(Sesto Potere) – Roma – 27 febbraio 2026 – Gli italiani non rinunciano al meritato soggiorno sulla neve: per la stagione invernale di quest’anno, nel trimestre compreso tra gennaio e marzo, in 9,1 milioni hanno scelto o sceglieranno le piste innevate come destinazione della propria vacanza. Di essi, 2,7 milioni si concederanno solo un fine settimana, mentre i più “irriducibili” (0,7 mln) aggiungeranno un ulteriore week end al periodo dedicato alla montagna. Si tratta di un movimento turistico che genererà un giro di affari complessivo di 6,7 miliardi di euro.
I dati, frutto dell’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, confermano quanto la cosiddetta “settimana bianca” rappresenti un must per gli italiani, ovvero una irrinunciabile opportunità per concedersi una vacanza nella stagione invernale.
La scelta della destinazione, sia per coloro che prevedono soggiorni più lunghi sia per chi si muoverà solo nel fine settimana, si orienterà soprattutto nel Belpaese, principalmente nelle regioni del Nord. Per ciò che riguarda le destinazioni straniere, esse verranno prese in considerazione da una percentuale di viaggiatori decisamente di nicchia.
I RISULTATI DELL’INDAGINE
Sono circa 9,1 milioni gli italiani che, tra gennaio e marzo 2026 hanno scelto (o sceglieranno) la neve come meta delle vacanze invernali: 6,4 milioni hanno fatto una settimana bianca e, tra questi, 700mila hanno aggiunto anche uno o più fine settimana sulla neve.
Sono invece 2,7 milioni gli italiani che hanno deciso di optare per le località sciistiche solamente durante il week end.
Nel complesso, nel corso dei primi tre mesi dell’anno, gli arrivi nei luoghi dedicati allo sci saranno 13 milioni (compresi coloro che sono andati più volte nel corso della stagione).
Il giro di affari complessivo sarà pari a 6,7 miliardi di euro.
LE SETTIMANE BIANCHE
LE DESTINAZIONI PREFERITE – Il 75% di chi ha fatto o farà la settimana bianca ha scelto l’Italia settentrionale; il 21,2% ha optato per il Centro-Sud mentre il 3,8% ha scelto destinazioni estere. Tra le regioni italiane più frequentate per la neve si distinguono il Piemonte, il Trentino-Alto Adige, la Lombardia, la Valle d’Aosta e il Veneto.
LA SPESA MEDIA – La spesa media pro capite sostenuta per la settimana bianca comprensiva di tutte le voci (trasporto, alloggio, cibo, impianti, corsi di sci, divertimenti), è di 706 euro.
LA DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze sulla neve si spalma su tutte le componenti della filiera turistica, distribuendo ricchezza sul territorio. Il 28,8% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 27,6% al pernottamento, il 20% alle spese di trasporto, il 9,6% allo shopping e il 14% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).
L’ALLOGGIO – Il 28,4% ha scelto l’albergo o villaggio turistico per il proprio soggiorno, il 21,5% si è indirizzato sui B&B, mentre il 15,6% si è orientato sulla casa di parenti o amici.
QUANDO SI PRENOTA – La prenotazione si fa con largo anticipo: quasi il 70% (69,2%), prenota fino a un mese prima della partenza.
SCELTA DELLA LOCALITA’ – I criteri che guidano la scelta della località sono: le bellezze naturali (71%), i divertimenti che offre (24,5), la sua raggiungibilità (22,8%), il legame con un luogo dove si va di consueto a fare la settimana bianca (20,5%). Per il 20% la scelta della località è collegata al fatto di potersi dedicare al relax e per il 17,2% per poter svolgere attività sportiva.
I MOTIVI DI NON VACANZA – Tra coloro che hanno deciso di non andare in vacanza per la neve, il 52,4% ha rinunciato per mancanza di disponibilità economiche, il 19,2% per l’aumento del costo della vita.
I WEEK END SULLA NEVE
LE DESTINAZIONI PREFERITE – Per coloro che hanno scelto di dedicarsi alla montagna solo nel periodo del fine settimana, le mete privilegiate sono quelle di prossimità e dunque aumentano le destinazioni verso le regioni dell’Italia centro-meridionale (34,6%), anche se le località del nord restano comunque ampiamente in testa (65,3%).
LA SPESA MEDIA – La spesa media pro capite di chi ha fatto solo week end sulla neve, è di 315 euro così divisi: pasti 25,9%, pernottamento 23,8%, viaggio 18,6%, shopping 7,4% e altre spese 24,3%.
I PROFILI DEGLI SCIATORI
L’universo degli italiani adulti che nella stagione invernale 2025-2026 scelgono una vacanza sulla neve è stimato in 6,2 milioni di persone. L’analisi di Tecnè per Federalberghi evidenzia un mercato solido e maturo, al cui interno si distinguono cinque macro-profili che sintetizzano comportamenti, aspettative e posizionamento economico della domanda.
- I custodi della tradizione bianca (32%)
Rappresentano il segmento più stabile e strutturale del turismo invernale italiano. Si tratta prevalentemente di adulti tra i 35 e i 60 anni, appartenenti alla classe media consolidata, con un forte orientamento alla programmazione e alla continuità. Le motivazioni principali sono le bellezze naturali, il desiderio di riposo e la continuità legata all’abitudine. Prediligono destinazioni del Nord Italia, con forte concentrazione in Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto.
Profilo di consumo: spesa medio-alta ma razionale; attenzione al rapporto qualità/prezzo; fedeltà alla struttura ricettiva; permanenze di 5-7 notti.
- Le famiglie generative (23%)
Segmento strategico per la sostenibilità futura del comparto. Adulti tra 30 e 45 anni con figli in età scolare, concentrano la vacanza nei periodi di pausa scolastica. La scelta è guidata da sicurezza, scuole sci e servizi dedicati ai bambini. La montagna è esperienza educativa e relazionale.
Profilo di consumo: budget rilevante ma elevata sensibilità al prezzo finale; attenzione a pacchetti famiglia e promozioni.
- I metropolitani della fuga breve (18%)
Segmento urbano e dinamico, composto da adulti tra 25 e 45 anni residenti nelle grandi città. Vivono la montagna come pausa intensa e concentrata.
Motivazioni principali: divertimento e facilità di raggiungimento.
Profilo di consumo: spesa medio-alta concentrata in pochi giorni; maggiore apertura al last minute; consumo integrato tra sci, ristorazione e servizi.
- I puristi della pista (15%)
Segmento con forte connotazione sportiva, prevalentemente maschile, tra i 30 e i 55 anni. La pratica sciistica rappresenta la motivazione primaria.
La scelta è guidata da qualità delle piste, efficienza degli impianti e condizioni della neve.
Profilo di consumo: investimento prioritario in skipass e attrezzatura; minore centralità del comfort alberghiero.
- Gli esteti dell’alta quota (12%)
Segmento orientato alla qualità complessiva dell’esperienza. Adulti tra 25 e 55 anni con reddito medio-alto, sensibili a design, ristorazione e benessere.
Motivazioni: esclusività, scoperta di luoghi nuovi, identità territoriale.
Profilo di consumo: alta propensione alla spesa; predilezione per strutture medio-alte; ricerca di esperienze distintive.
IL COMMENTO
“Il quadro della nostra indagine configura uno scenario variegato – ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – Innanzitutto rivela una stagione invernale in crescita, elemento che rafforza il senso di solidità del nostro settore. Ma vediamo anche una domanda che si esprime in due direzioni: da una parte verso l’esperienza più completa della settimana bianca, dall’altro verso la fruizione della montagna a misura di week end, una scelta più flessibile per la gestione del budget ed anche del calendario delle partenze”.
“Sono certo che – ha aggiunto Bocca – nel contesto generale, l’evento delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 abbia rappresentato un plus, incentivando in modo indiretto le intenzioni di viaggio degli italiani e rendendo ancor più vivo l’interesse per le nostre montagne e, più in generale, per il soggiorno sulla neve”.
“Ritengo sia interessante anche osservare il profilo degli sciatori evidenziato dall’indagine. Il grosso dei numeri si concentra su quelli che potremmo definire i “custodi” della tradizione bianca, coloro cioè che rappresentano il segmento più strutturato del turismo invernale italiano”.
“Purtroppo non possiamo trascurare il dato di coloro per i quali l’aumento del costo della vita ha costituito un deterrente nella pianificazione di un soggiorno in montagna – ha concluso Bocca – Molti, infatti, si sono visti costretti a rinunciare o comunque a ridurre le proprie aspettative, tagliando gli extra e magari scegliendo soluzioni decisamente più economiche”.
METODOLOGIA
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 16 e il 23 febbraio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (58%), c.a.m.i. (12%) e c.a.w.i (30%) un campione di 4.000 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione. Il margine d’errore è +- 1,5%. Rispetto all’indagine fatta a gennaio per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina è stato indagato un periodo più ampio (tutto il primo trimestre) e sono stati conteggiati anche i minorenni.

