(Sesto Potere) – Ravenna – 10 aprile 2026 – L’8 aprile del 1883 un gruppo di un gruppo di 32 soci, tra cui Nullo Baldini, costituirono l’Associazione Generale Operai Braccianti del Comune di Ravenna, la prima cooperativa di lavoro italiana. Il 143esimo anniversario di tale data, fondamentale per tutto il movimento mutualistico, è stato ricordato da una delegazione di cooperatrici e cooperatori.
La breve cerimonia ha avuto luogo, come da tradizione, al civico 58 di via Carraie, dove si trova la “Casa dei sette solai”, luogo in cui si costituì il sodalizio per la prima volta e dove oggi sorge una targa celebrativa..
La visita è stata condotta da Fabrizio Galavotti, presidente di Cab Terra, la cui cooperativa è diretta discendente di quell’esperienza. Per il Comune è intervenuto l’assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Cameliani. Erano presenti, tra gli altri, il direttore di Cab Terra, Lino Bacchilega, il responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Romagna, Stefano Patrizi, e il presidente della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna, Lorenzo Cottignoli.
Eredi di quei pionieri, le sette Cooperative Agricole Braccianti (CAB) della provincia di Ravenna gestiscono oggi dodicimila ettari di terreno e impiegano seicento lavoratori.
L’Associazione Generale degli Operai Braccianti del Comune di Ravenna ha rappresentato una delle prime esperienze di cooperazione tra lavoratori in Italia ed ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo dei diritti sociali e del movimento cooperativo.
Nacque per permettere ai lavoratori agricoli di organizzarsi autonomamente e ottenere lavori senza dipendere da intermediari che spesso li sfruttavano, la sua eredità continua nell’ attività delle Cab che rappresentano un’eccellenza agricola a livello europeo e sono una base produttiva cruciale per la filiera agroalimentare romagnola.
I settori di intervento sono molteplici: produzioni vegetali (erbacee e arboree) con metodi di agricoltura integrata e biologica, zootecnia (bovini da latte e da carne), produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e biogas) e agriturismi. Un notevole impegno ambientale si traduce in interventi di rinaturalizzazione su più di ottocento ettari, attraverso la creazione di aree umide, siepi e boschi.

