martedì, Maggio 5, 2026
HomeBolognaAnalisi dei test di accesso alle università: calo generalizzato, report su...

Analisi dei test di accesso alle università: calo generalizzato, report su scelte e interessi

(Sesto Potere) – Roma – 5 maggio 2026 – “Una dialettica da conoscere e da capire”. È così che il professor Giovanni Betta, presidente CISIA (il Consorzio universitario che cura e gestisce i test di accesso all’università) definisce il rapporto fra studenti e conoscenze di base. L’occasione è quella della presentazione dello studio “I risultati delle prove TOLC 2025”, che analizza a fondo i test di accesso all’università dello scorso anno, rilevando alcune criticità su cui l’intero sistema dell’istruzione è chiamato a riflettere.
Le università che aderiscono al Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso (che da oltre 15 anni guarda al futuro) sono 63, tra queste Bologna, Parma, Ferrara e Modena-Reggio Emilia.

I campanelli d’allarme: competenze linguistiche e matematica

I punteggi medi in comprensione del testo (italiano) e matematica segnano il calo più rilevante. Andando a fondo nei dati si nota che nel TOLC-SU, quello che serve per i corsi di laurea umanistica, la comprensione del testo registra un -2,2% nel triennio 2023-25; nel TOLC-E (corsi di economia, statistica e scienze sociali) è la matematica a diminuire in modo più sensibile: -3%.

Conoscenze di base: un calo generalizzato

Rispetto al 2024 quasi tutti i TOLC evidenziano un calo del punteggio medio: -1.2 punti nel TOLC-LP, -1.1 nel TOLC-F, -0.6 nel TOLC-AV, -0.4 nel TOLC-PSI e TOLC-SU, -0.2 nel TOLC-E, nessuna variazione nel TOLC-I e nel TOLC-B.

In prospettiva pluriennale la diminuzione dei punteggi appare ancora più significativa:

TEST2025 vs 20242025 vs 20232025 vs 2022Punteggio medio 2025/punteggio max
TOLC-AV-0.6-0.9-1.717.8 / 50
TOLC-B0-0.2-1.717.9 / 50
TOLC-E-0.2-0.8-1.315.2 / 36
TOLC-F-1.1-2.3-4.822.6 / 50
TOLC-I0-0.3-1.122.2 / 50
TOLC-LP-1.2-3.2non erogato12.5 / 30
TOLC-PSI-0.4-0.6-0.822.0 / 50
TOLC-S+0.5*-0.2*-0.7*20.9 / 55
TOLC-SPS+0.2non erogatonon erogato18.1 / 40
TOLC-SU-0.4-0.6-1.725.9 / 50

* il TOLC-S è stato aggiornato nel 2025 con una nuova struttura, per questo motivo i dati non sono comparabili con quelli degli anni precedenti.

Il confronto fra i tipi di scuola

Chi ha frequentato i licei scientifico e classico ottiene performance migliori, anche se a seconda del tipo di test le cose variano. Questi i dati puntuali relativi al 2025:

TESTScuola di provenienza con punteggio più altoPunteggioScuola di provenienza con secondo punteggio più altoPunteggio
TOLC-AVLiceo scientifico22.2Liceo classico19.8
TOLC-BLiceo scientifico21.7Liceo tecnico o tecnologico17.1
TOLC-ELiceo scientifico18.7Liceo classico16.1
TOLC-FLiceo scientifico25.2Liceo classico23.2
TOLC-ILiceo scientifico26.2Liceo classico22.1
TOLC-LPLiceo scientifico14.8Liceo classico14.3
TOLC-PSILiceo scientifico26.6Liceo classico23.8
TOLC-SLiceo scientifico27.9Liceo classico20.1
TOLC-SPSLiceo scientifico21.3Liceo classico20.9
TOLC-SULiceo classico31.8Liceo scientifico29.7

Da Nord a Sud, risultati e tendenze

I punteggi non si distribuiscono in maniera uniforme per area di provenienza: chi frequenta una scuola del Nord-Est o Nord-Ovest ottiene punteggi mediamente più alti rispetto a chi ha studiato nel resto d’Italia.

I TOLC: caratteristiche, funzione e numeri

Il TOLC si fa via computer, nelle aule universitarie oppure a casa, e consiste in una serie di domande a cui si deve rispondere entro un tempo stabilito. Le domande sono raggruppate per materia e ricalcano i cosiddetti “sillabi”, vale a dire le conoscenze di base richieste da ciascun corso di laurea.

Le università usano i TOLC per verificare le conoscenze di base ed eventualmente assegnare gli OFA (Obblighi di Formazione Aggiuntivi), le attività di recupero da seguire durante l’anno per mettersi in pari. In alcuni casi, nei corsi ad accesso programmato, i TOLC sono test di selezione.

Già al penultimo anno delle superiori è possibile fare un TOLC e comprendere punti di forza e aree su cui è possibile migliorare. Il TOLC è quindi uno strumento “diagnostico” per gli studenti, che possono avere una fotografia dettagliata delle proprie conoscenze di base. Il test, in questo senso, è uno straordinario tool di orientamento, sempre più usato per comprendere le attitudini e progettare il futuro.

Durante lo scorso anno 1.199 corsi (quasi la metà del totale) hanno adottato un TOLC; 234.596 persone, di cui l’8,4% dall’estero, ne hanno fatto almeno uno, per un totale di 324.026 test erogati.

Il sondaggio orientarsi dopo la scuola

CISIA, che è molto attiva anche per l’orientamento, come negli scorsi anni ha realizzato “Orientarsi dopo la scuola”, sondaggio per capire le dinamiche della scelta universitaria. Al questionario di quest’anno hanno risposto oltre 3.500 persone fra iscritti a un corso di laurea, iscritti a scuola e diplomati non iscritti all’università.

Come e quando si sceglie l’università?

La grande maggioranza di chi si iscrive all’università, il 71%, decide a quale corso iscriversi durante l’ultimo anno di scuola; quasi la metà di questi lo fa dopo la maturità. Il 17.8% decide, invece, prima del penultimo anno.

Al primo posto, per distacco, fra i motivi per cui si sceglie un determinato corso c’è l’amore per ciò che si studia; questa tendenza “vocazionale” si conferma anche con la voce che figura in seconda posizione: “Per poter fare il lavoro de miei sogni”.

Chi non si iscrive lo fa principalmente perché non ha rispettato i requisiti previsti dal bando universitario, al secondo posto la scelta di rimandare la decisione seguita dalla decisione di lavorare e dalla constatazione di non potersi permettere gli studi.

Chi influenza la scelta universitaria?

Podio assoluto per famiglia e amicizie. Il peso dei docenti di scuola è meno rilevante. Chi non si iscrive afferma, invece, di decidere in autonomia.

Una volta all’università, cosa succede?

Il sondaggio rivela che gli aspetti relazionali, anche il rapporto con i docenti, sono fra le cose più facili da gestire una volta immatricolati. Passare al nuovo metodo di studio, comprendere la burocrazia e gestire gli appelli le cose più problematiche.

L’orientamento: cosa e quando si fa

L’orientamento avviene in oltre il 90% dei casi durante l’anno scolastico. Le principali attività sono gli open-day degli atenei, gli incontri sulle alternative all’università e le lezioni in aula. Gli studenti dimostrano di gradire ma ritengono scarsamente efficaci le lezioni in aula, mentre vorrebbero vivere una giornata in università, simulando la vita accademica.

La scuola, specie grazie ai docenti delle materie scientifiche, è al primo posto per far conoscere le attività di orientamento, e quando non organizza alcuna attività, gli studenti non fanno orientamento.

L’orientamento serve davvero?

Sì, a giudicare dalla soddisfazione di chi si è iscritto, in particolare quella di chi ha considerato il TOLC anche come strumento di orientamento.

Conoscenze di base, orientamento e futuro universitario: le conclusioni

Affinché la dialettica (come l’ha definita il presidente CISIA) fra generazione Z e conoscenze di base, possa portare a un’evoluzione positiva, è necessario studiare a fondo i ragazzi e le ragazze di oggi, i loro stili cognitivi, le loro esigenze formative. Ruolo strategico, in questo senso, è quello dell’orientamento, che deve passare da attività di fine scuola a progetto continuo che accompagna chi studia già dai primi anni e lo segue anche dopo l’inizio dell’università.

CISIA: cosa farà il consorzio nei prossimi anni

Ci aspetta un futuro in cui dobbiamo consolidare il ruolo dell’orientamento, ritenuto sempre più strategico dai vari attori in gioco; per farlo sarà necessario sviluppare in modo ancor più organico gli studi che raccordano esito dei test di ingresso e carriera universitaria”, afferma il professor Betta, che precisa: “Altro grande scenario da sviluppare è quello di chi, dall’estero, vuole iscriversi all’università italiana, fronte su cui amplieremo in maniera significativa i servizi”.

Guardare al futuro è la nostra ragion d’essere, lo facciamo da oltre 15 anni assieme alle università e a chi studia. Nei prossimi anni, ma già da oggi, punteremo sul dialogo fra i soggetti che animano il sistema-istruzione e sulle innovazioni. Contribuire in maniera concreta a rendere più consapevoli i progetti di futuro delle nuove generazioni, è il ruolo che ci assegnano gli atenei e che vogliamo fare al meglio delle nostre possibilità” suggella l’ingegner Giuseppe Forte, direttore CISIA.