(Sesto Potere) – Forlì – 2 aprile 2025 – I gruppi di maggioranza replicano alle critiche lanciate dal Partito Democratico sulla presunta mancanza di strategie culturali della Giunta Zattini.
“Tutte le chiusure a cui fa riferimento il Partito Democratico nella sua nota sono l’eredità di 49 anni ininterrotti di governo cittadino con sindaci espressione prima del Partito Comunista, poi Pds, poi DS, e infine PD. A questo punto, il consiglio che ci sentiamo di dare alla sinistra cittadina è di far pace con sé stessa e decidere se iniziare ad intraprendere finalmente un cammino collaborativo per il benessere e la crescita della nostra comunità. Fino ad oggi, purtroppo, abbiamo assistito a critiche sterili e strumentali al limite tra il “sabotaggio” e il disfattismo, così come dimostrato nella nota votazione, che rimarrà tristemente nella storia di Forlì, contro l’insediamento della facoltà di Medicina. A tal proposito, rileviamo anche con un velo di amarezza, che a quasi due mesi dall’annuncio del Sindaco in consiglio comunale sulla volontà di questa Amministrazione di candidare la città di Forlì a Capitale Italiana della Cultura 2028, il Partito Democratico non ha manifestato nemmeno il ben che minimo cenno di condivisione, apprezzamento e/o sostengo. Il loro silenzio è assordante. Se è questa l’idea di condivisione che hanno in mente”: lo scrivono in una nota congiunta i capigruppo Fabrizio Ragni (Fratelli D’Italia), Leonardo Gallozzi (Forlì Cambia/Italia Viva), Albert Bentivogli (Lega) e Giulia Versari (Forza Italia) .
“Viceversa, nel momento in cui saranno avanzate proposte concretamente realizzabili, saremo ben lieti di confrontarci. Da ultimo, ma non per importanza, ci duole ricondurre al PD la paternità di tutte le chiusure a cui fa riferimento nel suo comunicato. Partiamo dal Museo Archeologico, che questa Amministrazione ha trovato chiuso, come il Museo del Risorgimento e Villa Saffi, il Museo etnografico, il Museo del Teatro a Palazzo Gaddi e le prestigiose raccolte Piancastelli. Anche la Rocca di Ravaldino è stata chiusa per decenni e abbandonata al degrado; quest’Amministrazione l’ha riaperta al pubblico nella primavera del 2024, dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza, facendola diventare la nuova sede dell’Arena estiva. Che dire di Palazzo del Merenda, che cadeva a pezzi, mentre Palazzo Romagnoli era fuori da ogni logica museale e il suo prezioso patrimonio artistico era appannaggio di pochi eletti. Tutto questo perché il concetto di cultura di cui si fa portavoce il Partito Democratico è profondamente elitario, di una cultura per pochi e non per molti. Per noi è tutto il contrario. Lo abbiamo già ribadito, la nostra è una concezione della cultura aperta a tutti e per tutti. Con buona pace del PD e del suo cronico disfattismo”: concludono Fabrizio Ragni (Fratelli D’Italia), Leonardo Gallozzi (Forlì Cambia/Italia Viva), Albert Bentivogli (Lega) e Giulia Versari (Forza Italia).