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Regioni al Mimit, Colla chiede l’estensione delle ‘Zone economiche speciali’ ai territori fragili dell’Emilia-Romagna

(Sesto Potere) – Roma – 29 luglio 2026 -– “Estendere le Zone economiche speciali anche ai territori fragili dell’Emilia-Romagna per favorire lo sviluppo della montagna e delle aree interne e attrarre investimenti”: è quanto ha chiesto il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, intervenendo questa mattina a Roma all’incontro sui temi di politica industriale con le Regioni e le Province Autonome convocato e presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla presenza delle sottosegretarie Fausta Bergamotto e Marta Bizzotto.

 All’incontro hanno partecipato i sottosegretari Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto e l’assessore della Regione Marche allo Sviluppo economico, all’Industria, alla ZES, alla Logistica e all’Energia, nonché coordinatore della Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni, Giacomo Bugaro.

Sono intervenuti inoltre, in presenza e in videocollegamento, i Presidenti della Regione Lombardia e della Regione Molise, rispettivamente Attilio Fontana e Francesco Roberti; Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna; Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio; Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte; Marco Galateo, Vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, oltre ad altri assessori regionali allo Sviluppo economico.

Sul tavolo, le proposte relative all’istituzione di Zone economiche speciali, in attuazione ai relativi regolamenti europei, la riforma e la riorganizzazione delle misure di sostegno e agevolazione per il sistema produttivo nazionale in vista del prossimo decreto Imprese e le proposte da formalizzare alla Commissione europea riguardo al provvedimento dell’Industrial accelerator act.

Nel dettaglio, durante il confronto il ministro Adolfo Urso ha illustrato il quadro normativo nazionale ed europeo richiamando gli strumenti già operativi e quelli di prossima attuazione. In particolare, il ministro ha evidenziato i risultati conseguiti dalla Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, sottolineando come il modello abbia consentito di semplificare e accelerare le procedure autorizzative e di rafforzare l’attrattività degli investimenti. 

“È un momento cruciale per la politica industriale, sia in sede europea sia in sede nazionale, e ci confortano i riscontri sul fatturato industriale diffusi dall’Istat, in crescita anche in questi mesi di guerra”, ha dichiarato il ministro Urso, richiamando sia il processo di revisione in sede Ue, di cui l’Italia è capofila, sia la definizione dei prossimi provvedimenti legislativi: dal ddl Concorrenza, che sta per iniziare il proprio iter parlamentare, alla definizione del decreto Imprese, che sarà approvato dal Cdm prima della sessione di bilancio, fino all’utilizzo delle risorse dello scostamento a favore del sistema produttivo. “Dobbiamo lavorare insieme per accompagnare il processo di revisione della normativa europea, affinché sia sempre più vicina alle esigenze del nostro sistema produttivo, per esempio valorizzando le aree di accelerazione industriale, estendendone il ruolo anche alla filiera delle materie prime critiche, elemento strategico per rendere l’Italia un hub europeo delle filiere industriali del futuro, e a comparti come l’elettrodomestico, asset significativo del Made in Italy “, ha concluso il ministro Urso.

È importante che i criteri per l’individuazione delle Zone economiche speciali tengano conto anche delle specificità territoriali delle regioni del Centro-Nord, perché anche da noi persistono aree caratterizzate da fragilità demografiche, difficoltà di accesso ai servizi, difficoltà logistiche e minore capacità di attrarre investimenti- ha spiegato Colla-. Pur essendo una delle aree economicamente più dinamiche del Paese, l’Emilia-Romagna presenta differenti condizioni strutturali man mano che ci si allontana dalla via Emilia. Questi territori richiedono dunque interventi mirati per favorire crescita, innovazione e coesione territoriale e strumenti come le Zes possono rappresentare una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese, attirare nuovi investimenti, contrastare lo spopolamento e sostenere nuova occupazione qualificata”.

Inoltre- ha aggiunto il vicepresidente Colla abbiamo richiesto di inserire, nelle proposte che il Governo formalizzerà in riferimento al provvedimento dell’Industrial accelerator act europeo, il settore delle ceramiche, del biomedicale e della fashion, mentre sono già stati individuati i settori automotive e chimica”.