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Liberazione,  ricordato a Santa Sofia il salvataggio di soldati alleati e di generali inglesi 

(Sesto Potere) – Santa Sofia – 30 aprile 2026 – È stato un racconto corale quello che ha caratterizzato i due appuntamenti di martedì 28 aprile 2026 a Santa Sofia, prima in località Nocina e successivamente al Centro culturale Sandro Pertini.

I due appuntamenti hanno consentito di raccontate le azioni svolte dalla Resistenza, tra il 1943 e il 1944, per salvare alcune centinaia di soldati degli eserciti alleati e un gruppo di alti ufficiali inglesi, in particolare il generale di Corpo d’armata, già comandante del Fronte mediorientale, Philip Neame, il maresciallo generale della Royal Air Force Ower Tudor Boyd e il generale di brigata Richard Nugent O’ Connor, che aveva compiuto l’avanzata inglese sul fronte nord africano.

Il primo momento si è tenuto nel punto in cui nel 2015 furono collocati i “Grandi Sassi della Memoria”; un tangibile segno della “trafila patriottica”, dell’importante impegno per il salvataggio dei soldati alleati e per il contributo dato alla Liberazione del territorio, nonché un ricordo per tutti gli uomini che misero a rischio la propria vita in quella difficile situazione. Un luogo dove ancora si respira l’eroismo della “Trafila democratica”, da equiparare alla “Trafila garibaldina” del 1849, quando i patrioti romagnoli salvarono Giuseppe Garibaldi e il Maggiore Leggero ricercati dall’esercito austriaco dopo la soppressione della Repubblica Romana. 

Da evidenziare che fra il numeroso gruppo di partecipanti, che ha deposto una pianta di rose in ricordo di tutti coloro che si prodigarono per aiutare i soldati alleati, la presenza di alcune anziane signore che negli anni del passaggio del fronte, durante il Secondo conflitto mondiale, erano delle ragazzine. Esse hanno ricordato che l’ospitalità data ai soldati e agli ufficiali alleati sfidava il pericolo di morte per amore della libertà.

​La serata è poi proseguita a Santa Sofia con la presentazione del volume “Un taccuino per una vita. Pensiero e azione di Tonino Spazzoli”, alla presenza di diversi familiari di Tonino e Arturo Spazzoli. Hanno aperto la serata gli interventi di Chiara Bellini, assessora del Comune di Santa Sofia, che ha evidenziato il valore fondamentale della memoria e che occorre fare tesoro degli insegnamenti della storia, poi, a seguire, Orfeo Amadori, vice presidente di Sophia in Libris, e Paolo Bresciani, presidente della sezione locale dell’ANPI.

​Leandro Milanesi, presidente CNA Pensionati Forlì-Cesena, ha fatto una fotografia dell’Italia dell’epoca ed ha ricordato con affetto Sergio Giammarchi, protagonista della Resistenza per aver militato nella Brigata Corbari e nel Dopoguerra figura storica dell’artigianato forlivese.
​Antonio Spazzoli ha svelato che la realizzazione del volume è iniziata dallo studio del materiale di grande interesse storico (documenti, lettere, fotografie e cimeli del nonno Tonino) che era conservato in due scatoloni rimasti chiusi per decenni, ora tutto consultabile sul sito dell’associazione culturale dedicata ai fratelli Spazzoli. Poi ha messo in risalto la grande capacità di organizzatore dell’antifascismo e della Resistenza che Tonino Spazzoli ha esercitato negli anni 1943 e 1944, potendo anche contare su una fitta rete di contatti con chi combatteva contro l’occupazione tedesca e i fascisti della Repubblica di Salò.

Erano uomini e donne di diverse estrazioni sociali e di differente credo politico, in particolare repubblicani, socialisti e azionisti che ebbero un ruolo primario nel far rientrare nei ranghi dell’esercito inglese gli alti ufficiali nascosti alla Seghettina. Dalle sue parole si è percepito che questa non è solo “storia scritta”, ma vita vissuta sulla pelle dell’intera e numerosissima famiglia come quella degli Spazzoli. 

​Infine, i racconti di tre esperti che si occupano di storia locale: Oscar Bandini, Maurizio Gioiello e Gabriele Zelli hanno condotto i numerosi presenti in un viaggio storico che partì dall’alto Appennino di Santa Sofia e Bagno di Romagna. Un viaggio che attraversò successivamente le località turistiche di Cervia, di Milano Marittima e di Riccione per riuscire, via mare, a fare arrivare a Termoli, e comunque oltre le linee nemiche, moltissimi soldati alleati che dopo l’8 settembre 1943 erano stati liberati dalle carceri italiane del centro e del Nord, unendo l’intera Romagna in quel cammino che ha consentito di ottenere la libertà.