venerdì, Agosto 14, 2026
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Ravenna, una rara pianta acquatica torna nelle paludi del Delta del Po grazie al progetto Life Fresh

(Sesto Potere) – Ravenna – 14 agosto 2026 – Una straordinaria esplosione di Spirodela polyrhiza, la cosiddetta lenticchia d’acqua maggiore, è stata individuata lungo il corso del fiume Reno, all’altezza di Madonna del Bosco (Argenta). Si tratta di una piccola pianta acquatica galleggiante, idrofita, oggi divenuta rara nella Pianura Padana, particolarmente significativa per gli ecosistemi delle paludi d’acqua dolce.

Il ritrovamento ha offerto l’opportunità di realizzare un intervento di prelievo e trasferimento della pianta nell’ambito del progetto europeo Life Fresh, coordinato dal Parco del Delta del Po, che ha tra i suoi obiettivi il recupero e la conservazione degli ambienti acquatici di palude e, in particolare, dell’habitat 3150 (ambiente naturale protetto dall’Unione europea), caratterizzato dalla presenza di stagni d’acqua popolati da lamineti (associazioni vegetali acquatiche) di ninfee e altre idrofite acquatiche, come appunto la Spirodela polyrhiza.

La scoperta è avvenuta grazie all’occhio esperto di Graziano Rossi, professore di Botanica applicata dell’Università degli studi di Pavia, che collabora con il Parco del Delta, che ha definito il ritrovamento di Spirodela polyrhiza lungo il Reno di grande interesse botanico e conservazionistico e che la possibilità di trasferire parte di questa popolazione in aree interessate da interventi di ripristino rappresenta un’importante occasione per contribuire concretamente alla conservazione della biodiversità acquatica.

Così nella mattinata di martedì 12 agosto il Parco del Delta del Po, il Comune di Ravenna e il Consorzio della Bonifica Renana, partner del progetto, hanno collaborato per trasferire parte della popolazione di Spirodela polyrhiza in ambienti idonei all’interno delle aree interessate dagli interventi Life Fresh.

Il materiale vegetale è stato destinato in particolare a Punte Alberete, nel comune di Ravenna e alle Valli di Argenta, oltre a essere conservato presso il vivaio di piante acquatiche gestito ad Argenta dal Consorzio della Bonifica Renana. L’operazione ha permesso di valorizzare una presenza spontanea ancora vitale, mettendola a disposizione di un più ampio programma di recupero degli ecosistemi acquatici del Delta del Po.

I commenti
“È un intervento concreto – dichiara Barbara Monti, assessora alle Aree naturali – che mette in relazione la tutela della biodiversità con il recupero di ambienti naturali di grande valore. La collaborazione tra Comune, Parco e Consorzio ci permette di utilizzare una risorsa presente sul territorio per contribuire alla rinascita di habitat oggi fortemente impoveriti”.

“Questo ritrovamento – afferma Massimiliano Costa, direttore dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po e ideatore di questo ambizioso progetto – dimostra quanto sia importante conoscere e valorizzare la biodiversità ancora presente nel nostro territorio. Con Life Fresh possiamo trasformare questa presenza spontanea in una risorsa per il recupero delle nostre paludi d’acqua dolce e permetterne il riequilibrio ecologico”.

“Grazie ad interventi come questo – ha commentato Michele Solmi, direttore dell’Area Ambiente del Consorzio della Bonifica Renana -, e in generale alle azioni del Fresh, possiamo ampliare il numero di specie di piante degli ambienti umidi riprodotte nel vivaio e da lì diffonderle in un territorio di pianura sempre più povero di biodiversità a causa del cambiamento climatico e delle pressioni antropiche”.

Il progetto Life Fresh
Life Fresh – Life for FReshwater Eutrophic Swamp Habitats restoration è un progetto europeo coordinato dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po, avviato nel 2025 con una durata di cinque anni. Ccoinvolge il Comune di Ravenna, il Comune di Argenta, il Consorzio della Bonifica Renana e l’Università degli Studi di Ferrara.

L’obiettivo è recuperare e migliorare gli ecosistemi delle paludi d’acqua dolce del Delta del Po, con particolare riferimento all’habitat comunitario 3150, caratterizzato da comunità di piante acquatiche sommerse e idrofite galleggianti. Gli interventi interessano in particolare Punte Alberete e Valle Mandriole, nel territorio di Ravenna; Vallesanta, il Bassarone Val Campotto nel territorio di Argenta, e comprendono azioni per migliorare le condizioni idrauliche e ambientali, favorire il recupero della vegetazione acquatica e rafforzare le popolazioni di specie caratteristiche di questi ambienti. Il progetto rappresenta un intervento organico di conservazione della biodiversità, nel quale anche il recupero e la diffusione di specie vegetali rare, come Spirodela polyrhiza, possono contribuire alla ricostruzione degli habitat naturali del Delta del Po.