(Sesto Potere) – Forlì – 18 febbraio. Una visita nata dall’ascolto diretto di insegnanti e genitori, che hanno chiesto alla Regione di verificare sul campo le conseguenze che per l’Emilia-Romagna ha il dimensionamento scolastico disposto dal Governo.
L’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, si è recata oggi a Forlì per incontrare insegnanti e personale scolastico dei due Istituti comprensivi “Beatrice Portinari” e “Annalena Tonelli”, interessati dal provvedimento di accorpamento e ha visitato rispettivamente: la scuola dell’infanzia “Giancarlo Cerini”, la secondaria di I grado “Piero Maroncelli”, le primarie “Alessandro Manzoni” e “Dante Alighieri” di Forlì (che fanno parte del Comprensivo 4 “Annalena Tonelli”); poi la scuola dell’infanzia “Pettirosso”, primaria “Peppino Vallicelli”, secondaria di I grado “Glauco Fiorini” a Villafranca (FC) e scuola dell’infanzia “Aeroplano” a S. Martino in Villafranca, che fanno parte del Comprensivo 9 “Beatrice Portinari”.
Un sopralluogo istituzionale che ha voluto mettere al centro le ricadute concrete della riorganizzazione sulla qualità dell’offerta formativa e sulla tenuta delle comunità scolastiche.
L’Istituto comprensivo 4 ha costruito negli anni un’identità forte fondata sull’inclusione, sull’accoglienza, sulla relazione come primo strumento educativo.
L’Istituto comprensivo 9 opera in un contesto territoriale diverso, con proprie specificità e bisogni. Unire amministrativamente realtà così differenti, distanti anche geograficamente, significa chiedere a un’unica dirigenza di governare nove plessi con esigenze eterogenee e oltre undici chilometri di distanza tra centro e periferia.
“Noi siamo stati chiamati da insegnanti e genitori, che con grande preoccupazione mi hanno voluto mostrare gli effetti concreti del dimensionamento nella loro scuola, che impoverisce e in alcuni casi cancella progetti formativi per i bambini e le bambine, che riduce giustizia sociale, equità, inclusione- ha rimarcato l’assessora Conti– Le ricadute negative in questo come in altri contesti sono il risultato di un dimensionamento ingiusto, che è stato imposto senza criterio, in sfregio all’identità e peculiarità dei terrori. In una scuola di 540 bambini e bambine ci sono oltre 80 studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, tanti progetti pensati per loro verranno eliminati perché non ci saranno più le persone che potranno dedicarsi a questo. Solo qui rischiano il posto sei persone del personale Ata e un dirigente dei Servizi Generali e Amministrativi. Bisogna vedere e toccare con mano gli effetti di questa misura scellerata per rendersi conto dei danni che sta provocando.”
La visita si è conclusa con un confronto operativo con i rappresentanti delle istituzioni scolastiche e dei genitori, con l’impegno condiviso di mantenere aperto il dialogo e di proseguire nel percorso di tutela dell’identità e della qualità educativa dei plessi coinvolti.


