(Sesto Potere) – Ravenna – 6 luglio 2026 – “I centri storici stanno attraversando una fase di trasformazione profonda, che riguarda Ravenna come molte città italiane ed europee – dichiara l’assessore al Commercio del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia (nella foto) –. L’evoluzione delle abitudini di acquisto, la crescita dell’e-commerce, gli elevati costi di gestione delle attività, a partire dagli affitti, e il sempre più difficile ricambio generazionale stanno modificando significativamente il tessuto commerciale dei centri urbani.
Per l’Amministrazione il contrasto all’impoverimento della rete commerciale rappresenta una priorità. Il centro storico non è solo un luogo di consumo, ma spazio di socialità e attrattività, che deve continuare ad offrire un equilibrio di funzioni, servizi e attività economiche. Accanto agli strumenti regolatori è fondamentale sostenere chi investe nel cuore della città. Già oggi esistono opportunità offerte dai bandi della Camera di Commercio e della Regione Emilia-Romagna per favorire l’innovazione e la riqualificazione delle imprese. Nelle prossime settimane attendiamo l’esito del bando regionale per gli Hub Urbani: un’opportunità che, se finanziata, consentirà di mettere a disposizione risorse per favorire nuove aperture, sostenere investimenti privati sulle attività, ma anche promuovere programmi di animazione del centro e interventi di riqualificazione urbana.
Parallelamente – prosegue Sbaraglia – siamo pronti ad aprire una riflessione condivisa, innanzitutto con le associazioni di categoria, su ulteriori possibili strumenti. Tra questi vi sono anche regolamenti urbanistici e commerciali capaci di orientare l’insediamento delle attività, favorendo quelle maggiormente coerenti con le funzioni del centro storico e limitando l’insediamento di quelle che, per caratteristiche e modalità di esercizio, risultano meno coerenti con le funzioni proprie del centro storico, come il caso della proliferazione di attività automatiche h 24.
In questo confronto è però necessario affermare con grande chiarezza un principio fondamentale. La qualità di un’attività commerciale non si misura dalla nazionalità dell’imprenditore o delle persone che vi lavorano. Ogni tentativo di far coincidere la qualità di un esercizio con le origini di chi lo gestisce è inaccettabile e non appartiene alla cultura della nostra città. I criteri che devono guidare le politiche pubbliche sono esclusivamente quelli della qualità dell’offerta, del rispetto delle regole, del decoro urbano e del contributo che ogni attività è in grado di dare alla vitalità sociale ed economica del centro. Ravenna – conclude l’assessore – continuerà a lavorare per un centro più vivo, attrattivo e inclusivo, capace di coniugare sviluppo economico, tutela dell’identità urbana e pieno rispetto dei valori di uguaglianza e convivenza”.

