(Sesto Potere) – Bologna- 25 agosto 2026 – Ennesima grave aggressione nella giornata di ieri da parte di una persona detenuta, ristretta nel reparto infermeria, ai danni del personale della polizia penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Bologna Dozza. Il bilancio è di tre agenti rimasti feriti con prognosi da 5 a 21 giorni.
I fatti sono stati denunciati , in una nota, questa mattina dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp-Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, commentano così l’episodio: “Apprendiamo con rinnovata preoccupazione dell’ennesima grave aggressione accaduta ieri ai danni del personale della polizia penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Bologna. Fatti che si sono verificati poche ore dopo la visita alla struttura alla quale abbiamo preso parte su iniziativa delle Camere Penali italiane. Esprimiamo vicinanza e piena solidarietà ai tre agenti feriti e ribadiamo quanto già sottolineato ieri al termine del sopralluogo: le condizioni di vita alla Dozza, come in tante altre carceri della regione e del nostro Paese, non sono accettabili, né per le persone detenute, né per gli operatori che ogni giorno lavorano in un contesto così complesso, reso ancor più difficile dall’evidente sovraffollamento e da condizioni detentive sempre peggiori”.
“Quanto accaduto al carcere della Dozza- proseguono de Pascale e Lepore– dimostra ancora una volta come la mancata gestione da parte del governo dell’emergenza carceraria metta in serio pericolo operatori e detenuti. Celle inadeguate, privazione di diritti umani, ghettizzazione culturale: sono tutti ingredienti che contribuiscono a causare violenze e tensioni. Non dimentichiamo che gli stessi agenti penitenziari condividono per buona parte della giornata quegli spazi disumanizzanti e inadeguati con i reclusi. Loro stessi ne sono vittime. Il miglioramento delle condizioni di vivibilità e sicurezza di queste strutture gioverebbe sia alla polizia penitenziaria sia all’obiettivo costituzionale della rieducazione per i detenuti. Massima solidarietà quindi agli agenti feriti, di cui comprendiamo pienamente il disagio e le difficoltà quotidiane”.
“Dopo questa ennesima aggressione, rinnoviamo con forza il nostro appello al ministro per interventi urgenti: è fondamentale ridurre il sovraffollamento per rendere il carcere un luogo più sicuro e dignitoso per tutti coloro che lo vivono e vi lavorano. Non è più rinviabile. E da lì ripartire- chiudono de Pascale e Lepore– per incrementare e migliorare i servizi e le attività di formazione, rieducazione e reinserimento sociale che già ci vedono impegnati in collaborazione con il territorio”.

