(Sesto Potere) – Forlì – 27 febbraio 2027 – Una crescita che non accenna a fermarsi e che vede l’intero territorio romagnolo in prima linea in una sfida drammatica per la salute dei lavoratori: quella delle malattie professionali.
È il grido d’allarme lanciato oggi dalla CISL Romagna durante la Masterclass “Sicurezza: memoria, responsabilità, partecipazione”, svoltasi presso il Grand Hotel Mattei di Ravenna. L’evento ha visto il confronto tra figure chiave come Francesco Marinelli (Segretario Generale CISL Romagna), Lorenzo Ciapetti (Coordinatore dell’Osservatorio CISL Romagna), Michelangelo Borgese (RSPP Versalis) e Massimiliano Serafini (Confartigianato Imprese Ravenna).
L’iniziativa si è aperta con un profondo momento di riflessione affidato alla rappresentazione teatrale “In fondo ad una nave” di e con Pierpaolo Zoffoli. L’opera narra la vicenda accaduta nel porto di Ravenna la mattina del 13 marzo 1987, la tragedia della Mecnavi dove morirono 13 lavoratori, ed è servita come base per avviare un confronto tra delegati, RSU, RLS e RLST su quanto sia cambiato e quanto resti ancora da fare per la tutela dei lavoratori.
L’analisi del trend: una crescita costante dal 2022
I dati INAIL analizzati dall’Osservatorio CISL Romagna rivelano una tendenza al rialzo che parte già dal 2022, rendendo il balzo del 2025 ancora più critico per la tenuta del sistema di sicurezza territoriale:
Ravenna: l’impennata più violenta. La provincia è la “maglia nera” regionale per velocità di incremento. Partendo da 579 denunce nel 2022, il territorio ha vissuto una flessione nel 2023 (511) prima di esplodere nel biennio successivo: 626 casi nel 2024 e ben 865 nel 2025. Si tratta di un balzo del 38,18% nell’ultimo anno, trainato dall’agricoltura (+46,35%) e dall’industria (+33,33%).
Forlì-Cesena: i volumi più elevati. La provincia registra i numeri assoluti più alti della Romagna. Il trend è in crescita quasi ininterrotta: dalle 1.136 denunce del 2022 si è passati alle 1.370 del 2024, toccando il picco di 1.513 nel 2025 (+10,44%) trainato dai settori legati all’industria e servizi.
Rimini: risalita dopo la stabilità. Dopo un biennio 2022-2023 sostanzialmente stabile (rispettivamente 429 e 438 denunce), il territorio riminese ha visto una netta accelerazione. Le denunce sono salite a 542 nel 2024 per arrivare a 584 nel 2025 (+7,75%), con il comparto industria e servizi che cresce del 14,29%.
Questa tendenza romagnola supera nettamente la media complessiva dell’Emilia-Romagna, che si attesta su un comunque preoccupante +7,46%. Per la CISL Romagna, questi dati confermano l’urgenza di utilizzare partecipazione e contrattazione come strumenti indispensabili per garantire un lavoro più giusto e sicuro.
La partecipazione: il lavoratore sia protagonista nel sistema della sicurezza
Per la CISL Romagna, la risposta a questa crisi non può limitarsi al solo adempimento burocratico, ma deve passare attraverso un modello di partecipazione attiva dei lavoratori e delle lavoratrici. Non si tratta solo di consultazione, ma di un coinvolgimento diretto nell’organizzazione del lavoro: chi opera quotidianamente sulle linee di produzione, nei campi o nei servizi è il primo sensore dei rischi emergenti e dei carichi insostenibili.
Il sindacato punta con forza sul ruolo dei Delegati (RSU) e dei Rappresentanti per la Sicurezza (RLS e RLST), figure che devono diventare protagonisti della contrattazione aziendale. L’obiettivo è trasformare la sicurezza da “costo da comprimere” a “processo condiviso”, dove il lavoratore non è un mero esecutore di norme calate dall’alto, ma un soggetto attivo capace di segnalare criticità strutturali e proporre soluzioni migliorative. Come sottolineato durante l’evento, “senza partecipazione non c’è vera sicurezza”: solo attraverso il dialogo costante tra lavoratori e management è possibile intervenire preventivamente sui ritmi produttivi e sulle modalità operative prima che il rischio si trasformi in patologia o infortunio.
Il commento
“L’aumento delle denunce di malattia professionale in Romagna è un dato che ci preoccupa profondamente e che non può essere ridotto a una semplice variazione statistica, – dichiara Francesco Marinelli, Segretario Generale CISL Romagna -. I numeri che registriamo a Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini mostrano una tendenza strutturale: c’è un problema che riguarda l’organizzazione del lavoro, i carichi sempre più pesanti e i ritmi produttivi, oltre a una prevenzione che non sempre riesce a stare al passo con i cambiamenti”.
Secondo Marinelli, quando crescono le denunce significa che aumenta la sofferenza nei luoghi di lavoro. “Parliamo di persone che si ammalano a causa della propria attività lavorativa, ma parliamo anche di un disagio diffuso e di un malessere che oggi emerge sempre con più forza. Questo è un segnale che va ascoltato. Non basta registrare un dato, serve un cambio di passo concreto. Occorrono più investimenti in prevenzione, più formazione continua e controlli più efficaci. Ma soprattutto serve un cambiamento culturale”.
“A questo quadro già preoccupante sulle malattie professionali si aggiungono i dati relativi agli infortuni sul lavoro. I dati INAIL 2025 confermano infatti che in Romagna il tema della sicurezza sul lavoro resta una priorità non più rinviabile – chiosa il segretario cislino -. In provincia di Forlì-Cesena le denunce di infortunio sono state complessivamente 7.236, in aumento rispetto all’anno precedente; a Ravenna si registrano 7.052 denunce, dato sostanzialmente stabile; a Rimini le denunce totali sono 5.190, anch’esse in linea con il 2024. Numeri che, letti insieme alla crescita delle malattie professionali, delineano un quadro complessivo di forte pressione sui luoghi di lavoro del territorio romagnolo. Se da un lato le patologie lavoro-correlate evidenziano un problema strutturale legato all’organizzazione, ai carichi e ai ritmi produttivi, dall’altro il volume degli infortuni conferma come la prevenzione e la gestione del rischio debbano diventare un asse centrale delle politiche aziendali”.
Tra le priorità indicate dal sindacato c’è infatti l’ascolto e il coinvolgimento diretto dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
“Senza partecipazione non c’è vera sicurezza, – ribadisce Marinelli – chi lavora conosce i rischi quotidiani meglio di chiunque altro e deve essere parte attiva nelle scelte organizzative”.
“La salute non è un costo da comprimere nei bilanci aziendali, ma un diritto fondamentale, – conclude il segretario cislino -. Il nostro obiettivo è uno solo: intervenire prima che il rischio si trasformi in malattia. Su questo la CISL Romagna continuerà a incalzare imprese e istituzioni con determinazione”.

