(Sesto Potere) – Roma – 8 giugno 2026 – Su base tendenziale, ad aprile 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dell’1,6% in valore (è l’aggiornamento di una somma di denaro in base al tasso di inflazione, ovvero: l’aumento dei prezzi) e un calo dello 0,3% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e diminuiscono in volume (-2,2%), mentre i beni non alimentari sono in crescita sia in valore sia in volume (rispettivamente +2,6% e +1,2%).
Nel trimestre febbraio – aprile 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un incremento in valore (+0,8%) e in volume (+0,2%). Le vendite dei beni alimentari aumentano in valore (+0,8%) e calano leggermente in volume (-0,1%), mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento sia in valore (+0,8%) sia in volume (+0,4%).
L’aumento maggiore riguarda i prodotti farmaceutici (+5,2%).
Rispetto ad aprile 2025, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento per tutte le forme distributive, in misura più marcata per il commercio elettronico (+8,4%)
I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto Istat sul: “Commercio al dettaglio – Aprile 2026”
“La guerra in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi al dettaglio causato dal conflitto in atto impatta sulle vendite al dettaglio in Italia, che registrano una diminuzione in volume sia su base mensile che su base annua”: afferma il Codacons, commentando i dati diffusi dall’Istat.
L’effetto della situazione economica attuale si avverte soprattutto sul settore alimentare, quello cioè che ha risentito più di tutti dell’aumento dei costi di trasporto e dei carburanti – spiega il Codacons – Ad aprile le vendite alimentari crollano in volume del -2,2% su anno, ma in valore segnano in incremento del +0,6%, a dimostrazione di come il caro-prezzi che ha colpito il comparto stia influendo sui consumi delle famiglie che pur acquistando meno spendono di più.
“Dati destinati purtroppo a peggiorare, considerata la fiammata dell’inflazione registrata a maggio e i forti rincari che nell’ultimo periodo stanno caratterizzando il comparto alimentare, dove alcuni prodotti registrano aumenti a due cifre”: conclude il Codacons.

