(Sesto Potere) – Forlì – 24 luglio 2026 – Oggi, nella sede di Confindustria Romagna a Forlì, è stato firmato il rinnovo del contratto integrativo di Technogym. Non è stata una trattativa semplice: il contesto storico è pieno di incognite, e trovare un accordo che guardi avanti senza perdere il filo con le proprie radici richiede tempo e pazienza.
Ma alla fine ce l’hanno fatta, e il risultato porta la firma di un percorso che parte da lontano, addirittura dalla nascita della Repubblica Italiana.
Due le novità che più di tutte danno il senso di questo accordo: l’ingresso della partecipazione organizzativa dei lavoratori e, cosa più insolita per un contratto aziendale, un permesso pensato per le urgenze veterinarie dei propri animali domestici.
La Partecipazione: l’art. 46 della Costituzione prende vita in azienda
Nel contratto è stata recepita la Legge 15 maggio 2025, n. 76, la norma che dà finalmente attuazione all’articolo 46 della Costituzione: quello che parla di far collaborare lavoratori e imprese per il bene dell’azienda stessa, un principio scritto quasi ottant’anni fa e rimasto per lungo tempo sulla carta. La legge punta proprio a questo, a costruire una democrazia economica reale, fatta di collaborazione concreta tra chi dà lavoro e chi lavora, per migliorare insieme produttività e sostenibilità.
Dietro questo risultato c’è un pezzo di storia recente della CISL, che il 1° giugno 2023 diede il via alla raccolta firme per la legge, raccolta poi conclusa il 27 novembre dello stesso anno con la consegna alla Camera di circa 400.000 firme. Tra le federazioni che più si sono spese sul territorio per portare avanti questa battaglia c’è la FIM, ed è proprio a Cesena che quel lavoro trova oggi una delle sue prime applicazioni concrete: nasce infatti una commissione paritetica, un tavolo dove referenti aziendali, RSU di tutte le sigle e lavoratori si siederanno insieme per discutere e migliorare la vita in azienda.
“Una prerogativa importante e storica, che darà modo di mettere le lavoratrici e i lavoratori nel giusto ruolo di protagonismo e responsabilità al centro del lavoro, consegnando così la possibilità di contribuire in maniera fattiva a miglioramenti su molti fronti tramite il dialogo, il confronto e la propria professionalità. Oggi rimettiamo nelle mani delle persone uno dei più grandi lasciti dei nostri Padri Fondatori, la Partecipazione, e la FIM CISL, su questo, è sulla strada giusta”, dice Giacomo Gasperoni, (nella foto) segretario della FIM CISL Romagna.
Il rinnovo porta con sé anche altri miglioramenti concreti: aumenti economici legati agli indici premianti, quote più alte versate nella previdenza integrativa e condizioni migliori, rispetto al CCNL, per chi lavora in somministrazione.
Un permesso anche per Fido
C’è poi un capitolo che difficilmente si trova in un contratto aziendale, e che tocca da vicino la vita di tante persone: un permesso per le urgenze veterinarie. “Un gesto di civiltà e un piccolo supporto ai nostri amici a quattro zampe, che spesso, e senza chiedere nulla, ci aiutano a mitigare i pensieri che derivano proprio dal lavoro e dalla vita quotidiana”, aggiunge Gasperoni.
Il ragionamento alla base è semplice: se per un proprietario prendersi cura del proprio animale è un dovere, allora deve poter essere anche un diritto tutelato. Con la contrattazione decentrata, in Technogym è stato introdotto un permesso aggiuntivo di due ore da usare in caso di urgenza veterinaria, una misura voluta fortemente dalla FIM CISL e portata al tavolo di negoziazione fin dalla piattaforma unitaria.
Non è un’idea nata dal nulla
Il primo passo in questa direzione risale al 2018, quando la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15076, riconobbe per la prima volta a un lavoratore il diritto di assentarsi per assistere un animale malato, a patto di avere una certificazione veterinaria e che nessun altro in famiglia potesse occuparsene. Ed è un tema che oggi interessa anche il Parlamento, dove è in discussione l’Atto Camera n. 2453, che propone di aggiornare la Legge 8 marzo 2000, n. 53, per introdurre un permesso retribuito in caso di malattia o morte dell’animale d’affezione.
“Non è stata una sostituzione o una cessione, ma l’implementazione di un istituto che va incontro alla necessità di una grande platea nel mondo del lavoro, sia in senso pratico che affettivo. Non dobbiamo nasconderci il fatto che i nostri piccoli amici sono componenti importanti delle nostre vite, e di questo dobbiamo tenere conto, attivandoci anche tramite la negoziazione. Se riusciamo a creare un diritto per i lavoratori in questa direzione, ne facciamo nascere una grande tutela per i nostri animali, con l’auspicio che l’esempio prenda sempre più piede e che la politica sia attenta osservatrice”, conclude Gasperoni.

