(Sesto Potere) – Bologna, 18 maggio 2026 – La Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna, con la propria governance e una delegazione di dirigenti in rappresentanza delle BCC regionali, ha incontrato sabato mattina il Santo Padre Papa Leone XIV nel corso dell’udienza promossa da Federcasse con i rappresentanti delle BCC, Casse Rurali, Casse Raiffeisen italiane.
L’incontro, svoltosi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ha assunto un significato particolarmente intenso per il Credito Cooperativo italiano, collocandosi all’indomani del 135° anniversario della promulgazione dell’Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, pubblicata il 15 maggio 1891.
Un testo fondativo della Dottrina sociale della Chiesa che contribuì in modo decisivo alla nascita e allo sviluppo delle Casse Rurali, sorte in tutto il Paese grazie all’impegno di sacerdoti e laici animati dal desiderio di dare risposte concrete ai bisogni economici e sociali delle comunità.
Nel suo discorso ai partecipanti all’udienza Papa Leone XIV si è in particolare soffermato sul tema di una finanza che deve essere attenta ai bisogni reali delle persone: “Le vostre istituzioni finanziarie – ha detto in particolare Papa Leone – hanno favorito, in modi diversi, una giusta condivisione e ridistribuzione di ricchezza tra individui, imprese e istituzioni, rendendone la fruizione più accessibile a tutti e valorizzando il contributo di ciascuno. È questa una funzione sociale che ben si inscrive nella missione affidata da Dio all’uomo di essere custode del creato”.
“In banca non entrano in prima analisi capitali, ma persone, e dietro i numeri ci sono donne e uomini, famiglie che hanno bisogno di aiuto”, ha proseguito Papa Leone. “Per questo, in un contesto in cui l’alta informatizzazione degli strumenti impone mediazioni sempre più elaborate e artificiali nelle relazioni interpersonali, voi, eredi di una grande tradizione di attenzione umana, siete chiamati a fare in modo che chi accede ai vostri servizi non si senta abbandonato alla freddezza di sistemi algoritmici – per quanto efficienti e matematicamente precisi – ma che dietro gli strumenti tecnici percepisca, oggi come in passato, la presenza di persone pronte all’ascolto e desiderose di bene”.
Il Pontefice ha poi incoraggiato tutta la cooperazione di credito “a continuare ad operare in questo modo tenendo viva la vostra vocazione di enti di mutuo sostegno e orientando sempre il vostro impegno verso un’etica della solidarietà. È il seme da cui siete nati e la radice solida e profonda, per quanto spesso nascosta, grazie alla quale l’albero delle vostre realtà continua a crescere e a svilupparsi”.
Per il movimento del Credito Cooperativo, l’udienza ha rappresentato un’occasione di forte valore simbolico e identitario: un momento per riaffermare le radici spirituali, culturali e sociali di un’esperienza bancaria mutualistica che continua ancora oggi a sostenere famiglie, imprese, soci e territori, mantenendo al centro la persona, la relazione e lo sviluppo delle comunità locali.
“Partecipare a questa udienza con il Santo Padre Leone XIV è stato per noi motivo di grande emozione e responsabilità – commenta Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna –. Il Credito Cooperativo nasce dentro una storia precisa, alimentata dalla Dottrina sociale della Chiesa, dalla Rerum Novarum e dall’impegno di tanti sacerdoti e laici che compresero come il credito potesse diventare uno strumento di emancipazione, solidarietà e sviluppo. Le BCC sono nate per dare risposte a chi rischiava di rimanere ai margini: agricoltori, artigiani, piccoli risparmiatori, famiglie e comunità. Oggi quella missione resta pienamente attuale. L’incontro con Papa Leone XIV, proprio all’indomani dell’anniversario della Rerum Novarum, ci richiama alla responsabilità di custodire e rinnovare questa eredità. Essere banche di comunità significa operare ogni giorno perché la finanza resti al servizio delle persone, perché il risparmio raccolto nei territori torni a generare credito, fiducia e futuro negli stessi territori, perché la crescita economica non perda mai di vista la coesione sociale. È un messaggio profondamente coerente con la nostra identità cooperativa e con l’impegno quotidiano delle BCC dell’Emilia-Romagna”.
Nel corso della sua storia, il Credito Cooperativo è stato più volte richiamato dal magistero pontificio come esperienza capace di esprimere una diversità positiva nel mondo economico e bancario: sia da Papa Benedetto XIV nell’Enciclica Caritas in veritate (nella quale il Credito Cooperativo viene indicato come una “forma di amore intelligente”, § 65) sia più volte da Papa Francesco, l’ultima il 16 dicembre 2024, parlando agli esponenti di due BCC disse, “La vostra presenza qui oggi parla di una diversità nel mondo economico e bancario. Avete storie e strutture differenti per rispondere a bisogni diversi delle persone”.
“Le banche mutualistiche, per la loro struttura cooperativa e per il radicamento locale, rappresentano un modello fondato sulla partecipazione dei soci, sulla prossimità alle comunità e sulla capacità di accompagnare lo sviluppo dei territori in una logica non speculativa, ma generativa – conclude Fabbretti –. Per noi questa udienza non è soltanto un momento celebrativo, ma un invito a proseguire con ancora maggiore consapevolezza il nostro cammino. Il Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna continuerà a fare la propria parte, insieme a Federcasse e all’intero sistema nazionale, per essere presidio di fiducia, strumento di inclusione e motore di sviluppo sostenibile per le comunità che rappresentiamo”.

