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Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna: riconfermato Alessio Passini alla presidenza

(Sesto Potere) – Bologna, 18 maggio 2026 – In una fase attraversata da profonde trasformazioni del lavoro, dell’economia e dei sistemi produttivi, la cooperazione di lavoro e servizi dell’Emilia-Romagna rilancia il proprio ruolo come modello capace di coniugare competitività, innovazione e coesione sociale.

È questo il quadro emerso dall’assemblea regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna, svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna e conclusasi con la riconferma di Alessio Passini alla presidenza della Federazione regionale.

Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna rappresenta oggi 368 cooperative attive in numerosi comparti, dal facility management alla logistica, dai trasporti alla vigilanza, fino all’edilizia, ai servizi ambientali, alla ristorazione collettiva e al terziario avanzato. La Federazione riunisce complessivamente 35.661 soci e 39.785 occupati, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. Nel quadriennio il sistema regionale ha registrato un incremento del valore della produzione (+40,4%), dovuto anche alle dinamiche inflattive, e una lieve crescita occupazionale (+6,1%).

L’assemblea presieduta da Cristina Bazzini, presidente Gruppo Colser-Auroradoums e vicepresidente uscente della Federazione nazionale, e dal titolo “Oltre il mercato. Il modello cooperativo tra sfida digitale ed economia sociale”, ha rappresentato un momento di confronto sulle grandi trasformazioni che stanno attraversando il mondo dei servizi e del lavoro: dall’impatto dell’intelligenza artificiale alla qualità dell’occupazione, dal ruolo degli appalti pubblici alle infrastrutture, fino al rapporto tra innovazione, produttività ed economia sociale.

“Oggi l’economia dei servizi è il cuore del mercato del lavoro italiano. Il problema non è la crescita dei servizi in sé, ma capire quali servizi crescono, con quale qualità del lavoro e con quale valore aggiunto. La cooperazione non può limitarsi ad adattarsi a una competizione che scarica tutto sul costo del lavoro – ha sottolineato il riconfermato presidente Alessio Passini nella sua relazione -. La cooperazione deve dimostrare di essere un’impresa capace di costruire avvenire, tenendo insieme innovazione, qualità del lavoro e responsabilità sociale”.

Alessio Passini, classe 1976 (50 anni), è presidente di SACA, cooperativa bolognese attiva nel trasporto viaggiatori, ed è già componente del Consiglio di Presidenza nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra innovazione tecnologica, competenze e partecipazione, a partire dal contributo del presidente della Fondazione Ezio Tarantelli e docente di Didattica e pedagogia speciale presso l’Università LUMSA di Roma e Palermo Emmanuele Massagli sul tema dell’intelligenza artificiale e del futuro del lavoro. Un confronto che ha richiamato la necessità di governare le trasformazioni tecnologiche senza subirle, investendo su formazione, capitale umano e qualità dell’organizzazione del lavoro.

Nel corso del suo intervento Massagli ha richiamato anche i primi dati emersi sul fronte della partecipazione dei lavoratori nelle imprese italiane. Ad oggi sono 41 le buone pratiche depositate presso l’archivio della Commissione Nazionale Permanente per la partecipazione dei lavoratori, mentre 12 esperienze hanno già ottenuto il “bollino CNEL” come distintivo di buona pratica partecipativa. Le forme più diffuse risultano quelle consultive e organizzative, mentre cresce anche la partecipazione economica attraverso la distribuzione degli utili ai dipendenti. Più limitate, ma considerate le più incisive, le forme di partecipazione gestionale, da sempre uno degli elementi più vicini alla tradizione cooperativa.

Il tema della partecipazione è stato indicato nel corso dell’assemblea come uno degli elementi centrali per governare le trasformazioni tecnologiche e organizzative in corso, evitando che innovazione e intelligenza artificiale si traducano esclusivamente in compressione del lavoro e delle relazioni industriali.

“L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non possono essere considerate soltanto un fattore tecnico o produttivo, ma una grande questione economica e sociale che riguarda il futuro delle imprese e del lavoro – ha dichiarato il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza –. La cooperazione può affrontare questa sfida con un punto di forza distintivo: la capacità di tenere insieme innovazione, partecipazione e responsabilità sociale. Dobbiamo utilizzare la tecnologia per rafforzare competitività, qualità del lavoro e capacità di generare sviluppo nei territori, non per comprimere valore e relazioni”.

Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la centralità del ruolo pubblico nella regolazione del mercato dei servizi, in particolare nel sistema degli appalti. Passini ha evidenziato la necessità di superare logiche fondate esclusivamente sul massimo ribasso, sottolineando come qualità del servizio, sostenibilità economica e tutela del lavoro debbano restare strettamente collegate. Un passaggio che ha riguardato anche il confronto aperto con la Regione Emilia-Romagna sui temi della mobilità, delle infrastrutture, della transizione ambientale e della manutenzione del territorio. L’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture Irene Priolo ha ribadito il valore strategico degli investimenti infrastrutturali e della manutenzione territoriale per accompagnare lo sviluppo regionale.

“Il comparto dei servizi è un pilastro dell’economia regionale, rappresentando oltre il 60% dell’occupazione e della produzione di valore in Emilia-Romagna, e la cooperazione vi svolge un ruolo fondamentale. In una fase complessa, segnata da tensioni internazionali e dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti, è sempre più importante rafforzare il confronto con le imprese e accompagnarle nei processi di trasformazione – ha affermato Priolo -. Per la Regione infrastrutture, mobilità e logistica sono leve strategiche: lavoriamo per sbloccare interventi e sostenere un sistema più efficiente e sostenibile, valorizzando anche il contributo della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, delle filiere innovative e del trasporto su ferro. La transizione ecologica e digitale va governata insieme: le cooperative, per radicamento e capacità di unire impresa e coesione sociale, sono interlocutori fondamentali. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro e dei servizi, elemento chiave per attrarre competenze e sostenere lo sviluppo dei territori.”

Al centro del confronto anche il tema dell’economia sociale e del ruolo della cooperazione nello sviluppo regionale, in una fase segnata da crescita debole, trasformazioni produttive e nuove fragilità sociali. Un modello che, secondo la Federazione, può rappresentare uno strumento capace di coniugare sviluppo economico, innovazione e coesione territoriale. Il Vicepresidente con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca Vincenzo Colla ha sottolineato il contributo dell’economia sociale e della cooperazione nell’affrontare le trasformazioni industriali e occupazionali che stanno interessando il sistema produttivo regionale.

“L’economia sociale e la cooperazione rappresentano un driver fondamentale per l’Emilia-Romagna, soprattutto in una fase nella quale rischiano di crescere polarizzazioni economiche, tecnologiche e delle competenze – ha sottolineato il Vicepresidente Colla –. Abbiamo bisogno di una grande operazione di ricucitura sociale e la cooperazione di lavoro e servizi ha non solo la cultura, ma anche gli strumenti per accompagnare questa trasformazione. Per questo continuiamo a investire su innovazione, sostenibilità, ricerca e qualificazione delle imprese e del lavoro, attraverso bandi dedicati agli investimenti, alla certificazione ESG e all’inserimento stabile di figure altamente qualificate come i dottorati di ricerca. Ma se il quadro internazionale dovesse continuare a peggiorare, con l’aumento dei costi energetici e delle materie prime causato dai conflitti in corso, servirà anche un provvedimento straordinario a sostegno di cooperative e piccole e medie imprese, con moratorie sui mutui, per garantire liquidità e investimenti, e cassa integrazione in deroga a tutela dell’occupazione, come già avvenuto durante la pandemia.”

Passini ha inoltre richiamato il tema della produttività e della competitività del sistema economico regionale, evidenziando la necessità di investire in infrastrutture materiali e immateriali, formazione e competenze. “Produttività non è una parola nemica della cooperazione. Senza produttività non ci sono salari dignitosi, inclusione sociale e capacità di sostenere il welfare. Il modello cooperativo può dimostrare che è possibile tenere insieme efficienza economica, qualità del lavoro e responsabilità sociale”, ha aggiunto il presidente.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il presidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Massimo Stronati, che ha richiamato il ruolo strategico della cooperazione dei servizi all’interno dell’economia nazionale.

“L’impegno delle cooperative di produzione e lavoro rappresenta prima di tutto un contributo quotidiano alla qualità del lavoro e alla tenuta sociale del Paese – ha dichiarato Stronati –. Oggi si parla molto di lavoro dignitoso, a tal proposito è bene ricordare che il sistema cooperativo affronta questo tema da anni attraverso la contrattazione collettiva, la tutela delle persone e la qualità dell’occupazione. Confcooperative Lavoro e Servizi firma a livello nazionale undici contratti, confermando il proprio ruolo di organizzazione protagonista nelle relazioni industriali. In una fase segnata da trasformazioni profonde, innovazione tecnologica e nuove fragilità sociali, il tema della dignità del lavoro deve restare centrale.”