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Anas: solo il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare in auto, l’8,9% guida con lo smartphone in mano

(Sesto Potere) – Roma, 22 maggio 2026 – Soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida con assistente vocale o bluetooth.  È uno dei dati emersi dalla quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas, società del Gruppo FS e condotta da GR (Global Research) con interviste su un campione di oltre 4mila persone e 5mila osservazioni dirette su strada.

Il 14,6% degli intervistati digita ancora il numero prima di inserire il vivavoce e l’8,9% guida con lo smartphone in mano. Il 34,5% non utilizza mai il telefono alla guida. Inoltre, il 75% degli italiani lo ritiene pericoloso al volante.

I soggetti più indisciplinati sono i guidatori di veicoli a noleggio, quelli meno esperti e i motociclisti.

“I numeri della Ricerca Anas sugli Stili di Guida – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -sottolineano con chiarezza quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tutti. I dati confermano che investire in consapevolezza, formazione ed educazione stradale non è solo necessario, ma rappresenta una leva concreta per ridurre i rischi e salvare vite.

Come Anas – prosegue l’AD di Anas -, stiamo lavorando per un impegno continuo e condiviso sui temi della sicurezza: dalle istituzioni, in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’Ordine, alle imprese con cui collaboriamo, passando per le associazioni fino ai singoli cittadini. Promuovere una cultura della guida responsabile significa agire in modo strutturale, intervenendo non solo sulle infrastrutture e sulla tecnologia, ma soprattutto sulle persone.

È questa la direzione giusta per avvicinarci a un obiettivo ambizioso e imprescindibile: la Vision Zero voluta dall’Unione Europea entro il 2050. Un traguardo che richiede determinazione, collaborazione e una visione chiara, che oggi più che mai siamo chiamati a perseguire con coerenza e responsabilità”: ha concluso Gemme.

“La ricerca presentata da Anas ha un impianto metodologico rigoroso”: ha dichiarato il professor Marcello Chiodi, Presidente della Società Italiana di Statistica (SIS).

Emerge con chiarezza che gli automobilisti tendono a sovrastimare le proprie abilità sottovalutando i rischi reali. Sintomatici, a questo proposito, i risultati derivanti dalla scelta di incrociare la dimensione dell’autovalutazione con la percezione degli altri guidatori. L’automobilista italiano si promuove attribuendosi punteggi di rispetto delle regole vicini all’8, mentre non fa raggiungere la sufficienza ai propri pari con voti attorno al 5.

Il pericolo viene percepito come “qualcosa causato dagli altri” e ciò rende difficile modificare i comportamenti individuali. Apparentemente la familiarità abbassa la soglia di attenzione, portando il guidatore a sottovalutare pericoli oggettivi proprio dove si sente più sicuro.

“La ricerca ci dice chiaramente che il rischio non è solo “l’imprevisto” in un luogo ignoto ma risiede nella falsa sicurezza della quotidianità. Da questi, come da altri dati – conclude il professor Chiodi – si possono ricavare una serie di informazioni tecniche e scientifiche da fornire alle istituzioni per orientare politiche di sicurezza e campagne di sensibilizzazione sempre più mirate ed efficaci”.