mercoledì, Marzo 18, 2026
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Capitale della cultura, Turroni (Verdi): “il pomposo progetto forlivese ha arrancato nelle ultime posizioni”

(Sesto Potere) – Forlì – 18 marzo – “Non ce l’hanno fatta.  In un discorso pieno di retorica il Ministro Giuli  ha gelato le aspirazioni dei forlivesi che, nonostante gli ammiccamenti alle trascorse glorie del ventennio, sono affondate, come è giusto.  Miglio bianco e altri penosi sforzi volti a far dimenticare la catastrofe della cultura forlivese di questi anni, i suoi musei chiusi, lo smantellamento di quelli aperti, un centro storico abbandonato, la casa natale di Morgagni abbattuta,  la profusione di panem et circenses spacciati come eventi culturali, e potremmo continuare a lungo, non hanno ottenuto nulla.  A quel che si sa addirittura il pomposo progetto forlivese ha arrancato nelle ultime posizioni, altro che capitale. Inutile il gigantismo, inutili le gite in bus (ispirate da quelle delle pentole?), inutile il “soccorso rosso” di Cesena che è valso solo a zittire per mesi l’opposizione, inutile la propaganda. La cultura, perfino quella di Giuli che cita Bottai e pronuncia 10 volte la parola nazione, è altra cosa”: così in una nota inviata oggi ai mass media il forlivese Sauro Turroni, già deputato e senatore dei Verdi ed oggi consigliere federale nazionale di Europa Verde, commenta l’esito della proclamazione della Capitale italiana della cultura 2028 che ha visto spuntarla Ancona.