(Sesto Potere) – Forlì – 15 giugno 2026 – Una delegazione formata da componenti del Taaf-Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì, da cittadini e da residenti del quartiere San Benedetto aveva chiesto di incontrare il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Petetta, (nella foto) per la consegna delle 1064 firme raccolte in 8 giorni dai componenti del TAAF stesso, dal WWF e da Animal Liberation tramite una petizione popolare nella quale si chiedeva la tutela del bosco dell’ex Eridania di Forlì nel quale, da diversi anni, si è insediata una Garzaia di alto valore naturalistico.
Il 9 giugno scorso, l’assessore, Petetta ha incontrato la delegazione e si è confrontato con la delegazione ambientalista.
Petetta – scrive in una nota il Tavolo Associazioni Ambientaliste Forlì – ha dimostrato “condivisione sul ruolo ecosistemico del bosco e l’importanza del sito per la biodiversità” mentre il sindaco Zattini che avrebbe delegato la richiesta dell’incontro allo stesso assessore, avrebbe – sempre secondo il Taaf – “negato anche un saluto di cortesia”.
Davanti all’insistenza della delegazione del Taaf di incontrare il sindaco, Petetta ha accompagnato questa davanti al suo ufficio.
“Il sindaco Zattini è uscito nel corridoio negando di aver ricevuto una richiesta di incontro, si è dimostrato insensibile alle oltre 1000 firme raccolte, senza mostrare un minimo accenno di ascolto, di interesse e di confronto”: spiega ancora il Taaf nella nota.
“WWF, Animal Liberation e Lega Abolizione Caccia hanno avuto un ruolo chiave nel procedimento legale per bloccare la distruzione del bosco e della garzaia, obbligati alla via legale proprio dal comportamento, anche precedentemente riscontrato, di chiusura e non ascolto da parte di questa Amministrazione. Il ricorso al TAR ha poi obbligato il Comune di Forlì a fare marcia indietro e a fermare il cantiere preparatorio per la costruzione della nuova questura per oggettivi problemi di illegalità. Questa zona, come abbiamo evidenziato ripetutamente in numerosi articoli e comunicati, ha una sua particolare biodiversità avi-faunistica con la presenza di aironi e di tante altre specie di uccelli. Inoltre, funge da polmone verde urbano, da contenimento e drenaggio delle acque piovane, di mitigazione delle temperature estive, di assorbimento di anidride carbonica e del pericoloso particolato fine, oltre a produrre ossigeno”: afferma nel comunicato il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì.
“Interventi come il taglio avventato degli alberi comprometterebbe irrimediabilmente questi benefici, aggravando i problemi climatici e ambientali in un contesto urbano già sotto pressione. È ampiamente documentato in letteratura che la rimozione degli alberi comporta una diminuzione della speranza di vita ed un aumento di numerose patologie, tramite la riduzione degli inquinanti, la moderazione delle temperature ambientali e la produzione di biomolecole con azione antitumorale, antimicrobica, ansiolitica. In sostanza è in gioco il benessere dei cittadini”: puntualizza ancora il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì.
Dopo l’incontro con Petetta e Zattini, il Taaf – facendosi portavoce dei i cittadini firmatari della petizione a tutela del bosco dell’ex Eridania – torna ad esprimere “forte disappunto” opponendosi fermamente anche a futuri progetti che prevedano taglio di alberi, del sottobosco ed allontanamento delle specie protette nella porzione compresa fra via Monte san Michele e via Gorizia.
Per concludere, il Taaf continua a far presente a tutti i cittadini e agli amministratori: “con un sistema propositivo e non di opposizione come si vuol far passare chi difende l’ambiente, che dal 2003, presso gli atti del Comune, vi sono il terreno e il progetto pronti per la costruzione della nuova Questura vicino alla stazione (fra via Manzoni e viale della Libertà), certamente zona più idonea per una struttura di tale importanza. A seguito di quanto presentato con le firme raccolte, chiediamo pubblicamente al sindaco di fare gli interessi della città rinunciando al progetto Questura in quell’area. Proponiamo, invece, un confronto pubblico invitando cittadini, istituzioni e media ad intervenire e a mobilitarsi per preservare questo prezioso ambiente boschivo ricostituitosi spontaneamente a ridosso del centro storico. L’ambiente non aspetta: agire ora significa investire sul futuro di Forlì.”

