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Comune di Forlì: il lavoro “invisibile” che fa funzionare la scuola

(Sesto Potere) – Forlì – 3 settembre 2026 – Nell’immaginario collettivo, l’anno scolastico coincide con la presenza in aula degli studenti: comincia a metà settembre e si conclude con l’inizio dell’estate. Dal punto di vista normativo ed educativo, invece, l’anno scolastico comincia il 1° settembre e termina il 31 agosto dell’anno successivo, un ciclo continuo di 365 giorni in cui la macchina dell’Assessorato e del Servizio Politiche per l’Educazione e i Giovani del Comune di Forlì non smette mai di progettare, organizzare e curare gli ambienti.

“I dati del territorio delineano una comunità articolata in due grandi ambiti” sottolinea l’Assessore Paola Casara. “Il primo è rappresentato dal sistema educativo integrato 0-6 anni con Nidi e Scuole dell’Infanzia che comprende circa 400 operatori distribuiti in una fitta e capillare rete di servizi. Questa include gli 8 nidi e le 8 scuole dell’infanzia a gestione diretta del Comune, a cui si affiancano 15 plessi di scuola dell’infanzia statale e la ricca e storica rete delle scuole dell’infanzia paritarie. La dimensione educativa è strettamente legata alla cura, all’accoglienza e alla relazione. Accanto a educatori e insegnanti, svolgono un ruolo determinante il personale ausiliario, i cuochi e gli aiuto-cuochi delle cucine scolastiche. Preparazione dei pasti, cura degli spazi e attenzione alla quotidianità sono parte integrante del progetto pedagogico”.

“Il secondo ambito – prosegue Casara – è quello della Scuola Primaria e Secondaria e coinvolge circa 2.400 professionisti, suddivisi tra quasi 1.900 docenti dei tre ordini di scuola e oltre 500 unità di personale ATA (assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici). Questa importante forza lavoro opera, a partire da quest’anno, all’interno degli 8 Istituti Comprensivi cittadini (che raggruppano 25 plessi di scuola primaria e 8 plessi di scuola secondaria di primo grado dislocati nei vari quartieri) e nei grandi poli liceali, tecnici e professionali della città. È questa la struttura che accompagna il percorso dei ragazzi dai 6 ai 19 anni”.

Cosa accade prima del rientro in classe?

Lungi dall’essere un tempo di attesa, il periodo di inizio settembre vede le équipe educative e i collegi dei docenti impegnati in un’accurata regia organizzativa e pedagogica che spazia dall’allestimento delle aule e degli spazi fino alla predisposizione dei materiali e alla progettazione delle attività.

Questo è inoltre il momento in cui si svolgono i colloqui individuali con i genitori, in particolare per i più piccoli, ponendo le basi per il patto di fiducia con insegnanti ed educatori.

L’inizio di settembre dà anche il via ai percorsi formativi del personale che proseguono tutto l’anno fuori dall’orario di insegnamento.
Oggi le priorità formative rispecchiano le sfide dei nostri tempi: il benessere emotivo e relazionale, la gestione della complessità all’interno dei gruppi, l’inclusione autentica degli alunni con disabilità o con Bisogni Educativi Speciali (BES).
I primi giorni di settembre sono dedicati pure al lavoro collegiale con riunioni per definire obiettivi, metodologie e percorsi di apprendimento.

Si parte!

A Forlì, quest’anno, è partita anche la sperimentazione per le Scuole primarie che su base di adesione volontaria ha offerto l’opportunità di iniziare le attività formative due settimane prima, a partire dal 31 agosto. Forlì è stato uno dei 42 Comuni che hanno aderito al progetto regionale pensato per bambine e bambini e che propone attività di apprendimento, aiuto compiti, ricreative, percorsi multisportivi ma anche laboratori Stem, corsi di lingue e altre opportunità in modo informale.

L’8 settembre è invece prevista la riapertura dei servizi comunali per la fascia 0-6 anni mentre il 15 settembre suonerà la campanella per tutti gli studenti delle scuole statali di ogni ordine e grado. La scuola forlivese non si limita ad applicare direttive nazionali ma si caratterizza per un’elevata aderenza al contesto locale.

Ogni servizio per l’infanzia (0-6 anni), ogni istituto comprensivo (6-14 anni) e ogni scuola secondaria di secondo grado (15-19 anni) sviluppa una propria identità progettuale, elaborata sui bisogni specifici della propria comunità. Dietro il suono della campanella per gli studenti c’è la competenza di oltre 2.800 professionisti che lavorano in sinergia per trasformare edifici in vere e proprie comunità educanti.