(Sesto Potere) – Forlì – 28 marzo 2025 – Presentato oggi pomeriggio il Rapporto sull’Economia 2024 e scenari futuri a cura della Camera di commercio della Romagna territorio di Forlì-Cesena e Rimini. Interventi di Carlo Battistini, (nella foto) presidente della Camera di commercio della Romagna, e Andrea Prete, presidente Unioncamere.
Nel quadro economico di Forlì-Cesena e Rimini spiccano alcuni dati.
Il valore aggiunto totale 2023 del territorio Romagna risulta pari a 24.729,7 milioni di euro correnti, in crescita del 6,0% rispetto al 2022
(23.328,9 milioni correnti), variazione in linea con quella dell’Emilia-Romagna (+6,1%) e inferiore al dato Italia (+6,6%); in aumento anche il valore aggiunto nel medio periodo (+18,5% sul 2018, +19,0% in Emilia-Romagna, +20,2% in Italia). Su una classifica regionale costruita idealmente su dieci territori (le nove province dell’EmiliaRomagna e l’aggregazione del territorio della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini), l’area Romagna pesa per il 14,4% (stessa incidenza nel 2022), posizionandosi al terzo posto (dopo Bologna e Modena). Il 71,6% del valore aggiunto del territorio Romagna è generato dal macrosettore dei Servizi (commercio-trasporti-turismo: 26,6%; altri servizi: 45,0%); l’incidenza dei Servizi sul valore aggiunto totale risulta superiore al dato regionale (65,1%) e inferiore al peso nazionale (72,4%).
Il valore aggiunto pro capite 2023 stimato per il territorio Romagna risulta pari a 33.788,65 euro correnti, valore inferiore al dato regionale (38.703,17 euro) ma superiore alla media nazionale (32.377,42 euro); rispetto al 2022 risulta essere in aumento del 5,7% (Emilia-Romagna: +5,7%, Italia: +6,6%).
A livello territoriale, secondo gli ultimi scenari elaborati dal Sistema camerale regionale su dati Prometeia (Scenari per le economie locali. Gennaio 2025), la crescita prevista del valore aggiunto per l’anno appena chiuso è modesta e simile tra le tre aree, con una leggera superiorità della regione nel 2024 (+0,5%) rispetto alla Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e all’Italia (entrambe +0,4%).
Nel 2025, la crescita prevista del valore aggiunto si stabilizza allo 0,4% per tutte e tre le aree, indicando una prospettiva di sviluppo economico sostanzialmente omogeneo.
Il territorio della Camera di commercio della Romagna vanta un sistema di imprese articolato e intraprendente, che rappresenta una componente fondamentale del tessuto produttivo regionale e italiano. Le elaborazioni su dati Infocamere al 31/12/2024 riportano 99.544 localizzazioni (sedi e unità locali) registrate (di cui 89.592 attive); le imprese (sedi) registrate sono 79.570 (di cui 70.153 attive).
Nel confronto tendenziale con il 31/12/2023 si riscontra un lieve aumento delle localizzazioni attive (+0,7%) e una certa stabilità delle imprese attive (+0,2%), andamento in controtendenza alle dinamiche negative regionali (rispettivamente -0,2% e -0,7%) e nazionali (rispettivamente -0,3% e Il territorio Romagna si caratterizza per una diffusa imprenditorialità con 96 imprese attive ogni mille abitanti (Emilia-Romagna 87, Italia 86).
Nel sistema imprenditoriale di riferimento della Camera di commercio della Romagna, accanto a realtà imprenditoriali di rilievo internazionale, opera un numero elevato di piccole e medie imprese (il 92,1% delle imprese rientra nella classe dimensionale fino a 9
addetti) che svolgono un ruolo significativo nella creazione del valore.
Tra i settori di attività economica maggiormente significativi in termini di numerosità di imprese, quelli che mostrano una diminuzione rispetto al 31 dicembre 2023 sono, nell’ordine: il Commercio, che costituisce il 22,2% delle imprese attive, in flessione dell’1,3%, il settore agricolo, comparto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari (rappresenta l’11,5%; in flessione del 2,5%) e il Manifatturiero (incidenza pari all’8,1%; -1,6% la variazione).
Di contro, si osservano aumenti nel settore Costruzioni (incidenza del 15,4%; +1,5% la dinamica), Attività di alloggio e ristorazione
(10,6% del totale; +0,6%), Attività immobiliari (incidenza del 8,5%; variazione del +1,8%), “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,7% sul totale; +1,1% la dinamica), che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 4,1%; +3,4% la variazione), “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza 3,3%; +3,6% la dinamica), Attività sportive e di intrattenimento (2,5%; +1,9%), Attività finanziarie (credito e assicurazione) (2,3% l’incidenza; +4,6% la dinamica) e nel comparto dei servizi di ICT (+1,5%; 2,1% del totale).
Infine, le imprese del comparto “Trasporto e magazzinaggio” rimangono sostanzialmente stabili (incidenza del 2,9% e variazione del -0,1%).
Con riferimento alla forma giuridica, più della metà delle imprese attive (il 52,7%) è costituita come ditta individuale (in leggera flessione dello 0,3% rispetto ai 12 mesi precedenti); seguono le società di capitali (23,7%), unica forma giuridica in aumento (+4,0%), e le società di persone (21,5%), in flessione del 2,1%.
Le imprese straniere attive al 31/12/2024 nel territorio Romagna sono 9.212, pari al 13,1% del totale e registrano un aumento del 5,2%. Le imprese femminili attive sono 14.992, il 21,4% delle imprese attive (21,4% in regione e 22,7% in Italia) e risultano pressoché stabili (-0,2%). Infine, le imprese giovanili attive sono 4.952, pari al 7,1% del totale, e registrano un aumento dello 0,5% rispetto al 2023.
Al 31 dicembre 2024 le imprese artigiane attive sono 20.968, stabili (+0,0%) rispetto al 2023 (Emilia-Romagna -1,2%, Italia -1,2%). Esse rappresentano circa un terzo (il 29,9%) del totale delle imprese attive del territorio, a fronte del 30,7% nella regione e del 24,6% in Italia.
Per ciò che concerne il mercato del lavoro, in base alle risultanze delle Forze lavoro ISTAT, nel 2° trimestre 2024 (media annua 3° trimestre 2023 – 2° trimestre 2024) gli occupati totali dell’area Romagna risultano 331mila, di cui il 76,2% dipendente, in crescita tendenziale (+4,0%), mentre i disoccupati, in termini assoluti, risultano 16mila, in decisa diminuzione (-24,4%).
Per ciò che riguarda i principali tassi, rispetto al 2° trimestre 2023 si rileva una lieve crescita del tasso di attività (15-64 anni) pari a 0,3 punti percentuali (72,4% ad aprile-giugno 2024), un incremento di 1,5 punti del tasso di occupazione (15-64 anni) (da 67,4% nel secondo trimestre 2023 a 68,9% nel secondo trimestre 2024) e un calo di 1,7 punti del tasso di disoccupazione (15-74 anni) (da 6,5% nel secondo trimestre 2023 a 4,8% nel secondo trimestre 2024).
Nel confronto con Emilia-Romagna e Italia, il tasso di occupazione è più basso del dato regionale (70,6%) e superiore a quello nazionale
(61,9%) mentre il tasso di disoccupazione risulta lievemente più alto della media regionale (4,6%) ma inferiore al dato nazionale (7,3%).
Con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente (dati destagionalizzati), nel territorio Romagna i primi 9 mesi del 2024 rilevano un saldo occupazionale pari a +5.052, dovuto a 145.702 attivazioni e 140.650 cessazioni; nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (gennaio-settembre 2023) si rileva una crescita sia delle attivazioni (+1,9%) sia delle cessazioni (+1,9%).
Con riferimento alla Cassa integrazione guadagni (CIG), nel territorio Romagna, nel periodo gennaio-dicembre 2024 sono state autorizzate 10,2 milioni di ore, di cui il 59,0% di tipo ordinario e il 41,0% straordinario; nel dettaglio, ben il 94,1% delle ore autorizzate ha interessato il Manifatturiero, seguito dalle Costruzioni, con il 3,5%, e dal Commercio, con l’1,4%. In termini di confronto annuo, si assiste ad un incremento delle ore di CIG autorizzate (+36,2%), minore rispetto all’aumento regionale (+54,7%) ma superiore alla variazione nazionale (+21,1%); tale incremento ha riguardato sia la CIG ordinaria (+9,5%) sia, soprattutto, quella straordinaria (+109,7%).
Nel periodo gennaio-settembre 2024, le esportazioni (ISTAT) dal territorio Romagna sono state pari a circa 5.609 milioni di euro, con una flessione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dello 0,7%. L’export dell’area riporta una variazione migliore a quella media regionale (-1,0%) e pari a quella nazionale (-0,7%). Il peso della Romagna sulle esportazioni regionali (pari all’8,9%) risulta uguale a quello dello stesso periodo 2023. Le esportazioni per settore di attività economica vedono, naturalmente, la prevalenza del comparto Manifatturiero, ma nei primi nove mesi del 2024 si accentua l’importanza per il territorio dei prodotti dell’Agricoltura (6,2%) che hanno registrato un aumento del 4,8%; variazione tuttavia inferiore a quella regionale e nazionale (rispettivamente +7,9% e +5,2%).
L’andamento delle vendite all’estero dei prodotti dell’Industria alimentare (+14,2%, incidenza del 10,1%), della Chimica e plastica (+1,2%, incidenza del 9,2%) e degli Articoli sportivi (+8,7%, incidenza del 4,5%) non è stato sufficiente a controbilanciare appieno le performance
negative delle esportazioni dei prodotti della Meccanica (-5,8% rispetto agli stessi mesi del 2023, incidenza del 31,5%), dell’Abbigliamento (-1,3%, incidenza dell’8,2%), dell’Elettronica (-4,7%, incidenza del 6,9%), dell’industria del Mobile (-3,2%, incidenza del 5,1%) e del comparto Calzaturiero (-15,9%, incidenza del 2,6%) andando a determinare una variazione media nel complesso del settore Manifatturiero del -1,7%. Il principale mercato di destinazione dei prodotti in uscita dal territorio Romagna è costituito dall’Unione Europea (UE), verso la quale sono indirizzate il 55,8% delle esportazioni a valore; l’export verso la UE è risultato stabile (-0,1%).
Aumenta l’importanza dei Paesi Europei non UE (14,4% del mercato; variazione del +2,7%) e del Medio oriente (+7,7% l’andamento e 4,3% l’incidenza) mentre diminuisce quella dei Paesi dell’America settentrionale (-13,0%; incidenza del 9,6%) e dell’Asia orientale (-5,3%; 6,4%). I principali cinque Paesi di destinazione detengono il 42,9% delle esportazioni del territorio Romagna e, in ordine decrescente di incidenza, sono: la Francia (12,5% del totale; -1,6% la variazione), la Germania (9,6%; -2,5%), gli Stati Uniti (8,9%; -12,9%), il Regno Unito (6,5%; +6,9%) e la Spagna (5,4%; +6,8%).
In aumento le importazioni dell’area Romagna (circa 2.851 milioni di euro al 30/9/2024): +3,9% rispetto allo stesso periodo del 2023 (-2,6% in regione e -5,2% in Italia).
Molto importanti i dati in materia di “innovazione”, qui sinteticamente rappresentati dalle start-up, dai diritti di proprietà intellettuale e dall’indice di trasformazione digitale.
La numerosità delle start-up innovative rappresenta un ulteriore elemento significativo per valutare la dinamica e la capacità di sviluppo di un sistema imprenditoriale. Sulla base dei dati aggiornati al 1/2/2025, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 125 start-up che operano principalmente nel macro-settore dei Servizi (93 unità) e nell’Industria/Artigianato (24 unità); in termini di variazione annua, si registra una crescita del 3,3% (da 121 unità del 1/2/2024 a 125 unità del 1/2/2025), a differenza delle variazioni negative a livello regionale (-2,5%) e nazionale (-9,0%).
Riguardo alla proprietà intellettuale, i dati relativi all’anno 2024 rilevano per il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) 602 domande di brevettazione e registrazione, in aumento rispetto al 2023 (+3,0%): 107 diritti soggetti a brevettazione (59 invenzioni industriali e 48 modelli di utilità), in crescita annua di 3 unità, e 495 diritti soggetti a registrazione (478 marchi e 17 disegni e modelli), in crescita di 14 unità.
Proseguendo, nella classifica SmartCity 2024 di ForumPA, elaborata sull’indice di trasformazione digitale, a sua volta parametrato su tre livelli dimensionali (Amministrazioni digitali, Comuni aperti, Città connesse), su 108 comuni capoluogo, le città della Romagna raggiungono i seguenti risultati in termini qualitativi, su una scala che comprende cinque ambiti di classificazione digitale (in ordine decrescente: completamente digitali, altamente digitali, in transizione, in fase ibrida, in avvio): Rimini e Cesena rientrano nella fascia dei comuni “altamente digitali” mentre Forlì si piazza tra i comuni cosiddetti “in transizione”.
Le due province che costituiscono il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) presentano buoni posizionamenti in merito a variabili sociali, strutturali ed economiche di carattere multidimensionale che confluiscono nel variegato concetto di “sviluppo sostenibile”.
In ultimo, un altro aspetto significativo è il tema della “Qualità della vita”, concetto multidimensionale difficile da rappresentare, oggetto di speculazione scientifica in tutte le sue articolazioni e di diverse soluzioni interpretative. Nel dettaglio, nel 2024, su 107 province italiane, Forlì-Cesena ottiene migliori risultati nell’indagine de Il Sole 24 Ore (13° posto, rispetto al 16° di Italia Oggi) mentre Rimini in quella di Italia Oggi (33° posto, rispetto al 42° de Il Sole 24 Ore); in termini di confronto annuo, per Il Sole 24 Ore Forlì-Cesena guadagna ben ventisette posizioni e Rimini nove, per Italia Oggi la provincia forlivese-cesenate ne perde solo una e quella riminese dodici.