(Sesto Potere) – Roma – 3 febbraio 2026 – “Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”: con questa parole pubblicate nei suoi canali social il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci (nella foto in alto) annuncia, di fatto, l’addio alla Lega (dove era stato nominato vicesegretario federale) e lancia il nuovo progetto politico, con tanto di simbolo di ‘Futuro nazionale’, (nella foto in basso il logo) la formazione politica che guiderà.
Un progetto che si colloca nel campo della “destra identitaria e patriottica” e come lui dice di una “destra vitale : perchè è innamorata della Vita”.
Nel suo manifesto politico le linee guida e i valori , da riscoprire e tutelare, che ispirerenno la sua azione, “le radici della cristianità, del diritto romano, della filosofia greca e dell’eroismo romano-germanico che diede vita al Sacro Romano Impero”.
E tra i punti del suo programma c’è anche la “remigrazione” per gli stranieri che delinquono e non si integrano.
Un tema che aveva già illustrato ieri, richiamandosi all’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Perché secondo Roberto Vannacci: “Non esiste il dovere di accoglienza. Ogni essere umano su questa terra ha un proprio Paese: non siamo figli della terra e dell’umanità. E facilitare e indurre il rimpatrio nel propri Paese vuol dire promuovere la carta alla base dei Diritti Umani”.


