(Sesto Potere) – Bologna. 9 marzo 2026 – L’Università di Bologna interviene con 2,5 milioni di euro, di risorse proprie, per sostenere studentesse e studenti che, pur risultando idonei nelle graduatorie regionali per il diritto allo studio, non hanno ottenuto la borsa per insufficienza di fondi disponibili.
Si tratta di un intervento straordinario che fa fronte a un fenomeno che da molti anni era del tutto sconosciuto nella nostra Regione: quello degli idonei non beneficiari, ossia studentesse e studenti che, pur avendo diritto alla borsa di studio secondo i criteri stabiliti dall’annuale bando di ER.GO – Azienda regionale per il diritto agli studi superiori, hanno visto deluse le loro aspettative perché i fondi a disposizione si sono rivelati insufficienti.
Si tratta spesso – e specialmente all’Alma Mater – di studenti fuori sede e studenti internazionali che per trasferirsi e per vivere nelle sedi universitarie affrontano un impegno finanziario e personale consistente. La borsa di studio, dunque, è per loro un aiuto fondamentale.
«La nostra è una decisione eccezionale di fronte a una crisi che speriamo resti eccezionale», dichiara il Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, Prof. Giovanni Molari. «È una scelta di equità che abbiamo assunto con massima responsabilità, pur in una congiuntura economica poco favorevole. Ringrazio il Consiglio di Amministrazione per aver subito aderito alla mia proposta. Ringrazio il Senato Accademico che, negli scorsi mesi, mi aveva dato mandato di esplorare tutte le soluzioni possibili. Ringrazio il Consiglio degli Studenti che è stato costantemente coinvolto e ha deciso di destinare a questo fine il fondo annuale che l’Ateneo dà loro in uso per il miglioramento dei servizi studenteschi».
ER.GO si è sempre distinta fra i migliori enti per il diritto allo studio italiani e, anche quando in diverse Regioni si registrava un alto numero di idonei non beneficiari, è sempre riuscita a garantire la borsa di studio a tutti gli aventi diritto. Benché il bando preveda chiaramente che la borsa possa non essere assegnata per carenza di fondi, tale eventualità è stata a lungo teorica. Ma non quest’anno. L’impossibilità di pagare tutte le borse di studio è stata annunciata già lo scorso autunno, molto in anticipo rispetto a quanto fatto negli anni precedenti, ma in queste settimane è giunta la conferma: un alto numero di studenti – tutti matricole, perché il bando ER.GO dà la precedenza agli iscritti ad anni successivi al primo – non potrà ricevere le previdenze attese. E ciò benché la Regione sia intervenuta con fondi ulteriori.
All’Alma Mater si tratta, secondo i dati più aggiornati, di circa 930 studentesse e studenti provenienti da tutte le parti d’Italia e del mondo (sono circa 580 gli internazionali), per un fabbisogno complessivo di circa 5 milioni di euro.
A questo punto l’Ateneo, che monitora da mesi la situazione, ha deciso di intervenire. È stato necessario attendere i dati definitivi delle immatricolazioni – che, per gli internazionali, si stabilizzano solo a fine febbraio – per avere una stima precisa del fenomeno. Ora che i dati sono complessivamente stabilizzati, il Rettore – sentito il Consiglio di Amministrazione, che si è dichiarato all’unanimità favorevole – si prepara a firmare un decreto d’urgenza per un ammontare di 2,5 milioni di euro
Si tratta dell’importo più alto fra quelli degli Atenei regionali che si sono impegnati a intervenire con fondi propri. L’Alma Mater trasferirà al più presto l’intero ammontare del contributo a ER.GO onde garantire che la propria misura abbia efficacia immediata.
Non solo: l’Ateneo ha chiesto a ER.GO che i propri fondi siano distribuiti fra tutti gli idonei non beneficiari, in modo che nessuno sia escluso. Scorrere linearmente le graduatorie, infatti, comporterebbe pagare per intero solo una parte delle borse di studio. In questo modo, invece, tutti gli aventi diritto potranno usufruire di un sostegno economico corrispondente a circa il 50% della borsa che avrebbero dovuto ricevere dalla Regione.
Questi 2,5 milioni di euro si aggiungono al contributo che ogni anno l’Ateneo destina a ER.GO per consentire il pagamento delle borse di studio a tutti gli idonei: oltre 2 milioni nell’ultimo quadriennio, per un ammontare che oscilla fra i 500 mila e i 600 mila euro all’anno.
Nelle scorse settimane, inoltre, l’Alma Mater ha scritto alle fondazioni dei territori del Multicampus per sollecitarli a contribuire con un intervento straordinario. Qualche cenno in tal senso è già giunto e si può sperare che altri fondi si aggiungano a quelli dell’Ateneo.
Infine, c’è l’auspicio che i fondi regionali accantonati per chi si è iscritto dopo la fine del semestre filtro siano utilizzati, per quanto di essi residuerà una volta formate le nuove graduatorie, per giungere il più possibile vicini al 100% delle borse di studio.
«Ora è indispensabile che si proceda con massima urgenza, nelle sedi idonee, a programmare il diritto allo studio dei prossimi anni», aggiunge il Rettore Molari. «Lo abbiamo chiesto fin da subito e torniamo a chiederlo: occorre dare garanzie realistiche a chi sceglie il nostro Ateneo o comunque la Regione Emilia-Romagna. E occorre che la Regione e tutti gli Atenei decidano di concerto, non con autonomi e poco provvidi annunci stampa come è avvenuto nelle scorse settimane. Noi abbiamo sempre dichiarato che avremmo atteso febbraio per una stima esatta del fabbisogno e che poi saremmo intervenuti. Così abbiamo fatto. Per i prossimi mesi mi attendo un’azione coordinata che induca a riflettere anche su temi quali le modalità di accesso ai corsi di studio, che devono attenersi a criteri di massima serietà, e l’attivazione della nuova offerta formativa, che deve sempre tener conto della sostenibilità. Altrimenti scelte e tattiche dei singoli possono mettere in sofferenza tutto il sistema».
«In questi anni – continua il Rettore – l’Alma Mater ha compiuto scelte decise e a volte difficili in termini di politiche di accesso (siamo stati i primi, e a lungo gli unici, ad avversare i test svolti a distanza), di offerta formativa rigorosamente in presenza e sempre attenta alla sostenibilità di lungo periodo. Avremmo potuto fare scelte diverse che – data la nostra forza e il nostro prestigio internazionale – ci avrebbero consentito risultati numericamente rilevanti e molto più redditizi. Abbiamo preferito e continueremo a preferire la serietà alla convenienza. E ora, con questo impegno straordinario sulle borse di studio, che pure non sono nostra materia di competenza, confermiamo la nostra volontà di congiungere la massima qualità formativa con la massima inclusività».

