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Valle Savio e comuni montani, Confartigianato Cesena: “Il Piano per l’assetto idrogeologico frena le imprese”

(Sesto Potere) – Cesena – 7 marzo 2026 – Il nuovo Piano per l’Assetto Idrogeologico preoccupa anche il mondo delle imprese territoriali. Sul tema interviene il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, che chiede maggiore confronto e tempi più adeguati prima dell’entrata in vigore dei nuovi vincoli.

L’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po ha adottato una variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Po, con l’obiettivo di estendere le sue disposizioni anche ai territori dei bacini del Reno, dei bacini romagnoli, del Conca e del Marecchia. Il PAI è uno strumento di pianificazione che individua le aree esposte a rischio idraulico e idrogeologico – come alluvioni, frane e dissesti – e stabilisce, in queste zone, limitazioni e regole per le trasformazioni urbanistiche ed edilizie, al fine di ridurre i rischi per persone, infrastrutture e attività economiche.

La variante introduce nuove perimetrazioni delle aree a rischio e, di conseguenza, nuovi vincoli che incidono direttamente sulla possibilità di costruire, ampliare o trasformare immobili in diverse porzioni del territorio. Un provvedimento che riguarda non solo la pianura e le aree soggette a esondazione, ma anche le zone collinari, duramente segnate dalle migliaia di frane registrate dopo gli ultimi eventi alluvionali.

«Il piano idrogeologico non rappresenta solo un fattore tecnico – osserva il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, composto da Daniela Pedruzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto– ma può incidere in modo significativo sulle condizioni di sviluppo del nostro territorio nei prossimi anni. Per questo riteniamo necessario un più ampio coinvolgimento delle forze economiche e sociali».

Confartigianato sottolinea la necessità di aprire un confronto più approfondito sul provvedimento. «Occorrono tempi più lunghi per il dibattito e per la presentazione delle osservazioni – prosegue il Gruppo di Presidenza – e sarebbe auspicabile anche una gradualità nell’entrata in vigore dei nuovi vincoli, per evitare di bloccare investimenti già programmati e finanziati dalle imprese».

Confartigianato Valle Savio evidenzia inoltre che l’adozione in salvaguardia del Piano sta già creando difficoltà alle pratiche in corso. «Si genera confusione tra uffici pubblici e tecnici progettisti – sottolinea l’associazione – e alcuni progetti, alla luce delle nuove norme più restrittive, oggi non sono più realizzabili. Questo comporta danni per cittadini e imprese che hanno già investito risorse, con il rischio di perdere anche finanziamenti».

L’associazione condivide inoltre le preoccupazioni espresse da diversi sindaci dei piccoli comuni collinari e montani, dove le nuove perimetrazioni potrebbero rendere superate molte delle pianificazioni urbanistiche già approvate o in fase di elaborazione. Anche i Piani Urbanistici Generali dei Comuni dovranno infatti essere adeguati al Pai, con ulteriori costi e tempi più lunghi per le amministrazioni locali.

«In alcuni casi – evidenzia Confartigianato – questi vincoli rischiano paradossalmente di produrre effetti opposti a quelli desiderati. Impedire nuove costruzioni o ampliamenti nelle aree interessate da frane potrebbe favorire l’abbandono del territorio. E quando un territorio viene abbandonato, il rischio di dissesto idrogeologico può addirittura aumentare».

Per questo Confartigianato Cesena chiede che il piano venga accompagnato da un percorso di confronto reale con enti locali, ordini professionali, associazioni di categoria e cittadini. Secondo l’associazione sarebbe stato più corretto arrivare all’approvazione definitiva del provvedimento dopo un confronto approfondito, evitando di applicare immediatamente norme così vincolanti, che rischiano di frenare investimenti e attività economiche in un territorio già duramente colpito dagli eventi alluvionali degli ultimi anni.