(Sesto Potere) – Palermo – 26 gennaio 2026 – È stato consegnato il primo 𝗗’𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗣𝗿𝗶𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗜𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗲 𝗘𝗺𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗥𝗮𝗿𝗲, promosso dal Garden Network. Un riconoscimento internazionale nato per valorizzare l’eccellenza scientifica e l’innovazione nella ricerca sulle malattie rare, con uno sguardo concreto al miglioramento della qualità di vita dei pazienti.
Il Premio è intitolato a 𝗦𝗲𝗯𝗮𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗗’𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 (1933–2024), dirigente sanitario che ha attraversato oltre quarant’anni di sanità pubblica in Sicilia, distinguendosi per visione, rigore organizzativo e senso del servizio. Nel corso della sua carriera ha promosso un’idea di sanità fondata su responsabilità pubblica, qualità delle strutture e integrazione tra assistenza, formazione e ricerca: un’impostazione che oggi dialoga in modo naturale con la missione del Garden Network.
Il 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗗𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 (Università di Ferrara). La sua ricerca punta a sviluppare e testare nuovi metodi di modifica genetica per correggere alcune mutazioni responsabili dell’Emofilia A. L’obiettivo è ripristinare la produzione e la funzionalità del Fattore VIII, con l’idea di arrivare in futuro a un trattamento più stabile e potenzialmente risolutivo.
Alla cerimonia di consegna, oltre ai medici e al personale del Campus hanno preso parte i figli di D’Agostino e la dirigente Maria Luisa Ventura, Direttore Servizio 6 Centro regionale Sangue – DASOE.
Il premio è stato assegnato da un Comitato Internazionale di esperti di malattie rare ematologiche, composto da Alok Srivastava, Khaled Musallam ed Emanuele Angelucci.
Nelle motivazioni si sottolinea “l’eccezionale valore scientifico e il carattere fortemente innovativo della prima ricerca di correzione genetica dell’Emofilia mediante Prime Gene Editing, un risultato che rappresenta un passaggio storico nella ricerca ematologica”.
“Siamo profondamente onorati di conferire il Premio D’Agostino al professor Balestra – ha dichiarato Aurelio Maggio, presidente della Fondazione Franco e Piera Cutino, che sostiene e sviluppa progetti di ricerca scientifica in collaborazione con diversi Centri di Ricerca italiani ed esteri –. Questa ricerca coniuga rigore metodologico, visione innovativa e potenziale impatto clinico, confermando l’impegno della Fondazione nel sostenere l’eccellenza scientifica per migliorare concretamente la vita dei pazienti affetti da malattie rare”

