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Sigep: Italia si producono 2,7 miliardi di pizze l’anno, fatturato complessivo superiore ai 15 miliardi di euro

(Sesto Potere) – Rimini – 7 gennaio 2026 – SIGEP World – The World Expo for Foodservice Excellence, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), tornerà alla Fiera di Rimini da venerdì 16 a martedì 20 gennaio 2026 con il meglio delle 6 filiere presenti: gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione, pizza e caffè. Filiere che, sulla base delle principali elaborazioni delle associazioni di categoria, valgono complessivamente oltre 40 miliardi di euro tra consumi interni, export e indotto, confermandosi comparto strategico per l’economia nazionale.

PANE: 13,4 MILIARDI DI FATTURATO E CONSUMI PIÙ SELETTIVI

Nel 2024 il consumo annuo pro capite di pane in Italia è stato di circa 41 kg, in lieve aumento (+1,6%) rispetto al 2023, ma ancora inferiore alla media europea di 70 kg, con picchi intorno agli 80 kg in Paesi come Germania e Austria. Il fatturato complessivo del comparto della panificazione – che comprende pane, pizze e prodotti similari – è stimato in 13,4 miliardi di euro, di cui circa 8,4 miliardi attribuibili al solo pane.

In Italia si contano oltre 46.800 imprese di panificazione, per il 98,1% artigiane. Il 76% delle imprese svolge sia produzione che vendita diretta, mentre la quota restante si concentra sulla sola rivendita. Le imprese artigiane generano circa il 33% del fatturato complessivo, mentre il restante è riconducibile ai panifici industriali e ai grandi player organizzati.

Secondo le elaborazioni di Italmopa, nel 2025 gli italiani spendono complessivamente circa 12,5 miliardi di euro l’anno per il pane, con una disponibilità di oltre 200 tipologie di prodotto offerte tra panifici artigianali e GDO.

Le tendenze in atto confermano una progressiva riduzione dei volumi rispetto ai decenni passati (negli anni ’70 si superavano i 100 kg pro capite annui), a fronte di una crescente domanda di prodotti a maggior valore aggiunto: pani con farine locali, grani antichi, referenze integrali o semi-integrali, prodotti “free from” (senza glutine, lattosio, ecc.), pani a basso contenuto glicemico e lievitati con lunghe fermentazioni.

PIZZA: 2,7 MILIARDI DI PEZZI L’ANNO E OLTRE 15 MILIARDI DI FATTURATO

La pizza continua a essere uno dei piatti simbolo del foodservice italiano. Secondo le elaborazioni su dati CNA Agroalimentare e Coldiretti, in Italia si producono ogni anno circa 2,7 miliardi di pizze, che richiedono oltre 200 milioni di kg di farina, 225 milioni di kg di mozzarella, 30 milioni di kg di olio d’oliva e 260 milioni di kg di salsa di pomodoro.

Nel 2024 le pizzerie attive in Italia sono state 88.793, in aumento di quasi il 25% rispetto all’anno precedente, per un fatturato complessivo superiore ai 15 miliardi di euro. Il consumo pro capite sfiora gli 8 kg l’anno, con una frequenza media di almeno una pizza a settimana per gran parte della popolazione.

Dal punto di vista della domanda, i principali picchi si concentrano nei fine settimana, in particolare il sabato sera, mentre sul fronte dell’offerta accanto alla pizza tradizionale si rafforza la presenza della pinsa, soprattutto nel consumo domestico: le stime per il 2024 indicano un incremento degli acquisti attorno al +7% rispetto al 2023.

In crescita anche il segmento della pizza surgelata: nel 2024 i consumi hanno registrato un aumento di circa +3,7%, raggiungendo le 66.000 tonnellate, con il canale retail che ha evidenziato vendite in aumento del +5,8% a volume e +4,7% a valore, per un fatturato stimato in circa 570 milioni di euro.

Per quanto riguarda i prezzi, il costo medio di un pasto in pizzeria (pizza, bevanda, coperto e servizio) nel 2024 risulta in crescita di circa +4% rispetto al 2023 e di +16% rispetto al 2021, con forti differenze territoriali tra le principali città italiane e le aree a maggiore vocazione turistica.

ATTREZZATURE E MACCHINE DA CUCINA: ITALIA QUARTO PRODUTTORE MONDIALE

Nel 2024 la domanda mondiale di attrezzature di cucina professionale ha superato i 100 miliardi di euro, in crescita dell’8% sul 2023. Il mercato si è quadruplicato in meno di vent’anni, passando da poco più di 25 miliardi nel 2005 agli attuali livelli. La produzione globale è concentrata in quattro Paesi, che rappresentano circa il 50% del totale: Cina, Germania, Stati Uniti e Italia.

L’Italia si conferma quarto produttore mondiale, con un posizionamento di alto profilo legato a tradizione gastronomica, tecnologia e innovazione, rafforzato dal recente riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana. In Europa, l’analisi Studia.BO su oltre 350 aziende evidenzia una redditività media (ROE) del 13,5% e un ROI del 14,3%. I produttori italiani mostrano performance in linea con la media europea, con il miglior EBITDA del comparto (11,6%), pur restando leggermente sotto i livelli tedeschi.

Sul fronte prodotto cresce l’offerta di attrezzature multifunzionali, con forni e abbattitori come segmenti trainanti e nuove applicazioni in sottovuoto, preparazione dinamica e brasiere a pressione. Tornano centrali anche i temi di trattamento aria e climatizzazione, legati a energia ed efficienza del microclima in cucina. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo crescente nella gestione dei processi di ristorazione, dalla clientela all’organizzazione operativa. L’evoluzione tecnologica comporterà un ridisegno delle competenze, rendendo la formazione un fattore strategico per il settore.