(Sesto Potere) – Roma – 10 marzo 2026 – È stata presentata stamani nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia che si terrà sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 (sito web: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/).
Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”.
Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
“È fondamentale riscoprire le nostre bellezze per essere consapevoli di un patrimonio immenso che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e valorizzare. L’aspetto più bello è che lo facciamo insieme con il FAI ma soprattutto con tanti giovani, 17 mila Apprendisti Ciceroni, che condurranno tanti italiani a scoprire e riscoprire le nostre bellezze nella bella stagione della primavera” ha commentato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli (nella foto di gruppo in alto).
“Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia” ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it).
Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.
Tra le aperture delle Giornate FAI di Primavera 2026 in Emilia-Romagna: il Complesso di San Giovanni in Monte a Bologna, nato come convento, poi divenuto carcere, oggi sede del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università, con un grande chiostro rinascimentale e il refettorio affrescato da Bartolomeo Cesi, protagonista della pittura bolognese tra ‘500 e ‘600, l’ex Monastero di San Sisto a Piacenza, trasformato in caserma, che conserva gran parte degli ambienti originari rinascimentali e dove oggi sono ospitate le esercitazioni e le attività di formazione del 2° Reggimento Genio Pontieri, spesso impegnato a sostegno della popolazione ripristinando la viabilità compromessa da eventi naturali, e il Castello di Guiglia, noto anche come Castello Montecuccoli e Conventino, situato nell’omonimo comune in provincia di Modena, aperto in anteprima per la nuova stagione di visite.
Tra le novità di questa edizione, un inedito itinerario per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, con una selezione di aperture in 8 regioni italiane che valorizzeranno la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia.
Inoltre, grazie alla collaborazione con ANFACI – Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno, apriranno eccezionalmente le porte anche 9 sedi di Prefetture, tra cui quelle di Como, Vicenza, Trieste, Perugia, Potenza e Caserta, che sveleranno opere e architetture di pregio custodite al loro interno.
Nell’iniziativa di quest’anno c’è spazio anche per l’arte contemporanea e l’artigianato artistico: con – tra l’altro – protagonista anche la Stamperia Pascucci di Gambettola (FC), che quest’anno celebra 200 anni di attività e di storia della tradizione romagnola attraverso tele, tovaglie, coperte, disegni e opere su tela realizzate insieme a numerosi artisti, custoditi nei suoi scaffali.
Nell’elenco dei luoghi aperti anche numerosi borghi e luoghi storici come, per esempio, l’antico Conservatorio di Santa Elisabetta a Bologna (riservato agli iscritti FAI), set di alcune scene del film tv “Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”, un tempo collegio in cui studiarono le sorelle del poeta e oggi interessato da un progetto di recupero. Il film tv dedicato a Giovanni Pascoli è stato girato principalmente in Emilia-Romagna e Toscana, nei luoghi reali della vita del poeta. Le riprese si sono svolte a San Mauro Pascoli (FC), specialmente in Villa Torlonia e nella casa natale. E in altri luoghi anche a Santarcangelo di Romagna (RN).
E per i più sportivi, 40 biciclettate in tutta Italia in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

