(Sesto Potere) – Bologna – 19 maggio 2026 – Un olio extravergine d’oliva con livelli di acidità libera tra i più bassi d’Italia, prodotto in un territorio riconosciuto patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. È sempre più vicino il riconoscimento europeo dell’Indicazione geografica protetta per l’Olio dei Colli di Bologna, che si prepara a diventare il 46^ prodotto Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, saldamente al primo posto in Europa per numero di prodotti agroalimentari certificati.
È stata infatti pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda di riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) europea per l’Olio dei Colli di Bologna. A partire da oggi si apre un intervallo di tempo di tre mesi durante il quale gli Stati membri o Paesi terzi possono presentare eventuali opposizioni motivate.
Trascorso questo periodo, in assenza di opposizioni, l’eccellenza bolognese otterrà l’iscrizione definitiva nel registro europeo dei prodotti Dop e Igp, diventando il terzo olio regionale ad ottenere la certificazione europea insieme all’Olio di Brisighella Dop e all’Olio delle Colline di Romagna Dop.
“Un risultato importante per i produttori dell’Olio dei Colli di Bologna e per tutta l’agricoltura emiliano-romagnola- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura e all’agroalimentare, Alessio Mammi-. La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di riconoscimento dell’Igp rappresenta un passaggio decisivo verso un traguardo costruito insieme alle imprese del territorio, che hanno investito sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla valorizzazione di una produzione storica delle colline bolognesi. Le Indicazioni geografiche sono uno degli strumenti più forti che abbiamo per difendere valore, qualità e reddito lungo tutta la filiera agroalimentare. Un ringraziamento a tutti i produttori che lavorano ogni giorno per portare in tavola dei prodotti di altissima qualità”.
“Il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta è oggi un obiettivo sempre più vicino che rafforzerà ulteriormente il valore dell’Emilia-Romagna, aumentando il numero di prodotti Dop e Igp, e confermerà ancora una volta la forza del nostro sistema agroalimentare- proseguono presidente e assessore-. Per una regione come la nostra, che ha nella qualità certificata uno dei pilastri della propria economia agricola e dell’export, difendere e valorizzare le Indicazioni geografiche significa sostenere il lavoro delle imprese, rafforzare le filiere organizzate e aumentare la competitività sui mercati nazionali e internazionali. L’ingresso dell’Olio dei Colli di Bologna nel registro europeo dei prodotti certificati rappresenterà un valore aggiunto importante per tutto il territorio bolognese e per l’intera Dop Economy regionale”.
“Siamo molto soddisfatti per questo straordinario traguardo- afferma Ermanno Rocca, presidente della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna- che testimonia l’impegno e la dedizione di un percorso durato anni e che ci auguriamo porti nuovi interessi per un ulteriore sviluppo dell’olivicoltura sui colli di Bologna”.
L’iter per il riconoscimento
L’iter per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) europea per l’Olio dei Colli di Bologna è stato avviato ufficialmente nel 2021 su iniziativa della Rete Olio Extra Vergine di oliva Colli di Bologna, un comitato di produttori locali uniti per valorizzare la storica e peculiare produzione olivicola della zona. La Rete nasce nel 2017 e ad oggi conta 11 aziende aderenti tra cui: Azienda agricola Bonazza, Palazzo di Varignana, Azienda agricola Assirelli, Azienda agricola Podere Pratale, Frantoio Valsanterno, azienda agricola Cà Scarani, azienda agricola Torre, azienda agricola Sorella Terra, azienda agricola Nugareto, azienda agricola 1997, società agricola Copaps. L’attività di ricerca e di stesura del disciplinare è stata redatta con il coordinamento della professoressa Tullia Gallina Toschi e del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, in collaborazione con il Comitato di assaggio Distal e con la dottoressa Annalisa Rotondi dell’Istituto per la Bioeconomia del Cnr di Bologna.
Il percorso istituzionale ha preso forma a livello nazionale nel corso del 2024: dopo aver ottenuto il parere favorevole della Regione e superato con successo l’istruttoria e il pubblico accertamento da parte dei funzionari del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), la proposta di disciplinare è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 9 luglio 2024. Successivamente, il 2 ottobre 2024, la domanda è stata trasmessa formalmente a Bruxelles e registrata presso gli uffici dell’Unione.
La pubblicazione di oggi nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea rappresenta il penultimo passaggio di questo percorso, con l’apertura della cosiddetta fase di opposizione, conclusa la quale l’Olio dei Colli di Bologna potrà ottenere il riconoscimento ufficiale dell’Indicazione geografica protetta.
Storia e caratteristiche dell’Olio dei colli di Bologna
Le prime testimonianze della coltura dell’olivo nel bolognese risalgono all’età dei Romani: documenti notarili e fonti storiche attestano la presenza di oliveti nelle colline attorno a Bologna già dall’VIII secolo. Per secoli la produzione di olive e olio ha rappresentato una componente significativa dell’economia agricola locale, prima del progressivo declino causato dalle gelate e dalle difficoltà climatiche tra Seicento e Ottocento.
Dagli anni Novanta del Novecento l’olivicoltura bolognese ha però conosciuto una nuova fase di crescita grazie agli studi scientifici del Cnr, ai nuovi impianti e ai progetti di valorizzazione del territorio. I dati Istat mostrano infatti un aumento costante delle superfici coltivate e della produzione di olio extravergine. Oggi l’Olio dei Colli di Bologna è una realtà sempre più riconosciuta e apprezzata, capace di unire tradizione agricola, qualità produttiva e identità territoriale.
Dal punto di vista organolettico, l’Olio dei Colli di Bologna si caratterizza per un fruttato che varia da medio a intenso, accompagnato da note equilibrate di amaro e piccante e sentori di carciofo, erba, mandorla e pomodoro. Sul piano chimico-fisico si distingue invece per livelli di acidità libera tra i più bassi tra gli oli italiani e per l’elevato contenuto di biofenoli e polifenoli.
A rendere peculiare questa produzione contribuisce anche il microclima delle colline bolognesi, influenzato dalla presenza delle rocce evaporitiche affioranti gessose nell’area riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità dal 2023. Le escursioni termiche e le particolari condizioni ambientali favoriscono infatti le caratteristiche qualitative dell’olio. La zona di produzione, raccolta e molitura comprende i territori della Città metropolitana di Bologna situati a sud della Via Emilia.
Il disciplinare distingue due modalità di produzione: olio monovarietale e blend. Nel primo caso almeno l’85% del prodotto deve provenire da una sola cultivar tra Correggiolo, Frantoio, Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e alcune varietà autoctone bolognesi come Farneto, Montebudello, Montecapra, Montecalvo 2 e Oliveto. Nel caso del blend, invece, l’olio deve derivare dall’unione di due o più cultivar ammesse, che devono rappresentare almeno l’80% del totale.

