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Premio Parchi emissioni zero 2026: tra i vincitori il Parco Sassi di Roccamalatina e il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano

(Sesto Potere) Grosseto – 12 agosto 2026 – Vere protagoniste della transizione ecologica e traino dell’Italia verso la neutralità climatica, ma ai margini dell’agenda politica nazionale: parliamo delle aree protette che, insieme alla tutela della biodiversità, sono al centro della serata conclusiva di Festambiente, l’eco-festival nazionale di Legambiente che si è concluso il 9 agosto a Rispescia (Grosseto), in località Enaoli, nel cuore e alle porte del Parco della Maremma.

I premiati

Questa sera l’associazione ambientalista assegnerà 5 riconoscimenti per il Premio “Parchi Emissioni Zero” alle migliori buone pratiche nate nelle aree protette e realizzate da enti gestori, istituzioni, imprese e operatori locali che spingono territori verso la neutralità climatica entro il 2040. 

Per la categoria Acquisti Verdi il riconoscimento va al Parco nazionale del Vesuvio, in Campania, per aver raggiunto l’indice di performance del 90% nell’applicazione dei Criteri ambientali minimi (CAM).

Per la Mobilità sostenibile per il turismo attivo, è il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a fare scuola, premiato per il progetto “Il Parco per tutti – I sentieri di Dorotea”, che garantisce il servizio gratuito di carrozzine elettriche per accompagnare in natura le persone con disabilità presso tre aree turistiche del Parco: la Camosciara, la Val Fondillo e la Difesa di Pescasseroli.

 A vincere la categoria Economia circolare e rifiuti free è il Parco regionale Sassi di Roccamalatina, sulle colline del Medio Appennino Modenese, incoronato “Parco riciclone d’Italia” grazie al traguardo raggiunto dai suoi tre comuni, che toccano una media dell’89,1% di raccolta differenziata. 

Per l’Agroecologia, premiato il Parco nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, per il recupero di 4 ettari di terrazzamenti per incrementare le aree agricole a vigneto e limoneto e il ripristino di 3.200 mq di muri a secco per contrastare il dissesto.

Per la Gestione sostenibile delle foreste e delle filiere forestali il riconoscimento spetta al v, che tocca le province di Parma, Reggio Emilia, Massa-Carrara e Lucca, per aver ottenuto la doppia certificazione internazionale FSC e PEFC per la Gestione Forestale Sostenibile e i suoi Servizi Ecosistemici.  

Il punto sui parchi tra tagli e ritardi

Le esperienze dei premiati raccontano un’Italia dei Parchi virtuosa, che viaggia però a velocità doppia rispetto al Governo. 

Legambiente denuncia come la lottizzazione politica degli incarichi negli enti di gestione, la carenza di competenze e i continui tagli — da ultimo la riduzione del 23% del fondo per i parchi e le aree marine protette praticato dal MASE per finanziare le accise sui carburanti — abbiano ridotto i Parchi a semplici gestori di piccoli poteri locali, azzerandone il peso strategico. Senza risorse adeguate né strumenti di prevenzione e adattamento alla crisi climatica, le aree protette restano paralizzate dalla burocrazia e dai continui ricorsi al TAR per le nuove istituzioni come accaduto per il Matese prima, per gli Iblei e la Costa Teatina dopo, senza pronunciare contrarietà di fronte alla deregulation della caccia e senza strumenti per fronteggiare la piaga degli incendi che le tiene in costante stato di allerta.

Gli incendi una minaccia per le aree protette

Secondo i dati aggiornati da Legambiente del suo report “Italia in fumo” dal 1° gennaio al 5 agosto 2026 oltre il 30% degli 80.325 ettari di territorio andati in fumo interessano le aree protette, con danni all’ecosistema e alla biodiversità; e l’87% dei terreni bruciati dai roghi sono concentrati nelle regioni del sud e le isole, con ferite che si riaprono in aree di pregio come il Parco nazionale del Pollino e del Gargano. 

Appello al Governo

Di fronte a questo quadro, Legambiente chiede al Governo un’immediata inversione di rotta, restituendo la centralità ai Parchi, coninvestimenti mirati sulla prevenzione, piani forestali integrati e strategie di adattamento climatico. Altro appello, rivolto alle aree protette, è di dotarsi di un Piano d’azione #NetZero: una strategia condivisa per accompagnare le comunità e le imprese locali a essere più virtuose e sostenibili, promuovendo l’azzeramento delle emissioni tramite la bioeconomia circolare, lo sviluppo delle energie rinnovabili, il modello Rifiuti Zero (Zero Waste), l’agroecologia, la gestione forestale sostenibile e la mobilità sostenibile. 

I commenti

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente dichiara: “Con il premio Parchi Emissioni Zero e le buone pratiche premiate oggi dimostriamo che le aree protette italiane sono già capaci di esperienze straordinarie: dagli acquisti verdi alla gestione forestale sostenibile, fino alla mobilità dolce e all’agroecologia. Ma occorre che i Parchi riacquistino la centralità che meritano nelle politiche nazionali. Per questo chiediamo al Governo risorse adeguate, investimenti in prevenzione e politiche di adattamento alla crisi climatica, per fermare le principali minacce che oggi rendono inermi i nostri territori, a partire dall’emergenza incendi”.

Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, aggiunge: “I Parchi sono motori di sviluppo del Paese e sono la nostra “banca della biodiversità”, dove la tutela dell’ambiente genera lavoro, innovazione e resilienza delle comunità e dei territori. Di fronte all’emergenza roghi e alla crisi climatica, le aree protette devono rivendicare un protagonismo assoluto, prendendo per mano la prevenzione dei rischi e l’adattamento ai cambiamenti climatici dei territori. Ogni area protetta si deve dotare di un Piano d’azione #NetZero, candidandosi a leader della transizione ecologica: una guida strategica per comunità e imprese locali per azzerare le emissioni e trasformare la sostenibilità in un modello economico vincente, tra rinnovabili, bioeconomia circolare, agroecologia, gestione forestale sostenibile e mobilità dolce.”

Premio “Biodiversità

Oltre al Premio “Parchi Emissioni Zero”, Legambiente premierà i vincitori di speciali riconoscimenti. Il Premio “Biodiversità – in ricordo di Assunta Maria Brachetta”, dedicato alla storica dirigente di Legambiente scomparsa nel 2022 e rivolto alle buone pratiche realizzate da istituzioni, comunità, cittadini e imprese che si sono distinte per la promozione della biodiversità, sarà assegnato alla Cooperativa Nuovo Cilento di San Mauro Cilento (SA). Con 420 soci e 2.500 ettari coltivati all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e si distingue per coniugare l’agricoltura organica e rigenerativa, la tutela della biodiversità e la valorizzazione dell’eccellenza come l’olio d’oliva biologico DOP Cilento. 

 Premio “Green Community”

Il Premio “Green Community”,realizzato in collaborazione con Uncem, è quest’anno vinto dalla Green Community Sinergie in Canavese (TO), realtà che abbraccia 5 unioni montane, 27 comuni e quasi 40 mila abitanti su una superficie di 804 km², comprensiva di parte del Parco nazionale del Gran Paradiso e delle aree protette dei Sacri Monti. 

Premio “Voler Bene all’Italia” 

Il Premio “Voler Bene all’Italia” per i piccoli comuni verrà consegnato al Comune di Serrapetrona (MC), esempio di transizione ecologica “integrale” che unisce il primo impianto eolico regionale sul Monte d’Aria, il bosco certificato PEFC di Mambrica, la qualifica di comune Rifiuti Free e la tutela dell’eccellenza locale della Vernaccia di Serrapetrona DOP.  

La premiazione questa sera a Festambiente

Infine, il Premio “Ecodesign” va alla Fondazione Italiana di Bioarchitettura, progettista, e a FBE Woodliving, impresa esecutrice, per il nuovo edificio scolastico biocompatibile di San Filippo a Cetraro (CS). Il progetto si distingue per l’uso del sistema prefabbricato KlimaWall in legno italiano PEFC e laterizio, capace di coniugare sicurezza antisismica, comfort abitativo e sostenibilità. Un modello efficiente e replicabile per la PA che valorizza la filiera forestale locale e riduce i consumi e costi energetici. 

Le premiazioni si sono svolte alla presenza – tra gli altri – di Antonio Nicoletti (Legambiente), Antonio Brunori e Primo Barzoni (PEFC Italia) e Giuseppe Vignali (Parco Appennino Tosco-Emiliano), Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente), Erica Mazzetti (componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati), Camillo Zulli (direttore di Cantina Orsogna), Marco Bussone (presidente nazionale UNCEM), Fabio Renzi (segretario generale di Symbola), Federico Varazi (vicepresidente di Slow Food Italia), Simone Rusci (presidente del Parco Regionale della Maremma), Lorenzo Viviani (presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre), Matteo Arcenni (presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano).