confronto tra Regione, istituzioni locali e parti economiche e sociali.

“L’ingresso dell’economia sociale nel Patto è particolarmente significativo perché la colloca a pieno titolo nella strategia di sviluppo dell’Emilia-Romagna – prosegue Milza –. Competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale sono parti dello stesso progetto. Anche il sottotitolo “Insieme, con cura” indica una precisa idea di sviluppo, costruita attraverso la partecipazione e capace di non lasciare indietro territori, persone e comunità. Ora questo riconoscimento dovrà tradursi sempre di più nelle politiche, negli strumenti e negli investimenti della Regione”.

Il Patto individua l’economia sociale tra le direttrici strategiche regionali e apre una fase particolarmente rilevante per il mondo cooperativo e il Terzo settore.

“Come Confcooperative Emilia Romagna saremo impegnati perché questa impostazione trovi concreta attuazione. Abbiamo contribuito alla costruzione del Patto portando le proposte della cooperazione, anche attraverso il lavoro comune nell’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna. La firma di oggi è da celebrare, ma resta un punto di partenza: ora gli impegni condivisi devono diventare scelte concrete”.