(Sesto Potere) – Forlì-Cesena, 16 febbraio 2026 – Si è svolto oggi, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena a Forlì, l’incontro tecnico convocato dalla Provincia in relazione al progetto di Variante al PAI Po, finalizzato all’estensione del Piano ai territori dei bacini idrografici del Reno, Romagnoli, Conca e Marecchia.
L’incontro, tenuto dal Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Po (ADBPO), ing. Andrea Colombo, e dai suoi collaboratori, come concordato con la Regione Emilia-Romagna e con gli enti locali, rappresenta il primo di una serie di confronti che si svolgeranno nelle province romagnole e nella provincia di Bologna.
La riunione di questa mattina ha coinvolto oltre 150 tecnici di Comuni, Unioni di Comuni ed enti competenti, con l’obiettivo di favorire un confronto operativo e coordinato sulle osservazioni e sugli aspetti applicativi della fase di salvaguardia.
Nel corso dei lavori, il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca, ha sottolineato: “Ci sono oggi tutte le condizioni per proseguire il percorso di confronto sulla variante proposta, superando letture semplificate e stereotipate che contrappongono, da un lato, le comunità locali e gli enti territoriali e, dall’altro, le autorità competenti in materia idraulica. È necessario lavorare nel rispetto delle reciproche competenze, utilizzando questa fase per comprendere, elaborare e rielaborare in modo condiviso i contenuti della variante, con l’obiettivo di arrivare a un esito in tempi ragionevoli.
Questo strumento di indirizzo e correzione può essere utile anche per rivedere alcune previsioni urbanistiche che in passato non avevano considerato pienamente i rischi idraulici e geologici, anche alla luce degli eventi recenti.
Il ruolo della Provincia, a maggior ragione in questa fase, è quello di soggetto di coordinamento: impegnato a facilitare il confronto e a portare a sintesi le diverse istanze territoriali, distinguendo le specificità della pianura, della collina e della montagna, e contribuendo a formulare osservazioni e accorgimenti utili a gestire al meglio la fase di salvaguardia e a garantire un sistema più coerente ed efficace”.

