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Capitale della Cultura, de Pascale e Allegni: “Il nostro territorio ne esce più coeso, più consapevole e più forte”

(Sesto Potere) – Bologna – 18 marzo 2026 – “Una straordinaria alleanza territoriale e una nuova consapevolezza della ricchezza culturale del nostro territorio. Forlì e Cesena escono rafforzate dal lavoro portato avanti per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028. Un forte ringraziamento va ai sindaci, Zattini e Lattuca, per il lavoro svolto e l’impegno che hanno dedicato al progetto, sostenendo tutti coloro che hanno contribuito alla preparazione del dossier. Indipendentemente dall’esito finale, i sindaci hanno rappresentato al meglio il valore e la qualità di questo percorso e, anche nelle parole pronunciate oggi, hanno dato prova concreta di cosa significhi mettere al centro la cultura e la collaborazione istituzionale. I ‘Sentieri della Bellezza’ non si interrompono certo oggi, siamo pronti a lavorare insieme perché questa esperienza positiva possa evolvere nel tempo a beneficio delle cittadine e dei cittadini dell’intera Emilia-Romagna”.

Con queste parole il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, (i due nella foto), commentano l’esito della proclamazione oggi della Capitale italiana della Cultura 2028 che ha visto vincitrice la città di Ancona.

La cerimonia si è svolta nella Sala Spadolini del Collegio Romano, sede del ministero della Cultura a Roma, presenti i sindaci di Forlì e Cesena, Gian Luca Zattini ed Enzo Lattuca assieme a Gianfranco Brunelli, presidente del comitato scientifico.

La candidatura di Forlì-Cesena era entrata ufficialmente nella rosa delle dieci finaliste lo scorso 20 gennaio con il progetto ‘I Sentieri della Bellezza’, presentato il 25 settembre 2025 al ministero della Cultura.

Il 26 febbraio si era svolta l’audizione pubblica davanti alla giuria, nel corso della quale la delegazione romagnola aveva illustrato i contenuti del dossier.

Con ‘I Sentieri della Bellezza’ la Romagna si è presentata al Paese come un’unica destinazione culturale: un filo invisibile che unisce il mare all’Appennino, i grandi centri urbani ai piccoli borghi dell’entroterra e ne racconta l’identità più autentica.

“Il dossier presentato è un vero piano strategico culturale e sostenibile, capace di orientare le politiche del territorio nei prossimi anni, che avrà l’appoggio della Regione- aggiungono de Pascale e Allegni– e per il quale siamo pronti a lavorare fin da subito, insieme. Grazie quindi ancora ai sindaci che dopo l’alluvione hanno coinvolto le comunità in una visione e progettazione collettiva che ha messo al centro la cultura e il lavoro delle istituzioni come motore di bellezza e di attrattività di un territorio e delle persone che lo vivono”.