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Sanità, in Cardiologia a Ravenna tecnica innovativa per evitare nei giovani l’impianto di pacemaker

(Sesto Potere) – Ravenna – 24 febbraio 2026 – Quando il cuore rallenta troppo provocando così il rischio di svenimento e di cadute traumatiche, si procede generalmente all’impianto di un pacemaker che consiste in una piccola batteria collocata sottocute in corrispondenza della clavicola da cui partono minuscoli fili elettrici che raggiungono e stimolano il cuore.

Questa strategia è ottimale nei pazienti anziani, ma non in quelli giovani perché nel tempo può verificarsi deterioramento o infezione dei fili elettrici.

Nella Cardiologia di Ravenna diretta dal dott. Andrea Rubboli è stata recentemente introdotta la tecnica di cardio-neuro-ablazione che attraverso piccole “bruciature” create all’interno del cuore tramite un’apposita sonda introdotta a livello dell’inguine interrompe il funzionamento delle cellule responsabili del rallentamento anomalo del cuore permettendo così di ovviare all’impianto del pacemaker.

Negli ultimi mesi tre interventi di cardioneuroablazione sono stati eseguiti dal dott. Federico Cecchini, dell’equipe di Elettrofisiologia diretta dalla dott.ssa Maria Selina Argnani, e comprendente anche i dott. Alessandro Dal Monte, Federica Giannotti e Giuseppe Pio Piemontese, in collaborazione con gli infermieri e tecnici specializzati coordinati dalla dott.ssa Daria Drudi, e con il supporto del team anestesiologico diretto dalla dott.ssa Marina Terzitta e dal dott. Massimo Terenzoni.

Tutti gli interventi si sono svolti con successo e i pazienti, dimessi senza complicanze, sono stati inseriti in un programma di stretto monitoraggio clinico e strumentale.

L’intervento di cardioneuroablazione è infatti di dimostrata efficacia ma va attualmente considerato solo per pazienti molto giovani e accuratamente selezionati che andranno attentamente seguiti nel tempo.