lunedì, Marzo 16, 2026
HomeEconomiaGuerra in Iran, Codacons: boom costo gasolio: 2,07 euro al litro, 415...

Guerra in Iran, Codacons: boom costo gasolio: 2,07 euro al litro, 415 euro in più all’anno per ogni automobilista

(Sesto Potere) – Roma – 26 marzo 2026 – La guerra in Medio Oriente costa oggi agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più al giorno solo a titolo di rifornimenti di carburante al distributore. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno studio per analizzare l’impatto della crisi sulle tasche dei cittadini.

Dal 27 febbraio, prima dello scoppio del conflitto, alla data del 14 marzo il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del +18,5%, + 32,2 centesimi al litro, pari ad una maggiore spesa da +16 euro a pieno – analizza il Codacons – La benzina è rincarata del +9,1% (+15,3 centesimi al litro), con una maggiore spesa sul pieno da +7,6 euro.
Un incremento dei listini che, considerando solo le vendite giornaliere di carburanti sulla rete ordinaria (strade e autostrade), costa ogni giorno agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più rispetto al periodo pre-conflitto.

In media infatti sulla rete ordinaria italiana vengono venduti 40,1 milioni di litri di gasolio e 23,9 milioni di litri di benzina al giorno, per un totale di oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno: aggiunge il Codacons.

Una maggiore spesa che, tuttavia, equivale anche a maggiori entrate per le casse statali: considerando che le tasse su benzina e gasolio pesano circa per il 58% sul prezzo finale alla pompa, lo Stato incamera oggi a titolo di Iva e accise 9,5 milioni di euro in più al giorno rispetto a fine febbraio grazie ai rincari dei carburanti sulla rete ordinaria.

E in base ai dati Mimit aggiornati al 15 marzo, il gasolio è salito ulteriormente raggiungendo alla pompa una media di 2,07 euro al litro, ossia ben 34 centesimi di euro in più rispetto al periodo pre-conflitto: questo significa che un pieno di diesel costa ad ogni automobilista la bellezza di 17,3 euro in più, ben 415 euro in più all’anno con una media di due pieni al mese.

Il Codacons ha inoltre realizzato delle proiezioni sulle conseguenze dei rialzi generalizzati di tariffe e prezzi al dettaglio legati alla crisi del Medio Oriente: qualora la situazione in corso dovesse portare l’attuale inflazione in Italia ad un livello pari al +2%, la spesa della famiglia tipo, a parità di consumi, salirebbe di +661 euro annui, con un impatto sulla collettività da +17 miliardi di euro.
Ma se l’inflazione dovesse salire al +5%, la maggiore spesa per la stessa famiglia sarebbe di +1.653 euro annui, con una stangata complessiva sugli italiani da 42,6 miliardi di euro su base annua : aggiunge ancora il Codacons.

“E di fronte dei carburanti il governo sceglie la strada sbagliata, rifiutando di tagliare le accise come prevede la normativa italiana e annunciando i soliti inutili palliativi che varranno solo per le famiglie meno abbienti senza apportare reali benefici alla collettività”: afferma il Codacons, dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
Il governo sembra orientato ad approvare un bonus anti-rincari per le famiglie con Isee sotto i 15mila euro e a concedere sgravi fiscali alle imprese più esposte al conflitto in Iran e che devono sopportare il costo di bollette più alte e del blocco dell’export.
“Il ministro boccia su tutta la linea il possibile taglio delle accise, fornendo a supporto delle sue tesi numeri inesatti – spiega il Codacons – La riduzione della tassazione sui carburanti operata da Draghi nel marzo del 2022 portò infatti l’indice nazionale dell’inflazione a calare in modo immediato dello 0,5% (dal 6,5% al 6%) che, tradotto in soldoni e considerata la spesa per consumi delle famiglie italiane dell’anno 2022, equivale ad un risparmio da circa 4 miliardi di euro per la collettività dei consumatori. Senza contare che nel 2022 senza i benefici diretti e indiretti del taglio delle accise il tasso di inflazione in Italia sarebbe schizzato ancora più in alto.”
“La strada segnata dal Ministro Urso per affrontare l’emergenza carburanti, e che sembra mirare ai soliti bonus in favore delle famiglie meno abbienti, rappresenta un palliativo inutile che non risolve il problema e non apporta benefici all’intera collettività”: denuncia il Codacons