(Sesto Potere) – Forlì – 21 agosto 2026 – Raffaella Orazi, (nella foto) presidente dell’associazione Regnoli 41 di Forlì, s’è spenta all’età di 66 anni, ieri sera all’hospice di Forlimpopoli, dove era ricoverata da alcune settimane per una grave patologia.
Il funerale sarà celebrato lunedì 24 agosto all’abbazia di San Mercuriale a Forlì, alle ore 15.
Numerosi i messagi di cordoglio.
“La scomparsa di Raffaella Orazi è una grandissima perdita per Forlì e per tutta la nostra comunità. Raffaella ci ha mostrato concretamente come l’impegno, l’intelligenza e la volontà possano trasformare luoghi segnati dal degrado e dall’incuria in spazi di comunità e nuove opportunità. Ci lascia un esempio prezioso: non limitarsi a denunciare ciò che non va, ma impegnarsi in prima persona per cambiare in meglio la realtà che ci circonda. Ci mancheranno la sua energia, la sua determinazione e quel sorriso che l’ha accompagnata fino alla fine. Alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene va il mio abbraccio più sincero”: dichiara in una nota Valentina Ancarani.
Anche l‘Amministrazione comunale di Forlì partecipa al lutto per la scomparsa di Raffaella Orazi, ricordandola nel suo ruolo di: “artigiana orafa, imprenditrice e instancabile promotrice di iniziative a favore del Centro storico e della città. La sua attenzione, spinta da una passione profonda e autentica, per creare opportunità di valorizzazione delle qualità professionali e di coesione sociale l’ha resa punto di riferimento per l’intera comunità forlivese”.
“Al suo impegno è legata in modo particolare l’importante esperienza di Regnoli41, associazione di promozione sociale che negli ultimi decenni ha contribuito in modo determinante a realizzare progetti fondati sullo sviluppo sostenibile e solidale. Anche negli ultimi tempi, nonostante la fatica della malattia, ha continuato il suo impegno organizzativo e di relazione, lasciando una preziosa testimonianza di amore per la città e di fiducia nelle persone”: evidenzia l’Amministrazione comunale di Forlì che: “In questo momento di dolore si unisce in un grande abbraccio a familiari, amici e a tutti coloro che con Raffaella Orazi hanno condiviso esperienze di lavoro, di impegno civico, di valorizzazione sociale e culturale”.
Vincenzo Bongiorno, vicesindaco di Forlì e assessore alla Cultura, scrive: “È grande il dolore, dopo aver appreso della salita in Cielo di Raffaella Orazi che ho avuto il piacere di conoscere quale anima di Regnoli41 Associazione Promozione Sociale. Sempre positiva, nonostante la fatica della malattia. Una paladina di relazioni umane buone, tese a costruire, a migliorare le cose della città e del mondo. Sapevamo bene di avere orientamenti politici diversi, ma questo non ci ha mai impedito di collaborare lealmente, con reciproca stima. Il primo agosto è stata l’ultima volta che le ho parlato, andando a trovarla all’Hospice di Forlimpopoli. Dal suo letto, con il sorriso di sempre, era assieme ad un’amica di Regnoli 41 a programmare le prossime iniziative, a pensare ai futuri progetti. Pensava alla “cena a impiatto zero” in programma il 17 settembre in via Giorgio Regnoli; un’occasione a cui teneva tantissimo e alla quale continuerà ad essere presente, nel ricordo di tutti, nell’esempio di umanità, impegno civile e amore per la vita che ci ha lasciato. Anche negli ultimi messaggi che ci eravamo scambiati, qualche giorno fa, non un lamento, ma ancora una volta aveva messo l’accento sul positivo: “Vi sento tutti vicinissimi e non ci sono ideologie che tengano! Queste sono Mani che si tengono strette”. Onorato e fortunato di averti conosciuta. Sono certo che continueremo ad avvertire la tua Mano generosa per il bene comune. Grazie Raffaella”
Il 28 luglio scorso la stessa Raffaella Orazi aveva pubblicato un post con foto e video nella sua pagina FAcebook raccontando le sue vicissitudini: “quando mi hanno detto che mi avrebbero ricoverato all hospice mi sono venuti i brividi sulle braccia, un nome che fa paura!!in realtà questo è un luogo di vita di cui ho smesso di avere timore dal momento in cui lo abito. Un luogo che ti accoglie, ti abbraccia e ti cura non come paziente ma come persona con un nome, un volto, dei sentimenti e delle emozioni. Qui mi sento a casa e per questo voglio ringraziare chi è riuscito a rendere pratica tangibile “l’umanizzazione della cura” che qui si respira tenendo legata alla vita la sua dignità, facendo di ogni istante, lungo o breve che sia, l’occasione per dare all’esistenza profondità. Grazie al Prof. Marco Maltoni e al suo meraviglioso e preparatissimo Staff”.

