(Sesto Potere) – Bologna -21 dicembre 2024 – Continua lo stretto monitoraggio della frana che, dopo una trentina di anni, a causa del maltempo delle scorse settimane si è riattivata in località Ca’ di Sotto, nel territorio di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese.
Nella giornata di ieri si è svolto un nuovo sopralluogo della sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini, insieme ai tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, e ai sindaci di San Benedetto, Alessandro Santoni, e di Monzuno, Bruno Pasquini.
Presenti anche i tecnici del Comune e dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.
“Al primo posto, per tutti noi, c’è la sicurezza delle persone: quella è la priorità assoluta. Per questo c’è grandissima attenzione da parte di tutte le istituzioni coinvolte, che sono impegnate al massimo per il ripristino di quest’area- ha sottolineato Rontini-. Si lavora senza sosta alla realizzazione di un canale di sfioro, che possa alleggerire la portata dell’acqua riducendo il pericolo di esondazioni, anche considerando le condizioni metereologiche tipiche di questa stagione, e controllando attentamente le condizioni geomorfologiche della zona”.

“Il problema è diffuso e interessa in maniera diversa il territorio: alcune abitazioni sono coinvolte direttamente dal movimento franoso, altre dall’innalzamento del livello del lago- ha spiegato il sindaco Santoni-, oltre alla preoccupazione per infrastrutture pubbliche come strade, cabine elettriche, acquedotto e depuratore. Un dissesto, dunque, di grandi dimensioni, per il quale abbiamo bisogno del sostegno istituzionale a tutti i livelli. Il sopralluogo di oggi è stato per noi e per tutta la nostra comunità molto importante; per questo ringrazio la sottosegretaria Rontini”.
I lavori proseguono senza pause da due mesi: i detriti trascinati dalla frana hanno ostruito il torrente Sambro, facendo aumentare l’acqua in un invaso e formando un lago, com’era già successo nel 1994.
Le elettropompe sono costantemente in azione: il lago si trova vicino, infatti, ad alcune frazioni, per cui è necessario tenere costantemente il livello dell’acqua non oltre una certa quota. Con le piogge e lo scioglimento della neve il livello dell’acqua tende infatti ad alzarsi.
Parallelamente, da circa un mese, tecnici dell’Agenzia regionale e del Comune stanno lavorando per creare un canale di sfioro, in grado di garantire la fuoriuscita dell’acqua al posto delle pompe.
La frana è continuamente monitorata anche da esperti anche dell’Università di Bologna.