(Sesto Potere) – Rimini – 7 gennaio 2026 – SIGEP World – The World Expo for Foodservice Excellence, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), tornerà alla Fiera di Rimini da venerdì 16 a martedì 20 gennaio 2026 con il meglio delle 6 filiere presenti: gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione, pizza e caffè. Filiere che, sulla base delle principali elaborazioni delle associazioni di categoria, valgono complessivamente oltre 40 miliardi di euro tra consumi interni, export e indotto, confermandosi comparto strategico per l’economia nazionale.
GELATO ARTIGIANALE: FATTURATO VICINO AI 3 MILIARDI E CONSUMI ESTIVI IN CRESCITA
Nel 2024 il fatturato del settore del gelato artigianale in Italia ha sfiorato i 3 miliardi di euro, in crescita tra lo 0,5% e l’1% rispetto al 2023, confermando il ruolo del nostro Paese come mercato di riferimento in Europa. E i dati sono positivi anche per quest’anno visto che secondo i numeri di CREST-Circana e dell’Associazione Italiana Gelatieri, elaborati dall’Osservatorio SIGEP i consumi di gelato artigianale in Italia (a valore) nel 2025 hanno registrato un incremento di circa +3% rispetto all’estate 2024, periodo in cui si concentra almeno il 70% del giro d’affari annuo del settore.
Più in generale, nel Vecchio Continente si contano oltre 65.000 punti vendita e circa 300.000 addetti dedicati al gelato artigianale. In Italia i punti vendita che offrono gelato artigianale sono circa 39.000, suddivisi in 9.235 gelaterie, 12.000 pasticcerie e circa 18.000 bar. La filiera nel suo complesso – che include gelaterie, ingredienti, macchine, attrezzature e vetrine – ha superato nel 2024 i 4 miliardi di euro di fatturato, dando lavoro in Italia a oltre 120.000 persone.
Il settore degli ingredienti e semilavorati per gelato conta 65 imprese e nel 2024 ha sviluppato circa 1,1 miliardi di euro di fatturato, stabile sul 2023, con una quota export salita al 67% e una stima di 4.000 addetti tra diretti e reti commerciali. Il comparto delle macchine, vetrine e arredamenti per gelateria ha chiuso il 2024 con un giro d’affari di circa 670 milioni di euro (+3% sul 2023), oltre il 70% dei quali destinato ai mercati esteri, dando lavoro a circa 1.500 addetti in Italia.
PASTRY & CHOCOLATE: DOLCI DI RICORRENZA, SEGMENTO PREMIUM IN CRESCITA E MERCATO DEL CIOCCOLATO IN RIPRESA
Nel comparto della pasticceria artigianale, secondo Confartigianato nel 2024 erano attive in Italia oltre 54.000 imprese, di cui 38.000 artigiane (circa il 71%). Per i dolci di ricorrenza legati alla Pasqua, nel 2025 si stimano 37.000 imprese coinvolte, con una difficoltà di reperimento di manodopera qualificata che raggiunge il 58,7% delle assunzioni previste per pasticceri, gelatieri e panettieri artigiani. L’Osservatorio SIGEP Natale 2025, su elaborazioni Circana, rileva un aumento dei consumi di dessert fuori casa nei cinque principali Paesi europei, con 3,2 miliardi di porzioni (+6% sul 2024). In Italia la crescita si attesta a +2,3%, confermando il ruolo centrale del dessert nella ristorazione. Il panettone – nelle versioni classiche e premium – si conferma il prodotto trainante delle festività: alcuni pasticcieri intervistati nell’Osservatorio SIGEP Natale hanno evidenziato un’espansione della domanda anche all’estero, con incrementi nel 2025 stimati intorno a +28% a Parigi, +40% a New York e +80% a Hong Kong. Sul mercato interno, Confartigianato segnala per il 2024 una crescita dei fatturati compresa tra +4% e +5%, mentre Codacons registra un aumento medio del +4% dei prezzi di panettoni e pandori industriali rispetto al 2023; le versioni artigianali premium oscillano tra 30 e 35 euro/kg.
All’interno della filiera rientra anche il comparto del cioccolato, che in Italia sviluppa un mercato stimato tra 2,4 e 2,6 miliardi di euro. Nonostante il forte aumento dei prezzi internazionali del cacao – cresciuti di oltre +80% tra il 2023 e il 2024, fino a toccare nel 2025 il valore più alto degli ultimi quarant’anni – il segmento artigianale e premium mostra una crescita stabile (+5–6% nel 2024 secondo IRI). L’Italia esporta circa 420 milioni di euro di prodotti a base cacao e cioccolato (+4% sul 2024), con Francia, Germania, USA e Regno Unito come principali mercati di destinazione.
CAFFÈ: QUASI 6 MILIARDI DI FATTURATO E EXPORT IN RIPRESA
Dopo gli anni condizionati dalla pandemia e dalla volatilità dei mercati internazionali, il 2024 ha segnato una fase di consolidamento per il comparto del caffè. Secondo le elaborazioni del Consorzio Promozione Caffè e UCIMAC, la produzione italiana nel 2024 ha sfiorato le 431.000 tonnellate, con volumi stabili (+0,6%) e un incremento del valore alla produzione dell’8,5%, pari a circa 4,36 miliardi di euro. Nel settore della torrefazione operano circa 1.000 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale, con un’occupazione diretta stimata in circa 7.000 addetti e un giro d’affari complessivo che nel 2024 ha raggiunto circa 5,7 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi derivanti dall’export e 3,1 miliardi dalle vendite sul mercato interno.
Le importazioni di caffè nel 2024 hanno registrato un aumento dell’1,6% in volume, arrivando a circa 703,5 milioni di kg, per un valore intorno ai 2,6 miliardi di euro. L’Italia si conferma terzo Paese al mondo per l’import di caffè verde (dopo Stati Uniti e Germania) e primo produttore di caffè tostato in Europa, davanti a Germania e altri Paesi UE.
Il caffè torrefatto rientra stabilmente tra i principali prodotti agroalimentari italiani per valore esportato: nel 2023 l’export ha raggiunto circa 2,26 miliardi di euro (+6,8% sul 2022), pari a circa il 3,5% dell’export agroalimentare nazionale, con volumi superiori alle 285.000 tonnellate. Le stime per il 2024 indicano esportazioni di caffè tostato superiori alle 296.000 tonnellate, per un valore vicino ai 2,2 miliardi di euro, con circa il 38% della produzione destinato ai mercati esteri.
Resta dinamico anche il comparto delle macchine da caffè professionali, una delle eccellenze industriali italiane: nel 2023 il fatturato del settore ha superato i 550 milioni di euro, in crescita di circa +1% rispetto al 2022, con una quota export superiore al 70% del giro d’affari complessivo.

