martedì, Febbraio 10, 2026
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Risoluzione di Ancarani (Pd) per esonerare le lavoratrici dalla reperibilità durante la malattia derivante da violenza di genere

(Sesto Potere)- Bologna – 10 febbraio – “Rafforzare in modo concreto la tutela della salute, dell’autodeterminazione e del pieno recupero psico-fisico delle donne vittime di violenza.” È questo l’obiettivo della risoluzione presentata in Assemblea legislativa dalla consigliera regionale del Partito Democratico Valentina Ancarani, che impegna la Giunta a sollecitare il Governo affinché valuti un intervento legislativo nazionale per includere la malattia conseguente a violenza di genere tra le cause di esonero dall’obbligo di reperibilità previsto per i lavoratori assenti per malattia.

Ad oggi il DM 206/2017 limita l’esonero a tre sole fattispecie: patologie gravi con terapie salvavita, infortuni sul lavoro e stati patologici connessi a invalidità pari o superiore al 67%. Restano escluse le patologie psicologiche — sindrome post-traumatica, depressione, ansia — anche quando certificate e direttamente conseguenti a violenza di genere. Il congedo introdotto dall’art. 24 del d.lgs. 80/2015, pur rappresentando un importante strumento di tutela, è riservato alle lavoratrici inserite in percorsi certificati da servizi sociali, centri antiviolenza o case rifugio e non copre tutte le situazioni.

«La proposta nasce dall’ascolto di storie ed esperienze emerse purtroppo anche recentemente sul nostro territorio — spiega Ancarani —. Donne che cercano di ricostruire la propria vita dopo la violenza non possono essere appesantite da rigidità burocratiche incompatibili con il percorso di cura. L’obbligo di reperibilità, applicato rigidamente in questi contesti, rischia di tradursi in un ulteriore fattore di stress e di compressione della libertà personale, in contrasto con le finalità di tutela della salute sancite dall’articolo 32 della Costituzione. Le istituzioni hanno il dovere di rimuovere ogni ostacolo che impedisce alle donne di guarire davvero».