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CdC Ferrara-Ravenna, contributi per certificazioneUni/PdR 192-2026. Obiettivo: certificare 1.000 imprese in 12 mesi

(Sesto Potere) – Ravenna-Ferrara – 22 agosto 2026 – Favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro non è solo una scelta di responsabilità sociale, ma un vero e proprio motore di competitività e crescita economica per le imprese. 

A confermarlo sono i dati elaborati da Unioncameree dal suo Centro Studi Tagliacarne: le imprese che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro registrano performance superiori rispetto alle altre.

Nel 2026, il 35% di queste imprese dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti), il 20% segnala un incremento dell’occupazione (a fronte del 10% delle altre) e il 45% ha già adottato o sta per adottare tecnologie digitali (rispetto al 22% delle aziende meno attente a queste tematiche).

Proprio per consolidare questo legame tra benessere dei lavoratori e produttività, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita-lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali.

L’iniziativa dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell’arco di un anno.

Il coinvolgimento attivo e diretto dei lavoratori e delle lavoratrici in azioni finalizzate ad obiettivi di miglioramento delle prestazioni aziendali e del rapporto vita-lavoro – ha commentato Giorgio Guberti, (nella foto) presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – costituisce un’opportunità per le imprese, per gli stessi lavoratori e complessivamente per l’intero territorio. In questa logica, insieme al Comitato per l’imprenditoria femminile ed alle associazioni di categoria, la Camera di commercio è impegnata da tempo in un percorso condiviso, indirizzato in particolare alle piccole e medie imprese, per promuovere esperienze di partecipazione organizzativa, che possano anche avvalersi dei benefici di legge”.

Fulcro del Bando è la prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, la specifica tecnica che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione volti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Attraverso l’Avviso pubblico, le aziende con sede e attività in Italia e almeno un dipendente – con una quota di riserva del 60% destinata alle micro, piccole e medie imprese – potranno accedere a contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, finalizzati ad assistere e accompagnare le imprese nel raggiungimento della certificazione collegata alla nuova prassi.

L’agevolazione prevede due linee d’azione tra loro complementari.

La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. Per fornire questo supporto, Unioncamere istituirà un apposito elenco di esperti qualificati – sia singoli professionisti sia soggetti collettivi come società di consulenza e reti d’impresa – selezionati tramite un avviso pubblico che ne accerta l’esperienza nei sistemi di gestione o nella conciliazione vita-lavoro.

La seconda linea d’azione copre, invece, i costi per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. Le imprese beneficiarie dovranno scegliere l’Organismo di Certificazione accreditato tra quelli iscritti all’Elenco ufficiale. Il contributo per la certificazione varia in base alla dimensione aziendale (misurata in addetti) fino a un massimo di 12.000 euro per impresa.

    Per accedere alle agevolazioni, le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online volto a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione. Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse, tramite la piattaforma Restart di Infocamere, a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026. Le istanze verranno valutate secondo una procedura a sportello in ordine cronologico di invio, mentre tutti i percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

    Tra i meriti dell’iniziativa – ha evidenziato Antonella Bandoli, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile – quello di valorizzare le aziende che, con impegno e visione, promuovono progetti concreti per favorire pari opportunità di carriera, agevolare la leadership femminile, creare ambienti professionali inclusivi, contribuendo, dunque, al benessere organizzativo dell’impresa. Il Comitato continuerà a lavorare per coniugare il business con il valore sociale, a partire dal raggiungimento dell’equità di genere e dal coinvolgimento delle nuove generazioni, leve centrali per la competitività futura”.

    Siamo impegnate – ha sottolineato Gisella Ferri, vice presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile – nel favorire la piena partecipazione delle donne alla vita economica e sociale. Il mondo delle imprese, in un contesto dominato da incertezza e grandi cambiamenti, è sempre più consapevole che la componente femminile sia una risorsa strategica per affrontare con successo la doppia transizione e la gestione delle crisi.