(Sesto Potere) – Bologna, 27 agosto – Che cosa dobbiamo agli altri, alle comunità in cui viviamo e alle generazioni future? E quanto, invece, dobbiamo alla verità: il dovere di raccontarla, verificarla, ma anche di sapere quando proteggerla? È attorno a queste domande che si sviluppa la quindicesima edizione di InsolvenzFest, il festival promosso da OCI – Osservatorio sulle Crisi di Impresa, che torna a Bologna dal 17 al 20 settembre con il titolo “Debiti e Verità”.
Un tema che porta il concetto di debito oltre la sua dimensione strettamente economica, per esplorarne il significato sociale, civile e culturale: il debito è una relazione, una responsabilità, una promessa, ma anche un’esposizione verso il futuro.
Allo stesso modo, la verità non è soltanto ciò che viene accertato: è informazione, memoria, prova, racconto e, in alcuni casi, anche un bene da proteggere.
“Il debito non riguarda soltanto ciò che dobbiamo pagare, ma ciò che dobbiamo agli altri e ciò che consegniamo al domani, a chi verrà dopo di noi. È una relazione che coinvolge responsabilità individuali e collettive e che, proprio per questo, merita di essere osservata da prospettive diverse”, sottolinea Massimo Ferro, direttore scientifico di InsolvenzFest e presidente di sezione della Corte di Cassazione. E proprio il rapporto tra debito e verità rappresenta il filo conduttore di un Festival che, da quindici edizioni, mette in dialogo competenze e linguaggi differenti. “La verità non è sempre una risposta semplice: a volte deve essere cercata e provata, altre volte mediata o custodita. Il confronto pubblico serve anche a capire dove passa il confine tra il diritto di sapere e la responsabilità di proteggere persone, relazioni e comunità”, aggiunge Ferro.
A Bologna InsolvenzFest proporrà così un percorso diffuso che intreccia diritto ed economia con filosofia, psicologia, giornalismo, cinema, letteratura, ambiente e cultura, coinvolgendo magistrati, giuristi, economisti, docenti, giornalisti, professionisti e rappresentanti della società civile. Una riflessione corale sulle trasformazioni del presente e sulle responsabilità che ne derivano.
Dal lavoro all’intelligenza artificiale: gli highlights del programma
Il programma del Festival si apre giovedì 17 settembre al Cinema Lumière con un prologo serale affidato a Guido Damini, storico e autore radiofonico, che introdurrà il pubblico al tema della parola pubblica e alla sua capacità di far emergere ciò che spesso rimane ai margini.
Venerdì 18 settembre, nella sala Stabat Mater dell’Archiginnasio, InsolvenzFest entrerà nel vivo con una giornata dedicata ad alcune delle forme meno visibili del debito contemporaneo. Iacopo Senatori, associato di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia, e Gian Andrea Ronchi, avvocato lavorista del Foro di Bologna, parleranno di lavoro e filiere produttive, guardando a ciò che si nasconde dietro il prezzo delle merci: sfruttamento, vulnerabilità e diritti negati. Con Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, e Chiara Feliziani, associata di diritto amministrativo all’Università di Macerata, il tema si sposterà sul rapporto tra cibo, territori e tutela della biodiversità. La sessione con Eleonora Gaudenzi, presidente dell’Associazione grafologica italiana, e Nunzia Ciardi, vicedirettrice dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, affronterà invece i temi dell’anonimato, della scrittura, della delazione, del whistleblowing e delle identità digitali.
La giornata si chiuderà al Cinema Modernissimo con la proiezione di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Un grande classico del neorealismo italiano, scelto per raccontare una società segnata dalla povertà e dalla vulnerabilità.
Sabato 19 settembre, a Palazzo Zambeccari, sede della Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, il Festival affronterà il tema del debito nella sua dimensione più economica e sociale. Paolo Ricci, ordinario di economia aziendale dell’Università di Napoli Federico II, e Patrick O’Sullivan, docente di economia aziendale all’Università di Varsavia, discuteranno di interesse, prestito e remunerazione del tempo finanziario. A seguire, Luigi Ciatti, avvocato del Foro di Roma e presidente dell’onlus Ambulatorio antiusura, ed Elena Inversetti, giornalista del periodico Vita, affronteranno il fenomeno dell’azzardo e del sovraindebitamento patologico.
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sulla crisi della verità nell’epoca digitale. Mario De Caro, ordinario di filosofia morale presso l’Università di Roma 3, e Angela Condello, associata di filosofia del diritto all’Università Statale di Milano, parleranno di intelligenza artificiale, deepfake e immagini sintetiche e di come distinguere i fatti dalle loro rappresentazioni in un mondo in cui la tecnologia può rendere credibile anche ciò che non è mai accaduto. Il rapporto tra verità giudiziaria e informazione sarà invece al centro del confronto tra Michele Caianiello, ordinario di diritto processuale penale all’Università di Bologna, e Luigi Ferrarella, giornalista del Corriere della Sera. Giulio Guidorizzi, filologo classico, saggista e traduttore di testi greci, e Pippo Ciorra, ordinario di storia dell’architettura presso l’Università di Camerino e senior curator al MAXXI di Roma, porteranno infine la riflessione sui temi della memoria, del patrimonio e della cancel culture.
Domenica 20 settembre, in Salaborsa, InsolvenzFest si concentrerà sulle nuove generazioni e sulla dimensione digitale. Anna Maria Giannini, ordinaria di psicologia all’Università Sapienza di Roma, e Marco Martorana, avvocato del Foro di Lucca e professore a contratto di diritto della privacy all’Universitas Mercatorum, parleranno del rapporto tra minori, social network, privacy e identità online, partendo da una domanda sempre più attuale: quanto è giusto che della nostra vita, soprattutto di quella dei più giovani, resti una traccia pubblica e permanente? A chiudere la quindicesima edizione sarà Marco Ballaré, Marco Dixit, divulgatore linguistico, con un intervento dedicato ad alcune delle parole chiave del Festival – debito, verità, colpa, memoria, interesse, oblio, prova e fiducia – per costruire un ideale vocabolario civile a partire dai temi emersi nei quattro giorni di incontri.
È questo lo spirito di InsolvenzFest: un luogo aperto di confronto, dove le domande diventano occasione per comprendere meglio il presente e cercare, insieme, nuove chiavi di lettura per il futuro. Un percorso che, in quattro giorni di incontri e dialoghi, vuole guardare alle trasformazioni del nostro tempo da prospettive diverse, mettendo in relazione saperi, esperienze e anche sensibilità.
InsolvenzFest si avvale del sostegno delle istituzioni locali e degli Ordini professionali, partner fondamentali che ne testimoniano il radicamento nel territorio e il valore per la comunità cittadina. Promosso dall’OCI – Osservatorio sulle Crisi di Impresa, il Festival si svolge con il patrocinio del Comune di Bologna, della Città metropolitana di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, e in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Bologna, la Fondazione Forense Bolognese, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna e la Cineteca di Bologna.
Gli incontri del Festival saranno fruibili sia in presenza sia online, per garantire la più ampia partecipazione e diffusione dei contenuti. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, previa iscrizione sul sito www.insolvenzfest.it, dove sarà inoltre possibile restare aggiornati sul programma e sulle novità.

