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Valle del Savio undertourism, laboratori artigiani come mete turistiche

(Sesto Potere) – Cesena – 14 agosto 2026 – L’undertourism può diventare una nuova chiave di lettura per valorizzare la Valle del Savio, trasformando i laboratori artigiani, le piccole imprese e le produzioni locali in vere e proprie destinazioni turistiche. È il messaggio che arriva dal recente incontro “Restanza Artigiana e Ricambio Generazionale”, promosso da Confartigianato Cesena e dal Movimento Giovani Imprenditori e ospitato dal Pastificio del Fumaiolo di Alfero, nei panni di meta turistica, nel Comune di Verghereto.

Un appuntamento che ha posto al centro una questione decisiva per il futuro dell’Alta Valle del Savio: come contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità affinché i giovani possano scegliere di restare, investire e costruire qui il proprio futuro. In questa prospettiva, il turismo esperienziale e l’undertourism rappresentano un ulteriore strumento di sviluppo, capace di mettere in relazione imprese, territorio e visitatori.

«I dati sull’undertourism confermano che il turista sta cambiando – sottolinea Claudio Alessandrini, (nella foto) presidente di Confartigianato Valle del Savio –. Sempre più persone cercano luoghi meno affollati e vogliono vivere esperienze autentiche, incontrare chi produce, entrare nei laboratori, conoscere le storie delle imprese e delle comunità. La Valle del Savio ha tutte le caratteristiche per rispondere a questa domanda».

Il territorio può infatti offrire un patrimonio diffuso di attività artigiane: dalle produzioni alimentari alle lavorazioni tradizionali, dai piccoli laboratori manifatturieri alle attività legate all’accoglienza e alla ristorazione. Realtà che non devono essere considerate soltanto attività economiche, ma anche luoghi capaci di raccontare l’identità della Valle.

«Il laboratorio artigiano può diventare una porta d’ingresso al territorio – aggiunge Alessandrini –. Far vedere come nasce un prodotto, raccontare una ricetta, una lavorazione o una competenza tramandata nel tempo significa offrire al visitatore qualcosa che non può trovare in un turismo standardizzato. È un’esperienza che valorizza contemporaneamente l’impresa e il luogo in cui essa opera».

Su questo tema insiste anche Maurizio Crociani, responsabile di Confartigianato Valle del Savio: «L’undertourism può integrarsi perfettamente con la strategia di turismo integrato che coinvolge Bagno di Romagna, Sarsina, Verghereto e Mercato Saraceno. Abbiamo un territorio articolato, nel quale benessere, natura, cultura, storia, enogastronomia e artigianato possono comporre un’offerta unica. I laboratori possono diventare una tappa di questo percorso, portando il turista dai luoghi da visitare alle persone che ogni giorno li fanno vivere».

La sfida, secondo Crociani, è fare rete e costruire un’offerta riconoscibile. «Non basta avere eccellenze: bisogna renderle accessibili e raccontarle. Aprire i laboratori ai visitatori, creare percorsi esperienziali, collegare le imprese alle strutture ricettive e agli operatori turistici può generare un circuito virtuoso. In questo modo il visitatore viene invitato a fermarsi più a lungo e a conoscere più realtà della Valle».

È una prospettiva che si lega direttamente anche al tema della restanza artigiana affrontato nell’incontro di Alfero. «Turismo e permanenza delle imprese sono due facce della stessa strategia – conclude Alessandrini –. Se riusciamo a far conoscere il nostro artigianato, aumentiamo le opportunità per le imprese e rendiamo più attrattivo il territorio anche per i giovani. L’obiettivo non è soltanto portare persone in Valle, ma creare le condizioni perché qui possano nascere nuove attività e perché quelle esistenti possano continuare il proprio percorso».

«L’undertourism – conclude Crociani – può quindi essere un contributo in più al progetto di valorizzazione della Valle del Savio: un turismo lento, autentico e diffuso, nel quale il protagonista non è soltanto il paesaggio, ma anche chi quel paesaggio lo abita, lo lavora e lo mantiene vivo. I nostri laboratori artigiani possono diventare parte integrante di questa esperienza e trasformare il “fare impresa” in una delle ragioni per venire a scoprire la Valle del Savio».